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Pensioni, Salvi i contributi volontari versati in ritardo

L'Inps illustra la modifica contenuta nella legge n. 176/2020 di conversione del decreto legge ristori. Interessati i versamenti volontari a copertura dei periodi temporalia cavallo tra il 31 gennaio ed il 31 dicembre 2020.

L'epidemia da Covid-19 salva il versamento dei contributi volontari effettuati con un ritardo sino a due mesi rispetto alla scadenza originaria. Lo rende noto l'Inps nella Circolare n. 34/2021 pubblicata ieri ad illustrazione della novella contenuta nell'articolo 13-undecies del dl n. 137/2020 convertito con legge n. 176/2020 (decreto ristori).

Il citato articolo 13-undecies ha previsto che, in considerazione del perdurare della situazione di emergenza epidemiologica da COVID-19, i versamenti dei contributi volontari INPS effettuati in ritardo sono considerati validi e possono essere effettuati entro i due mesi successivi e comunque entro il 28 febbraio 2021. Ciò in deroga a quanto stabilito dalla legislazione vigente in materia che, come noto, impone il versamento entro il trimestre successivo a quello solare a cui è riferita la contribuzione. Il termine è perentorio: le somme versate in ritardo sono rimborsate senza maggiorazione di interessi, salva la loro imputazione a richiesta dell'interessato al trimestre immediatamente precedente la data del pagamento.

La deroga in parola riguarda i contributi volontari dovuti all'INPS (sono esclusi i versamenti alle casse professionali) per il periodo temporale intercorrente dal 31 gennaio al 31 dicembre 2020. In sostanza l'Inps riconoscerà la validità del versamento ai fini previdenziali (diritto e misura) per tutti i contribuenti che abbiano versato in ritardo di due mesi rispetto alla scadenza originaria. La norma vale, ad esempio, a salvare l'accredito ai fini IVS di un contribuente che abbia versato il 15 novembre 2020 il contributo in scadenza il 30 settembre 2020 riferito al periodo aprile, maggio e giugno 2020. In assenza della deroga l'INPS avrebbe dovuto rimborsare la somma oppure imputarla al trimestre successivo lasciando l'assicurato privo di copertura assicurativa per il trimestre aprile-giugno 2020.

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Documenti: Circolare Inps 34/2021

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