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L'Inps avvia la sperimentazione della busta arancione. Al termine il sistema dovrebbe essere reso accessibile a tutti gli utenti, probabilmente dall'anno prossimo.

Kamsin Parte la sperimentazione della cd. busta arancione. L'Inps ha elaborato un sistema di calcolo che consentirà ai lavoratori di ottenere una proiezione della loro pensione futura, che non sarà inviata per posta, ma potrà essere ottenuta direttamente online.

Al tal fine, l'istituto sta inviando a 10 mila utenti-campioni una lettera per testare in anteprima il sistema con l'invito, al termine della simulazione, alla compilazione di un questionario per fornire una votazione che "permetterà di migliorare la versione che verrà presentata entro qualche settimana a tutti i contribuenti".

Le persone scelte per il test sono state estratte tra coloro che risultano avere contributi nel fondo pensione lavoratori dipendenti e nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi. Restano pertanto esclusi, al momento, gli iscritti ai fondi speciali sostitutivi ed integrativi come fondo volo, elettrici e telefonici, e gli iscritti ai fondi confluiti da altri enti come Inpdap e Enpals. Si tratta, inoltre, di individui con contributi versati interamente all'istituto di previdenza (non spezzettati quindi anche in altri enti), con una situazione definita e vicini alla pensione.

La Simulazione - L'elaborazione, indica l'Inps, non avrà alcun valore certificativo e sarà basata sui dati in possesso dell'istituto riguardanti la carriera "di lavoro fino ad oggi condotta e sui relativi contributi versati". Partendo dall'estratto conto previdenziale, visibile a tutti sul sito dell'Inps, la nuova applicazione elabora una proiezione dei contributi che ancora mancano alla pensione e calcolando l'importo dell'assegno.

Per gli anni a venire il sistema utilizza come scenario di riferimento quello “standard” adottato dalla Ragioneria generale dello Stato per effettuare ogni anno le previsioni a medio-lungo termine, ma dà la possibilità di intervenire su alcuni parametri, quali, per esempio, l'andamento della retribuzione.

La simulazione tiene inoltre in considerazione diversi elementi che andranno ad incidere sull'importo della prestazione quali ad esempio l'età in cui la persone deciderà di interrompere la propria carriera lavorativa nonchè la continuità dei versamenti effettuati.

Se tutto andrà per il verso giusto, la “busta arancione” potrebbe debuttare ufficialmente l'anno prossimo, previo via libera del ministro del Lavoro a cui spetta l'ultima parola.

Zedde

La Camera vota sulle modifiche alla legge Fornero. La principale novità è lo stop alle penalizzazioni sino al 2017 per tutti i lavoratori. Possibili ulteriori novità in Senato.

Kamsin Le modifiche alla Riforma Fornero del 2011 sono piu' vicine. Il Governo ha posto ieri, infatti, la questione di fiducia sul testo uscito dalla Commissione Bilancio di Montecitorio. Oggi infatti l'Aula si esprimerà sulla concessione del voto di fiducia al provvedimento che sarà votato domani, o al piu' tardi, lunedì.

All'inizio della prossima settimana il ddl passerà all'esame del Senato dove l'esecutivo intende apportare diverse modifiche soprattutto in materia di previdenza complementare, local tax, un intervento sull'Irap e sui minimi dei professionisti. Altre novità in materia previdenziale potrebbero essere proposte dai partiti politici in Commissione Lavoro al Senato.

Ma in ogni caso con il voto delle prossime ore si porta a casa un primo pacchetto di modifiche alla legge Fornero del 2011. In primo luogo arriva lo stop al cumulo dei vantaggi tra il sistema retributivo e contributivo degli alti funzionari di stato. La proposta, come già anticipato, mira ad impedire la possibilità di maturare una pensione superiore all'80% dell'ultima busta paga, limite previsto originariamente dalla Riforma Dini (legge 335/1995), per coloro che erano nel sistema retributivo ed hanno scelto di proseguire l'attività lavorativa sino a 70 anni ed oltre. Si tratta di magistrati, avvocati dello stato, professori universitari e alti funzionari dello stato. I risparmi saranno accantonati per intervenire su altre emergenze del sistema previdenziale (in primis esodati e pensioni minime). 

Lavoratori Precoci - L'altra modifica segna la parola fine, sino al 31 Dicembre 2017, alla penalizzazione per i lavoratori che maturano un diritto a pensione anticipata (cioè 42 anni e 6 mesi di contributi, 41 anni e 6 mesi per le donne) anche se non hanno raggiunto i 62 anni. Viene, in altri termini, sospeso il taglio dell'assegno dell'1-2% che attualmente interessa i lavoratori che accedono alla pensione prima dei 62 anni.

Benefici previdenziali amianto - Tra le modifiche approvate c'è anche una novità per i lavoratori esposti all'amianto. Viene infatti consentito agli operai esposti all’amianto per un periodo superiore ai dieci anni e che ne abbiano avuto il riconoscimento in via giudiziale di poter ottenere il riconoscimento della maggiorazione del riconoscimento ai fini pensionistici così come previsto prima della riforma del 2003. Un atto questo che permette a chi ne ha i requisiti di potersi agganciare alla pensione prima.

Tutte le modifiche approvate in commissione Bilancio in materia previdenziale sono disponibili su pensionioggi.it a questo link.

Non passano invece gli emendamenti in favore dei quota 96 della scuola, dei ferrovieri, degli esodati, nè c'è la misura per una proroga dell'opzione donna. Alcuni gruppi politici indicano di voler ripresentare gli emendamenti in Senato ma le possibilità di un loro accoglimento da parte dell'esecutivo appaiono, almeno per ora, scarse. 

Zedde

La rete dei Comitati degli esodati ha chiesto la creazione di uno strumento che consenta l'uscita di tutti coloro che hanno maturato un diritto a pensione entro il 2018. Nella legge di stabilità previsto l'accantonamento dei risparmi previdenziali dal tetto sulle pensioni d'oro.

Kamsin Una delegazione della Rete dei Comitati degli esodati ha ottenuto lo scorso Giovedì 27 Novembre un incontro informale con la Sottocommissione di Palazzo Madama che ha curato la vicenda degli esodati presieduta dall'On.Parente. Nel corso dell'incontro la delegazione ha avuto modo di evidenziare i termini del dramma "esodati" certificando le decine di migliaia" di lavoratori ancora fuori dalle salvaguardie e ribadito che tutti coloro che hanno perso il lavoro o hanno firmato accordi che lo prevedessero al 31.12.11 e maturano il diritto alla pensione entro il 2018 devono essere salvaguardati. 

Durante l'incontro, guidato da Giuliano Colaci, la Presidente Parente ha evidenziato che la Sottocommissione vuole approfondire il fenomeno e di mettere a punto uno strumento per individuare i "casi individuali" che sono rimasti fuori dando per scontato che le salvaguardie avessero già compreso tutte le categorie finora individuate. Un'altra delegazione ha incontrato il Direttore Generale del Ministero del Lavoro D.ssa Ferrari la quale ha assicurato che il Ministero sta lavorando ad una ipotesi di soluzione definitiva del dramma anche con provvedimenti annuali ed assicurato che per gli "esodati" si sta lavorando a soluzioni previdenziali e non assistenziali. Sulla vicenda al ministero fanno sapere di aver avviato un approfondimento relativo alle problematiche sollevate dalla delegazione con particolare riguardo alle decorrenze, ai lavoratori quindicenni e ai contributori autorizzati ai volontari prima del 20 luglio 2007.

Come già anticipato da pensionioggi.it, peraltro, nella legge di stabilità il Governo ha approvato un emendamento che consente di mantenere nel sistema previdenziale i risparmi che si otterranno dalla norma che pone un tetto alle "pensioni d'oro". Tali risparmi, stimati dall'Inps in oltre 400milioni di euro entro il 2024 (ma il governo è molto cauto sull'entità del gettito derivante dalla norma), potrebbero essere destinate a finanziare nuovi interventi in materia.

Zedde

Per conciliare la vita e il lavoro sono in arrivo incentivi al telelavoro, orari piu' flessibili ed estensione dell'indennità di maternità a tutte le lavoratrici.

Kamsin Piu' flessibilità nella fruizione dei congedi parentali e maggiore tutela per le lavoratrici madri. Sono queste alcune delle novità contenute nella delega del Jobs Act che è stata approvata in via definitiva questa settimana da Palazzo Madama. Le norme attuative saranno declinate in un decreto delegato che il Governo dovrà adottare entro 6 mesi ma già oggi è possibile fissare alcuni punti chiave della Riforma.

Un primo nucleo di norme è volto prima di tutto a tutelare le lavoratrici madri con la previsione che l'indennità di maternità sarà estesa, anche gradualmente, a tutte le categorie di lavoratrici.

Oggi, com'è noto, le prestazioni per maternità sono ad appannaggio per lo piu' alle lavoratrici dipendenti con contratti standard mentre non godono di alcuna assistenza le parasubordinate e le autonome. Gradualmente, dunque, questa dicotomia dovrà essere cancellata; l'idea, che dovrà essere declinata con i provvedimenti attuativi del Governo, è quella di omogeneizzare le tutele per le lavoratrici madri. Le parasubordinate, inoltre, avranno diritto all’assistenza anche «in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro».

Non solo. La delega affida al Governo l'introduzione del tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori o disabili non autosufficienti e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito individuale complessivo, e armonizzazione del regime delle detrazioni per il coniuge a carico. Ancora per le lavoratrici si prevede l'introduzione di congedi dedicati alle donne inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere debitamente certificati dai servizi sociali del comune di residenza.

Altre novità riguardano in generale tutti i lavoratori e sono volte a meglio conciliare le esigenze di vita e lavoro in presenza di minori e/o soggetti con disabilità in famiglia. In tal senso la delega contempla tre azioni di intervento:

Flessibilità dell'orario di Lavoro - Si prevede l'incentivazione di accordi collettivi volti a favorire la flessibilità dell'orario lavorativo e dell'impiego di premi di produttività, al fine di favorire la conciliazione tra l'esercizio delle responsabilità genitoriali e dell'assistenza alle persone non autosufficienti e l'attività lavorativa, anche attraverso il ricorso al telelavoro

Scambio delle ferie - Viene inoltre, riconosciuta, compatibilmente con il diritto ai riposi settimanali ed alle ferie annuali retribuite, della possibilità di cessione fra lavoratori dipendenti dello stesso datore di lavoro di tutti o parte dei giorni di riposo aggiuntivi spettanti in base al contratto collettivo nazionale in favore del lavoratore genitore di figlio minore che necessita di presenza fisica e cure costanti per le particolari condizioni di salute.

Congedi Parentali - Si avvia una ricognizione delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, ai fini di poterne valutare la revisione per garantire una maggiore flessibilità dei relativi congedi obbligatori e parentali, favorendo le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, anche tenuto conto della funzionalità organizzativa all'interno delle imprese.

La maggiore flessibilità nella fruizione dei congedi sarà inoltre riconosciuta all'interno dei rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, con riferimento al riconoscimento della possibilità di fruizione dei congedi parentali in modo frazionato e alle misure organizzative finalizzate al rafforzamento degli strumenti di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

guidariformalavoro

Zedde

Dal tetto alle superpensioni potrebbero arrivare circa 480 milioni di euro di risparmi entro il 2024 da utilizzare per spegnere alcune emergenze sull'adeguatezza degli assegni.

Kamsin Viene posta la parola fine al caso delle superpensioni più alte dell’ultimo stipendio. Per circa 160 mila italiani, che guadagnano 150 mila euro e più, il Governo ha detto stop alla possibilità di ottenere nei prossimi anni assegni previdenziali più pesanti del 20 per cento rispetto all’ultima busta paga incassata.

La correzione è stata scritta in un emendamento al ddl di stabilità ed assicurerà che, con le nuove regole introdotte dalla riforma del 2011, non sia piu' possibile ottenere una pensione più elevata rispetto a quanto sarebbe stato possibile con il regime previgente. Cancellando il tetto contributivo dei 40 anni chi ha potuto allungare la propria carriera lavorativa grazie ai più elevati limiti pensionistici ordinamentali lo ha fatto (si tratta soprattutto di magistrati, professori universitari, avvocati dello Stato, alti burocrati e militari dello Stato) ed ora si trova ad avere una pensione più elevata, superiore al 80 per cento del valore dell'ultimo emolumento, il tetto che non poteva essere superato sino al 2011.

L'emendamento approvato elimina questa possibilità, stabilendo che i trattamenti pensionistici calcolati con le nuove regole non potranno in ogni caso essere superiori a quelli che sarebbero maturati con il vecchio regime. La modifica dunque consentirà di evitare l'erogazione di super pensioni a categorie già privilegiate dal fatto di ricoprire alti incarichi pubblici ben retribuiti con la possibilità, peraltro, di rimanere al lavoro fino a 70-75 anni.

Con la novella, secondo le stime elaborate dall'Inps, si otterrebbe una minore spesa previdenziale sino a 480milioni di euro entro il 2024. Piu' prudente, invece, la relazione tecnica che accompagna l'emendamento governativo la quale non valuta risparmi rilevando come gli eventuali effetti saranno registrabili solo a consuntivo, visto che dipendono dalle scelte comportamentali degli interessati.

Ma in ogni caso i risparmi derivanti da questo tetto potranno costituire un piccolo tesoretto per apportare nuove modifiche al sistema previdenziale Fornero. L'emendamento prevede, infatti, che i nuovi risparmi saranno destinati ad un fondo Inps finalizzato a garantire l'adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Ad esempio, quindi, questi fondi potranno essere utilizzati per procedere alla rivalutazione dei trattamenti minimi oppure al finanziamento, almeno in parte, di una misura che conceda maggiore flessibilità in uscita per i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e non hanno ancora raggiunto i requisiti previdenziali fissati dalla Riforma Fornero. 

Zedde

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