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- Shanghai, 10 giu. - "L'Expo di Milano deve essere l'occasione per l'Italia di raccontare se stessa, l'Italia e' piu' grande delle cose negative che vengono dette": e' l'auspicio lanciato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che, visitando a Shanghai il padiglione italiano dell'Expo 2010, ha criticato "i professionisti del pessimismo" che si aggirano attorno all'appuntamento del 2015. "Dobbiamo usare l'Expo per scrivere una pagina nuova del racconto del Made in Italy", ha aggiunto il premier. "Tutto quello che vedete", ha aggiunto Renzi alludendo al padiglione italiano di Shanghai di 3.600 metri quadrati progettato da Giampaolo Imbrighi, "e' collegato alla volonta' di innovare, alla volonta' di costruire un progetto Italia, volonta' che portera' il nostro Paese a essere sempre piu' competitivo". Il premier ha ringraziato la Cina per l'"investimento significativo" fatto per essere presente all'Expo 2015, un investimento, ha osservato, deciso perche' "sanno bene che cosa significa poter ospitare un'Expo e lo sanno molto meglio di molti nostri professionisti del pessimismo". "L'Expo di Milano non e' solo un'opportunita' per alcuni, ma una gigantesca opportunita' per tutti", ha insistito. Il presidente del Consiglio ha poi avuto un breve incontro con il sindaco di Shanghai, Yang Xiong. .
- Milano, 10 giu. - Il governo deve assegnare maggiori poteri a Raffaele Cantone entro la prossima settimana, altrimenti le opere non verranno completate in tempo per Expo. A lanciare l'allarme e' il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, parlando del decreto che il governo deve approvare per dare maggiori poteri al presidente dell'Autorita' nazionale anticorruzione. "Mi hanno detto che venerdi' ci sara' un Consiglio dei ministri con un decreto che attendiamo fiduciosi, ma ribadisco che ogni giorno che passa e' un giorno perso e andando avanti cosi', se passano questa settimana e la prossima, rischiamo di andare oltre il 30 di aprile" 2015 "senza avere completato le opere", ha sostenuto il governatore lombardo, a margine dei lavori del Consiglio. "Lo dico non avendo responsabilita' diretta su questo, perche' la responsabilita' e' del commissario di governo, ma lo dico con preoccupazione perche' ho le informazioni e i tempi sono questi. Invito il governo a darsi una mossa, perche' altrimenti qui siamo bloccati. Expo, il commissario e i lavori sono bloccati e francamente non trovo un motivo", ha concluso. .
- Roma, 10 giu. - Paolo Virzi' contro Beppe Grillo. Il regista livornese al Quirinale, dove e' stato ricevuto dal presidente della Repubblica con gli altri candidati ai David di Donatello, torna sulla clamorosa sconfitta del Partito Democratico a Livorno, roccaforte rossa per 60 anni. "Mi dicono che il neosindaco grillino Filippo Nogherin non e' un fanatico, ma il problema in quel movimento - aggiunge - e' Beppe Grillo. Mi fa una rabbia enorme, perche' e' una persona che non ha confidenza con la democrazia. Il suo e' un nazismo light". Il regista, da sempre impegnato politicamente a sinistra, confessa poi di non essere affatto sorpreso dalla sconfitta del Pd nell'elezioni comunali di due giorni fa. "Molti miei amici , che non sono grillini, hanno votato il candidato del M5S - spiega all'AGI Virzi' al temine del cerimonia di presentazione dei candidati ai David di Donatello 2014 al Quirinale - hanno fatto questa scelta perche' non erano soddisfatti della politica di Livorno. Chi ha governato la citta' negli ultimi anni, infatti, pensava di vivere di rendita. In questo momento Livorno e' morta, io non ho speranze. In 70 anni a Livorno la sinistra ha avuto dei rappresentanti eccezionali, che hanno creato una situazione virtuosa: una citta' operaia, inclusiva, tollerante. Ma ora le cose sono cambiate e loro sono rimasti indietro". .
- Roma, 10 giu. - "Di fronte ai numerosi articoli di stampa che riferiscono dell'inchiesta sul Mose di Venezia, non posso che ribadire quanto gia' dichiarato il 28 maggio scorso. Non avendo nulla da nascondere e non avendo mai percepito alcunche', sono in attesa di essere sentito dai Magistrati di Venezia, per illustrare la mia posizione e fornire ogni chiarimento richiesto". Lo precisa in una nota Altero Matteoli (FI), che prosegue: "Aggiungo che le dichiarazioni di Mazzacurati, Minutillo e Baita, riportate oggi sugli organi di stampa sono, per quanto mi riguarda, assolutamente false, come il Tribunale dei Ministri di Venezia potra' agevolmente verificare". "Non ho, ne' da ministro dell'Ambiente prima ne' delle Infrastrutture e dei Trasporti poi, percepito alcuna somma di denaro ne' utilita' di sorta", assicura Matteoli. "Ho svolto sempre le mie funzioni istituzionali in modo trasparente e nell'esclusivo interesse generale - si difende ancora l'ex ministro - anche se cio', nel clima in cui viviamo, puo' destare in alcuni ilarita' o addirittura meraviglia; si', ho sentito anche questo, meraviglia per un ministro che non prende mazzette. Bene, Altero Matteoli e' fatto cosi'!! Stiano bene attenti quindi quei media che con incredibile leggerezza riportano notizie per quanto mi riguarda fantasiose. Mi impegnero' attraverso i miei validi difensori, Giuseppe Consolo e Francesco Compagna, ai quali ho dato ampio mandato, di proseguire nell'opera di difesa della mia persona, forte della consapevolezza che la mia fedina penale e' candida come lo e' sempre stata in 50 anni di attivita' politica", conclude Matteoli. .
- Roma, 10 giu. - "Riforme in molti campi, anche istituzionali". Mentre il dibattito politico si concentra sui risultati, in qualche caso sorprendenti, dei ballottaggi per il rinnovo dei consigli comunali, Giorgio Napolitano sembra voler richiamare tutti all'obiettivo primario che e' quello "di rinnovare il Paese, liberandolo dagli schemi del passato". Il Presidente della Repubblica ne parla nel corso della presentazione dei David di Donatello invocando "visioni piu' aperte, che veramente sprigionino energie positive e di crescita". Parole che seguono a due incontri con esponenti di governo fortemente impegnati nel lavoro per la riforma delle istituzioni e del mercato del lavoro: nella serata di ieri, infatti, il Capo dello Stato ha incontrato la titolare delle riforme, Maria Elena Boschi. Oggi e' toccato, invece, al ministro del Lavoro, Marianna Madia. Lavoro e riforme, allora, come i due temi 'caldi' del confronto fra le forze politiche, su cui il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha assicurato di non voler retrocedere e, anzi, di voler accelerare in vista del semestre di presidenza italiana in Europa. In commissione Affari costituzionali al Senato e' la giornata degli emendamenti, con l'illustrazione da parte dei commissari. E se nei giorni scorsi c'era stata tensione per la scelta di Mario Mauro di votare in dissenso dal proprio gruppo, i Popolari sembrano voler assicurare un cammino piu' spedito e sicuro alla riforma: lo stesso ex ministro, infatti, non sara' piu' componente della commissione, poiche' i Popolari per l'Italia a Palazzo Madama ne hanno disposto la sostituzione con il collega Lucio Romano. Il Pd, nel frattempo, si lecca ancora la ferita Livorno, citta' culla della storia della sinistra in Italia e da 70 anni amministrata da giunte di sinistra, ora passata ai grillini. All'interno del Pd, che pure e' reduce dal 40% ottenuto alle europee e dalla vittoria in altri 20 comuni capoluoghi di provincia, si cercano i responsabili della debacle: la maggioranza renziana sembra individuarli nella vecchia guardia del partito che era largamente rappresentata nel comune di Livorno. La minoranza, al contrario, invita a ragionare in maniera diversa: la mobilitazione per le elezioni e' stata totale e la vittoria e' stata di tutti, ha rimarcato Gianni Cuperlo. In altre parole, "si vince e si perde insieme", inutile cercare capri espiatori. Non va meglio in FI dove il muro contro muro tra Raffaele Fitto e lo stato maggiore del partito va avanti. Proprio per evitare che il clima si surriscaldi, Silvio Berlusconi ha deciso di non partecipare al Comitato di presidenza fissato per oggi, formalmente per l'approvazione del bilancio 2013. .
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