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 Aumenta il numero dei licenziamenti nell'azienda della bevanda piu' bevuta del mondo. Coca Cola ha aperto infatti in questi giorni una procedura di licenziamento collettivo per 249 dipendenti, che si sommano agli esuberi derivanti dalla chiusura della struttura di Campogalliano, in provincia di Modena, portando a "piu' di 300" i dipendenti tagliati in Italia. Kamsin E' quanto hanno indicato la Fai-Cisl, la Flai-Cgil e la Uila-Uil in una nota, con la quale annunciano uno sciopero di 8 ore e un presidio davanti alla sede di Assolombarda giovedi' 31 luglio, quando si terra' l'incontro tra sindacati e azienda. I sindacati definiscono i licenziamenti "un fulmine a ciel sereno" arrivato il 16 luglio, lo stesso giorno in cui e' stato sottoscritto l'accordo integrativo di gruppo, che prevede un premio totale di circa seimila euro per il periodo 2014-2016.

"E' il terzo anno consecutivo che Coca Cola decide di ridimensionare gli organici, una cura dimagrante che ha causato la perdita del posto di lavoro a piu' di mille dipendenti", denunciano i sindacati, dal momento che in pochi anni la multinazionale americana e' passata da oltre tremila dipendenti in Italia a poco piu' di duemila. Nel 2013, nonostante la crisi, la divisione italiana del gruppo - riferiscono i sindacati - ha generato "70 milioni di euro di utili": "Il ruolo dell'Italia - sottolineanto - e' quello di un bancomat, dove si passa soltanto a prelevare per fare occupazione in altri luoghi d'Europa, luoghi dove i diritti e i salari dei lavoratori sono nettamente inferiori".

Fai, Flai e Uila hanno avuto il 25 luglio un incontro in Assolombarda per respingere la procedura di mobilita', per convincere la societa' a mettere in campo investimenti e strumenti alternativi ai licenziamenti. Coca Cola ha ribadito pero' l'indisponibilita' a ritirare la procedura di licenziamento, dicono i rappresentanti dei lavoratori.

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La Cgil esprime parere positivo agli emendamenti al decreto sulla riforma della pubblica amministrazione approvati dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera a proposito delle pensioni. Kamsin “Sono un primo positivo cambiamento” spiegano il segretario confederale Cgil Vera Lamonica e il responsabile Cgil dei Settori pubblici Michele Gentile: “da sempre chiediamo la correzione, nel quadro di una necessaria revisione complessiva della legge Fornero, delle misure di penalizzazioni sulle pensioni di anzianità e il calcolo dei soli periodi di ‘effettivo’ lavoro per il raggiungimento dei 41/42 anni, veri e propri obbrobri di quella riforma”.  L'emendamento, che ora attende il via libera definitivo dell'Aula di Montecitorio, consentirà di eliminare la penalizzazione per tutti i lavoratori sino al 2017 a prescindere dalla tipologia di contributi accreditati sul conto previdenziale dell'assicurato (vedi i dettagli della misura).

Quanto approvato dalla Commissione, su proposta dell'onorevole Gnecchi, se confermato dall'aula, “sana una delle ferite aperte, perché elimina le penalizzazioni prima dei 62 anni e considera tutti i periodi di contribuzione figurativa utili al raggiungimento del requisito contributivo”. Concludono Lamonica e Gentile: “seppure con il limite temporale del 2017, a nostro parere da rimuovere, ciò costituirebbe un contributo importante alla correzione di un impianto fortemente sbagliato dell'attuale normativa previdenziale. È altrettanto necessario e positivo che si chiuda la vicenda della ‘quota 96’ per il mondo della scuola: si sana così una profonda ingiustizia prodotta da uno dei tanti ‘errori tecnici’ di quella riforma”.

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Sul pensionamento d'ufficio "noi responsabilizziamo molto le amministrazioni: è l'amministrazione che deve capire se quella è un'eccellenza, che serve o se invece ha senso dare opportunità alle nuove generazioni". Kamsin E' quanto ha commentato oggi il ministro della Pa, Marianna Madia, parlando, a margine dei lavori alla Camera, delle novità inserite nel decreto legge di riforma della pubblica amministrazione che, come già anticipato da Pensioni Oggi, consente alle Pa di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro al perfezionamento della massima anzianità contributiva (cioè 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne) purchè il dipendente abbia raggiunto i 62 anni. 

"Noi non andiamo in deroga alla Fornero - spiega - ma abbiamo posto una serie di paletti" di anzianità e anagrafici, specificando la necessità di motivare la scelta "con criteri oggettivi", così da applicare la norma "in modo virtuoso e non vizioso o arbitrario". In questo modo, aggiunge il ministro, "le eccellenze indispensabili non saranno sostituite, potranno restare. Ma, in alternativa, ci sarà la possibilità di fare entrare giovani". Sul numero di uscite possibili attraverso gli strumenti previsti nel dl, il ministro non fa stime: "esistono delle platee potenziali, ma bisogna capire quante sarebbero andate in pensione di loro spontanea volontà e, poi, tra quelle che non l'avrebbero richiesto, quelle a cui lo richiede l'amministrazione". Di certo, sottolinea Madia, "la norma non basta a sbloccare le ingiustizie subite e che stanno subendo le giovani generazioni, ma segna un'inversione di tendenza forte".

Generazione cattivi maestri pensi anche a turnover - "Se la generazione di chi finora è stato cattivo maestro, altrimenti non ci avrebbe portato fin qui, si deve porre un problema: quello dell'innalzamento delle percentuali di turn-over. Mentre non serve fare una battaglia per l'eccellenze, visto che lo strumento messo a disposizione con il decreto dà la possibilità di far restare coloro che rappresentano una risorsa". Così il ministro della Pa, Marianna Madia, parlando del pensionamento d'ufficio. "Non c'è quindi alcun problema di lesa maestà", ha indicato il Ministro.

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Stop alla mobilità obbligatoria per i dipendenti con bimbi sotto i tre anni, né per i genitori con figli disabili. Il trasferimento ad altro ufficio, sempre nell'arco dei 50 Km, non partirà senza il loro consenso.Kamsin Dovranno essere coinvolti i sindacati poi, almeno per la definizione dei criteri attraverso cui spostare un lavoratore da un ente all'altro; criteri che saranno infatti definiti da un decreto ministeriale, ma previa «consultazione con le organizzazioni rappresentative». Sono queste alcune delle novità contenute negli emendamenti approvati la scorsa settimana al decreto legge sulla Riforma della Pubblica Amministrazione e da oggi all'esame della Camera.

Per quanto riguarda le mansioni, poi, sarà consentito il demansionamento fino a un solo livello con la possibilità di assegnare nuove mansioni al personale nell'ambito dei posti vacanti (articolo 5 del provvedimento). Con la specifica che il «demansionamento» sarà ammesso soltanto fino a un solo livello inferiore. Si prevede anche che  l'avvio di procedure concorsuali e le nuove assunzioni, pure a tempo determinato, per un periodo superiore a 12 mesi sono subordinate alla verificata impossibilità di ricollocare  il personale in disponibilità.

Cresce anche lo spazio per le assunzioni: la versione "rivista" del decreto conferma sia nell'amministrazione centrale sia negli enti locali i parametri del turn over, che si basano esclusivamente sulla spesa e cancellano il criterio "per teste". Già nel 2014, gli enti locali e gli enti di ricerca possono dedicare alle assunzioni il 50% dei risparmi ottenuti con le cessazioni dell'anno precedente. Si amplia inoltre, in queste due categorie di amministrazioni, la possibilità di affidare incarichi esterni. Sempre sul fronte del personale ci saranno ulteriori assunzioni di vigili del fuoco e forze di polizia.

Novità anche per gli avvocati dello Stato e delle altre Pa che dovranno sottostare al tetto di 240mila euro lordi previsti per il primo presidente della Cassazione. Gli Avvocati dello Stato avranno inoltre il 50% delle spese liquidate con sentenza favorevole, l'altro 50% sarà diviso a metà tra borse di studio per la pratica forense e fondo taglia-cuneo; per le altre Pa le spese saranno ripartite tra tutti gli avvocati nei limiti fissati dai contratti. In tutti i casi di pronunciata compensazione integrale delle spese, ivi compresi quelli di transazione dopo sentenza favorevole alle amministrazioni pubbliche, non saranno corrisposti compensi professionali.

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E' calendarizzata per oggi l'avvio della discussione generale alla Camera dei Deputati sulla legge di conversione del decreto legge sulla Riforma della Pubblica Amministrazione (il Dl 90/2014). Kamsin Molte le novità in materia previdenziale sulle quali Montecitorio sarà chiamato a pronuciarsi entro la fine di questa settimana.

Si attende infatti il primo via libera al nuovo articolo 1 del decreto legge 90/2014 come riformato dalla Commissione Affari Costituzionali venerdì scorso, un'approvazione che si spera avvenga senza modifiche e sorprese. Tra i vari temi, come già anticipati da Pensioni Oggi c'è prima di tutto la deroga in favore dei quota 96 della scuola, cioè il riconoscimento della possibilità di accedere alla pensione dal 1° settembre 2014 per 4 mila professori e personale Ata che ha raggiunto la quota 96 entro il 31 Agosto 2012; poi la revisione dei trattenimenti in servizio; la possibilità per le Pubbliche Amministrazioni di collocare a riposo d'ufficio a 62 anni chi ha raggiunto i requisiti per la pensione anticipata; il rifinanziamento dell'accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti; nonchè la misura in favore dei lavoratori precoci che dice basta alla penalizzazione per chi ha raggiunto i requisiti per la pensione anticipata entro il 2017.

Misure che sono state salutate positivamente da tutte le forze politiche ma che devono ora ricevere il parere positivo della Ragioneria Generale dello Stato e quindi il primo voto Parlamentare (molto probabilmente con il ricorso alla fiducia). Giudizi positivi anche per i sindacati che per voce di Domenico Pantaleo, segretario della Flc Cgil, fanno sapere che la misura in favore del comparto scuola "sana una palese ingiustizia e consente di procedere a 4 mila nuove immissioni in ruolo. È altrettanto positiva la possibilità di rivalutare le pensioni per le donne che avevano deciso di lasciare il lavoro con 57 anni di età e 35 anni optando per il calcolo con il sistema contributivo per tutti gli anni di servizio”.

La misura piu' significativa riguarda proprio il comparto scuola che, come anticipato, consentirà a 4mila docenti di mantenere le vecchie regole di pensionamento se hanno perfezionato un diritto a pensione entro il 31 Agosto 2012, secondo la disciplina pensionistica vigente sino al 31.12.2011. Gli interessati avranno 15 giorni per presentare istanza di accesso al beneficio e potranno essere collocati in quiescenza già da settembre.

A detta della Cisl tuttavia alcuni insegnanti potrebbero non optare per la deroga per via del fatto che i termini di pagamento della buonuscita verrebbero, secondo quanto recita l'emendamento, corrisposti secondo l'attuale disciplina Fornero e quindi con un ritardo di circa 4-5 anni dalla data della pensione. Senza contare, inoltre, che ci sarà una dilatazione ulteriore qualora l'importo lordo complessivo superi i 50mila euro. In favore di questo comparto c'è però una notizia positiva: le lavoratrici che hanno maturato un diritto a pensione entro il 31 Agosto 2012 e che avevano scelto l'opzione donna per anticipare l'uscita, potranno ora chiedere la riliquidazione dell'assegno con le regole del retributivo.

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