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A Palazzo Madama si entra nel vivo della discussione sulla legge di stabilità. Tra le piu' interessanti proposte di modifica c'è lo stop definitivo alla penalizzazione per i lavoratori precoci e la deroga per salvare i quota 96 della scuola.

Kamsin Proseguono i lavori in Senato sulla manovra. Ieri la Commissione bilancio di Palazzo Madama ha ridotto da 3.800 a circa 500, gli emendamenti parlamentari che saranno oggetto del voto della Commissione entro lunedì prossimo. La Commissione dovrà pronunciarsi sui ritocchi alle pensioni anticipate (con le proposte di togliere la penalizzazione oltre il 2017 e di reintrodurla per coloro che hanno ratei superiori a 3500 euro lordi al mese), le modifiche al tetto sulle cd. pensioni d'oro, la deroga sui quota 96 della scuola.  Le proposte di modifica del governo, invece, non sono state ancora depositate. Lo saranno probabilmente oggi, perché il ministero dell’Economia ha chiesto più tempo per valutare i testi messi a punto da Palazzo Chigi.

Il Governo dovrebbe mettere nero su bianco la riduzione del prelievo sui fondi pensione che dovrebbe scendere dal 20 al 17 per cento. In via di soluzione anche il rebus sulla ricollocazione del personale in esubero delle province: si dovrebbe procedere a definire soprannumerari il 50% dei dipendenti di area vasta e il 30% si quelli delle città metropolitane. Per questi soggetti si procederà al prepensionamento a condizione che maturino la decorrenza della prestazione pensionistica, calcolata con le regole previgenti alla Riforma Fornero, entro il 31 Dicembre 2016 (in pratica estendendo l'attuale limite vigente nelle Pa fissato dall'articolo 22 del Dl 95/2012).

Sarà presentato poi, un pacchetto sui giochi, con il «pay out», le somme che vengono restituite come premi ai giocatori, che per le slot machine saranno riportate dal 70 al 74 per cento. Arriverà un taglio dell’aggio per i concessionari che dovrà permettere di recuperare almeno 300 milioni. Tra le novità, come riportato da Public policy, ci potrebbe essere uno stanziamento di 535 milioni di euro per Poste italiane necessari a rispettare una sentenza europea.

Tra gli emendamenti parlamentari «segnalati», e che dunque verranno messi in votazione, ce n’è anche uno del Pd con il quale si mira ad inserire in maniera sperimentale il principio del contrasto di interessi nella lotta all’evasione fiscale. L’emendamento prevede la detraibilità delle spese documentate per la manutenzione ordinaria delle abitazioni e per la riparazione di auto, moto e bici entro un tetto di 3 mila euro l'anno. La misura sperimentale per il triennio 2015-2017 avrebbe una funzione anti-evasione. Previste anche l'aliquota Iva ridotta e sanzioni in caso di frodi.

Zedde

A Palazzo Madama sono fioccate decine e decine di proposte di modifica alla Riforma Fornero. Tra le piu' interessanti c'è lo stop definitivo alla penalizzazione per i lavoratori precoci e la deroga per salvare i quota 96 della scuola. Attesa per le proposte del Governo.

Kamsin Proseguirà sino almeno a Sabato (non è escluso lo slittamento a lunedì), l'esame in Commissione Bilancio in sede referente di Palazzo Madama degli emendamenti al ddl di stabilità. Il provvedimento arriverà in Aula per la discussione generale Martedì 16 Dicembre in vista del via libera del Senato entro la prossima settimana.

Come già anticipato da pensionioggi.it i partiti hanno presentato decine di correzioni in materia previdenziale che nelle prossime ore saranno segnalate, ritirate o votate in Commissione previa acquisizione del parere del Governo.

Tra le principali richieste, in ordine, ricordiamo diverse proposte in materia di penalizzazione sull'accesso alla pensione anticipata: si chiede l'eliminazione definitiva (cioè anche oltre il 2017) della penalità, la possibilità di "depenalizzare" anche agli assegni decurtati prima del 2015, sino alla proposta, formulata da 24 senatori Pd, di lasciare la penalizzazione solo sui trattamenti superiori a 3500 euro lordi al mese.

Ultime chances anche per il via libera alla deroga per i quota 96 della scuola, la revisione delle norme pensionistiche per i macchinisti ferroviari, l'allargamento della platea degli esodati "salvaguardati", l'estensione dei benefici previdenziali in materia di amianto, il prepensionamento del personale delle province in esubero, la revisione del tetto al cumulo dei benefici previdenziali dovuti al calcolo contributivo, norma introdotta alla Camera (si propone, in particolare, che il tetto scatti solo sui trattamenti superiori ad una certa soglia e non a tutti i lavoratori). Ma anche una modifica delle norme sulla reversibilità dei trattamenti previdenziali, sulle ricongiunzioni ed revisione della tassazione dei fondi pensione e dei rendimenti delle Casse Professionali.

La palla ora spetta all'esecutivo che dovrà indicare quali emendamenti potranno essere accolti e dunque votati positivamente dalla Commissione.

Zedde

Entro il 31 dicembre 2014 i lavoratori parasubordinati possono presentare domanda all'Inps in via telematica per ottenere l'indennità una-tantum. Le condizioni per averne diritto.

Kamsin E' in arrivo la scadenza per la domanda di indennità una tantum che possono presentare i collaboratori a progetto rimasti disoccupati. Il termine ultimo per inviare in modalità telematica all'Inps la richiesta è fissato al 31 dicembre 2014.

Beneficiari della prestazione sono i collaboratori coordinati e continuativi a progetto che versano i contributi in via esclusiva nella gestione separata. Sono esclusi, pertanto, i collaboratori occasionali, i soggetti titolari di pensione o già iscritti ad altra gestione previdenziale obbligatoria e i liberi professionisti senza albo e cassa professionale.

Le condizioni - Ecco di seguito le nuove condizioni che devono sussistere congiuntamente al fine di ottenere l'indennità.

Nell'anno precedente, cioè il 2013, il collaboratore deve: 1) aver svolto la propria attività esclusivamente per un unico committente (regime di "monocommittenza"); 2) aver avuto un periodo di disoccupazione ininterrotto di almeno due mesi comprovato dall'iscrizione presso un Centro per l'impiego; 3) aver conseguito un reddito lordo complessivo soggetto a imposizione fiscale non superiore al limite di 20 mila euro; 4) far valere almeno 3 mensilità di contribuzione accreditata presso la Gestione separata.

Nell'anno in corso poi, cioè nel 2014, devono risultare accreditati, sempre presso la Gestione separata, contributi per almeno una mensilità. L'indennità è pari a un importo del 7% (5% dal 2016) del minimale annuo di reddito imponibile fissato per le gestioni degli artigiani e dei commercianti (per il 2014, 15.516 euro), moltiplicato per il minor numero tra le mensilità accreditate l'anno precedente e quelle non coperte da contribuzione. La domanda dev'essere presentata all'Inps in modalità esclusivamente telematica entro il 31 dicembre 2014. Solo nell'ipotesi in cui il requisito dell'accredito di una mensilità nell'anno di riferimento (2014) venga maturato a dicembre, il termine per presentare la domanda è prorogato al 31 gennaio 2015.

L'importo dell'indennità è liquidato in unica soluzione se pari o inferiore a 1.000 euro, o in importi mensili pari o inferiori a 1.000 euro se superiore.

Zedde

Articolo a cura di Paolo Ferri, Direttore delle Acli

Tramonta l'ipotesi di vedere la nuova local tax all'interno del ddl di stabilità. Il Governo: "questione troppo complessa, serve un ulteriore approfondimento e confronto".

Kamsin Il nodo sulla cosiddetta "local tax" "non e' stato ancora sciolto, la discussione all'interno del governo non e' ancora conclusa". Lo ha detto a chiare lettere, ieri, il relatore di maggioranza al ddl Stabilita' in Senato, Giorgio Santini (Pd), spiegando ai giornalisti i temi sui quali si sta ragionando in vista dell'avvio delle votazioni sulla manovra in commissione Bilancio di palazzo Madama.

L'intervento che intende assorbire in un'unica imposta Tasi ed Imu, nonchè le altre tasse comunali è, dunque, troppo complesso per salire sul treno della attuale legge di stabilità. Il nodo dei tecnici dell'esecutivo è soprattutto quello determinato dallo scambio fra due voci: la quota erariale dell'Imu sui capannoni, che andrebbe comuni, e l'addizionale Irpef, che sarebbe invece corrisposta allo Stato. Il nodo riguarda la fissazione di una soglia unica per le addizionali che nei comuni risulta molto diversificata.

Altre criticità emergono sul capitolo aliquote, soprattutto per quanto concerne i limiti massimi della tassa sugli immobili diversi dall'abitazione principale. L'ipotesi qui è di un'aliquota unica al 12 per mille che tuttavia, determinerebbe un ulteriore aggravio per i proprietari di questi immobili (attualmente l'asticella del prelievo è, infatti, fissata al 10,6 per mille ma può arrivare sino all'11,4 per mille) senza contare che ci sarebbero ulteriori difficoltà per la deducibilità della stessa dall'Irpef o Ires per gli immobili strumentali alle attività produttive.

L'identikit della nuova Local Tax
Per le abitazioni principali l'aliquota standard ipotizzata è del 2,5 per mille, ma i Comuni potranno incrementarla fino al 5 per mille, ed è affiancata da una detrazione fissa di 100 o 90 euro e con la possibilità per i Comuni di poter introdurre sconti ulteriori per i figli.

Grazie allo sconto fisso la nuova local tax consentirà di reintrodurre un criterio di progressività perso con la Tasi. Infatti con lo sconto fissa la tassa locale al 2,5 per mille azzererà l'imposta per circa 3 milioni di abitazioni di basso valore catastale già esenti, da tempo da Ici ed Imu. Mentre saranno chiamati a pagare di piu' le abitazioni con valori catastali piu' elevati.

Gli altri immobili - Per le abitazioni diverse dall'imposta principale l'ipotesi rilanciata dal governo è di un prelievo standard dell'8,6 per mille ma il massimo può raggiungere il 12 per mille (contro l'11,4 per mille previsto dalla normativa attuale). Per tali abitazioni, ovviamente, non sarà riconosciuta la detrazione standard di 100 euro. Nel caso degli immobili strumentali, poi, la deducibilità dalle imposte sul reddito dovrebbe essere pari al 30%, piu' alto della vecchia Imu (asticella al 20%) ma minore della Tasi (che prevedeva la deducibilità integrale del tributo).

Nella nuova tassa, a differenza di quanto ipotizzato dal Governo nelle scorse settimane, non saranno inclusi altri balzelli comunali, come la tassa sulle insegne pubblicitarie e l'occupazione di suolo pubblico. Almeno per ora. Fuori dal perimetro di intervento anche la Tari, la tassa sui rifiuti.

Zedde

L'Esecutivo studia la proporzionalità degli indennizzi sui licenziamenti economici per le imprese con meno di 15 dipendenti. Il Decreto pronto entro Natale.

Kamsin Il primo decreto attuativo della legge delega sul Jobs Act, dedicato alla nuova normativa sul contratto a tutele crescenti e alla Riforma dell'articolo 18, sarà approvato dall'esecutivo entro dicembre. E' quanto ha indicato il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un consiglio dei ministri convocato prima di Natale, intorno al 22 Dicembre. Il ddl poi passerà al vaglio delle Commissioni Parlamentari per un "parere non vincolante".

Il Dlgs farà venir meno, per tutti i nuovi assunti dal 1° gennaio 2015 con contratto a tempo indeterminato, il totem simbolo dello Statuto dei lavoratori: sarà possibile licenziare anche per ingiustificato motivo economico o disciplinare pagando solo un indennizzo economico (e non dovendo piu' reintegrare in servizio il dipendente). La reintegra resterebbe solo per talune fattispecie di licenziamenti disciplinari - da stabilire nel decreto - e per i licenziamenti discriminatori.

L'indennizzo dovrebbe essere pari ad una mensilità e mezza ogni anno di anzianità di servizio sino ad un tetto massimo di 24 mensilità. In ogni caso, per limitare il ricorso al giudice, sarà incentivata la conciliazione: l’azienda potrebbe versare subito un indennizzo al lavoratore, fino a 18 mensilità esentasse, con la possibilità di chiudere l’accordo in un mese.

I nodi da sciogliere riguardano anche gli effetti sulle piccole e medie imprese, cioè quelle con meno di 15 dipendenti a cui, attualmente, non si applica l'articolo 18. L'obiettivo è evitare l'aggravio dei costi e, pertanto, dovrebbe essere confermata la disciplina attualmente vigente: l'indennizzo, in caso di licenziamento illegittimo, oscilla tra le 2,5 e le 6 mensilità massime.

Si ricorda che il contratto a tutele crescenti si applicherà solo ai nuovi assunti. Almeno per ora, dunque, non cambia nulla per chi è già assunto con un contratto a tempo indeterminato. 

guidariformalavoro

Zedde

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