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- Roma, 30 lug. - E' Giuseppe Tesauro il nuovo presidente della Corte Costituzionale. Lo ha annunciato il segretario generale della Consulta Carlo Visconti. L'elezione di Tesauro e' avvenuta con 7 voti favorevoli contro 6. Tesauro, ex presidente dell'Antitrust, terminera' il suo mandato alla Corte il prossimo 8 novembre. E' infatti stato nominato giudice costituzionale l'8 novembre 2005 dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. "Non mi sento un mezzo presidente". Lo ha detto il nuovo presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro, riferendosi alla sua 'presidenza breve', dato che il mandato scadra' a novembre. "Non sono il primo, ne' quello piu' breve - ha sottolineato - piu' della meta' delle presidenze della Corte sono state inferiori all'anno". Tesauro, inoltre, ha voluto sottolineare che "una presidenza breve non costa allo Stato una lira in piu' rispetto a una presidenza lunga, anzi. Una presidenza lunga comporta anche una pensione maggiore". Nella sua prima dichiarazione ufficiale il nuovo presidente della Corte Costituzionale sollecita le Camere a nominare presto i due nuovi giudici costituzionali. "Il Parlamento farebbe bene a farle al piu' presto. Queste attese non giovano ne' al Parlamento ne' alla Corte, che e' un organo che ha bisogno di operare nella pienezza". Mentre e' stato nominato come vicepresidente Paolo Maria Napolitano, lo ha annunciarlo il neo presidente Giuseppe Tesauro.
- Roma, 30 lug. - Dopo una sospensione di 4 ore e mezza, e' ripreso nell'Aula del Senato l'esame degli emendamenti al ddl Riforme. Lo stop ai lavori era stato imposto questa mattina dal presidente Pietro Grasso che ha convocato la Giunta per il Regolamento perche' si pronunciasse sulla legittimita' dell'applicazione della cosiddetta norma 'canguro', che permette di far decadere tutti gli emendamenti analoghi a quelli gia' votati dall'Aula.

Il testo licenziato la settimana scorsa dalla Commissione affari costituzionali ha subito alcune limitate modifiche per quanto riguarda la pensioni dopo i dubbi sollevati su numerose norme inserite nel testo. Kamsin La più rilevante, come già anticipato su Pensioni Oggi, riguarda le norme sui pensionamenti d'ufficio, quelle che permettono alle amministrazioni di mandare a casa i dipendenti che hanno raggiunto il massimo dei contributi (42 anni e sei mesi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne).

La regola generale fissata nel provvedimento prevedeva che per poter operare il pensionamento d'ufficio, il dipendente avesse raggiunto un'età anagrafica di almeno 62 anni (con una eccezione  per professori universitari e primari, per i quali l'età minima era stata fissata in 65 anni). Nel passaggio di ieri in commissione, il requisito anagrafico per professori e primari è stato rivisto al rialzo, portandolo a 68 anni. Per i medici, invece, il requisito sarà comunque di 65 anni, mentre per i ricercatori l'età per il pensionamento d'ufficio è stata abbassata a 62 anni.

Per il liceziamento del professore servirà tuttavia una decisione del Senato accademico, "senza pregiudizio per la continuità dei corsi di studio e comunque non prima del termine dell'anno accademico nel quale l'interessato ha compiuto il sessantottesimo anno di età". Non solo. L'università avrà anche il vincolo, nei limiti delle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente, di procedere prioritariamente all'assunzione di almeno un nuovo professore, con esclusione dei professori e dei ricercatori a tempo indeterminato già in servizio presso la stessa università, o all'attivazione di almeno un nuovo contratto per ricercatore a tempo determinato.

I Quota 96 -  Passa invece sostanzialmente indenne la misura per il pensionamento dei 4 mila docenti delle scuole che nell'anno 201/2012 avevano maturato i requisiti per il ritiro ma che erano rimasti bloccati dalla riforma Fornero. Anche se il disco verde della Commissione bilancio, chiamata a dare un parere sulle coperture finanziarie, non era scontato, le forze politiche hanno manifestato unità nel voler porre fine a questa vicenda ed alla fine il presidente della Commissione, Francesco Boccia, ha dato parere positivo.

All'articolo 1-bis è stato solo riscritto il comma 3 relativo al pagamento del trattamento di fine rapporto, con la precisazione che "il trattamento di fine rapporto, comunque denominato, è corrisposto, nei termini e secondo le modalità stabiliti a legislazione vigente, assumendo come termine iniziale del periodo che precede l'erogazione del trattamento stesso, la data in cui sarebbe intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro in caso di applicazione dei requisiti per l'accesso al trattamento pensionistico previsti dall'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto". Inoltre si aggiunge il comma 6-bis a copertura degli oneri derivanti per la riliquidazione del trattamento pensionistico (vedi i dettagli della misura) in favore delle lavoratrici beneficiarie dell'intervento in questione che avevano anticipato l'uscita con l'opzione donna.

Lavoratori Precoci - Non risultano modificate le altre misure già anticipate da Pensioni Oggi nei giorni scorsi (vedi i dettagli in materia previdenziale). In particolare risulta confermata la novità che consente la sterilizzazione della penalizzazione in favore dei lavoratori che maturano un diritto a pensione anticipata entro il 2017.

Zedde

- Roma, 30 lug. - "In queste ore i senatori che sostengono la riforma e che stanno subendo l'ostruzionismo di una piccola parte dei loro colleghi stanno dimostrando il senso delle istituzioni piu' straordinario che si possa chiedere. Approveremo la riforma in prima lettura, nonostante le urla e gli insulti di queste ore". Lo scrive Matteo Renzi nella sua E-news. Il premier aggiunge: "L'Italicum e' stato gia' approvato alla Camera. Sara' modificato dal Senato e diventera' legge definitivamente. Le riforme non sono il capriccio di un premier autoritario. Ma l'unica strada per far uscire l'Italia dalla conservazione, dalla palude, dalla stagnazione che prima di essere economica rischia di essere concettuale".

"Non lascio il futuro ai rassegnati. Questa e' la volta buona, costi quel che costi. Perche' se l'Italia fa le riforme, riparte la credibilita' verso il sistema Paese e la speranza dei cittadini", scrive il premier. "Le riforme di cui stiamo parlando sono il Pin - aggiunge Renzi - per accendere l'Italia del futuro. Ecco perche' la mia gratitudine verso i senatori che resistono alla incredibile sequela di insulti e ai finti emendamenti messi li' solo per perdere tempo. C'e' un Paese che puo' correre, non lo lasceremo ancora nelle sabbie mobili". "Noi pensiamo che l'Italia sia nelle condizioni di guidare l'Europa. Che la qualita' di vita e di valo

IL SENATO LITIGA SUL 'CANGURO', SEDUTA SOSPESA

Il presidente Grasso ha sospeso i lavori dell'Aula e ha convocato la Giunta per il regolamento del Senato. All'ordine del giorno della riunione l'applicazione della cosiddetta norma 'canguro' sugli emendamenti al ddl Riforme. L'Aula, convocata fino alle ore 24, riprendera' i lavori alle 15:00 con l'esame dell'emendamento

Riforme: Vendola, la rottura con Pd avra' conseguenze 

Intanto il leader di Sel, Nichi Vendola, avverte: "La rottura che il Pd ha unilateralmente praticato attraverso il sottosegretario Luca Lotti comportera' delle conseguenze". "Vogliamo capire se il Pd ha scelto organicamente un'alleanza strategica e di lungo periodo con la destra". "Naturalmente questo cambierebbe tutto - ha concluso Vendola - noi la subiremmo ma ne trarremmo anche le conseguenze".

RENZI: "IL CANGURO FUNZIONA"

Ieri, al termine di una giornata caldissima in Senato con le votazioni sugli emendamenti al ddl, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha scritto su Facebook che "le sceneggiate dimostrano che alcuni senatori perdono tempo per paura di perdere la poltrona". Il premier, pero', guarda con fiducia al prosieguo del lavoro sulla riforma della Costituzione. Conversando con il suo entourage Renzi ha sottolineato come "siamo ad un quarto degli emendamenti, abbiamo fatto aperture sostanziali alla minoranza, ci hanno risposto picche con tonnellate di emendamenti: noi si va avanti tranquilli e determinati". E, insomma, per il premier "il canguro funziona...". .

- Roma, 30 lug. - La Giunta per il Regolamento del Senato ha stabilito che l'applicazione della cosiddetta norma 'canguro', decisa dal presidente Grasso nel corso l'esame degli emendamenti al ddl Riforme, e' legittima. La Giunta si e' espressa con dieci voti a favore e quattro contrari, quelli di Sel, Lega e Movimento 5 stelle.

La Giunta per il Regolamento era stata convocata dal presidente Grasso questa mattina dopo le ripetute richieste presentate da diversi senatori. La prouncia e' arrivata al termine di una riunione durata circa 3 ore e mezza. "La Giunta ha ribadito una prassi consolidata in Senato", ha spiegato ai cronisti Francesco Russo (Pd). "Abbiamo mantenuto l'orientamento per cui al Senato" l'applicazione della norma "e' leggittima per i precedenti che ci sono e per i lavori di questi giorni", ha aggiunto. L'Aula di Palazzo Madama riprendera' l'esame degli emendamenti al ddl Riforme alle 15.

"Non molliamo di un centimetro" scrive il premier Matteo Renzi nella sua E-news aprendo sulle legge elettorale. "L'Italicum - scrive Renzi - e' stato gia' approvato alla Camera. Sara' modificato dal Senato e diventera' legge definitivamente". Il premier e' categorico: "Non lascio il futuro ai rassegnati. Questa e' la volta buona, costi quel che costi. Perche' se l'Italia fa le riforme, riparte la credibilita' verso il sistema Paese e la speranza dei cittadini". "Ci vorranno - dice - nottate in Senato, pomeriggi alla Camera, weekend a Palazzo Chigi non importa. Noi con calma e determinazione riporteremo questo Paese la' dove deve stare. Ad accogliere le donne che vengono incarcerate per la loro fede religiosa, a giocare un ruolo nei complicatissimi equilibri (o squilibri) di politica internazionale, a togliere polvere da un'Europa che non puo' andare avanti nella noia e nella burocrazia".

"Ma anche - continua Renzi - a rimettere a posto la palestra o il teatro di una scuola, ad aiutare il piccolo imprenditore stritolato da un ufficio pubblico o da un prestito in banca, a ridare un po' di potere d'acquisto alle famiglie". "Perche' tra le cose che sono accadute in questi mesi c'e' anche un fatto strano - scrive ancora Renzi - il Pd ha vinto le elezioni. Strano perche' non accade cosi' frequentemente, certo. Ma strano anche per la dimensione del risultato.

Erano quasi sessant'anni che nessuno arrivava al quaranta per cento. Se ci siamo arrivati non e' merito nostro. Non e' il riconoscimento della nostra bravura, ma un investimento sulla speranza degli italiani. Non e' una coccarda, ma un impegno. Non e' una medaglia, ma uno stimolo. Ecco perche' non molliamo di un centimetro. Ecco perche' - passo dopo passo - faremo cio' che abbiamo promesso".

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