Stop alla caccia agli evasori: arrivano gli Isac, la "pagella" che premia le imprese oneste

Sabato, 07 Marzo 2026
Parte dal 1° gennaio 2026 la rivoluzione nei controlli contributivi. Non più ispezioni a tappeto, ma un sistema di indici (Isac) per individuare ed escludere dagli accertamenti i datori di lavoro virtuosi. I chiarimenti in un documento dell’Inps.

Il paradigma dei controlli sul lavoro cambia volto. Non si cercherà più il "colpevole" partendo da un sospetto, ma si premierà chi dimostra di essere in regola. È questa la filosofia alla base degli Isac (Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva), che segna una svolta nel rapporto tra Stato e imprese. Lo rende noto l’Inps nella Circolare n. 26/2026 nella quale spiega la novella introdotta dall’articolo 1, co. 1-5 del dl n. 160/2024 convertito con legge n. 199/2024 e recentemente attuato dal decreto interministeriale Lavoro-Economia del 27 febbraio 2026.

Come funzionano gli Isac

Il meccanismo è simile a quello degli Isa fiscali. Incrociando i dati delle denunce Inps (UniEmens), le comunicazioni obbligatorie e le dichiarazioni fiscali del quinquennio 2019-2023, il sistema assegna un punteggio all'impresa.

  • Fascia di normalità: Chi rientra in questo perimetro viene segnalato dall'Inps al Ministero del Lavoro e all'Ispettorato Nazionale del Lavoro (Inl). Il premio? L’esclusione dalla programmazione della vigilanza annuale. In breve: chi è affidabile non riceve visite ispettive prioritarie.
  • Scostamento lieve o significativo: Chi non risulta conforme riceverà una comunicazione di "compliance". Non si tratta di una sanzione né di un'accusa di irregolarità, ma di una stima che indica quante giornate lavorative mancherebbero per rientrare nei parametri medi del settore.

I settori pilota e il debutto

La fase operativa scatterà il 1° gennaio 2026 e riguarderà, inizialmente, due comparti strategici:

  1. M21U: Commercio all'ingrosso alimentare.
  2. G44U: Strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere.

Le imprese attive in questi settori riceveranno le prime comunicazioni telematiche dall'Inps già entro la fine del mese corrente. Gli indici avranno una validità biennale e verranno aggiornati periodicamente per riflettere l'andamento del mercato.

Indicatori elementari e complessi

Per stabilire chi è "affidabile", l’Isac fa leva su quattro indicatori che segnaleranno la presenza di eventuali anomalie. Il primo è dato dal rapporto tra dati fiscali (ad esempio i beni strumentali) e gli addetti alle lavorazioni.

Il secondo deriva dal confronto tra numero di giornate lavorate, produzione e tipologia dei rapporti di lavoro (per esempio la presenza di rapporti a part-time in relazione al volume della produzione).

Il terzo indicatore è fornito dal rapporto tra forza lavoro teorica e forza lavoro effettiva.

Infine, l’ultimo indicatore è quello specifico e pertinente al settore di attività. Per i primi settori interessati, il commercio all’ingrosso e le strutture alberghiere, per esempio, sono previsti, rispettivamente, gli indicatori degli automezzi utilizzati e del numero di posti di accoglienza.

Nessun obbligo, solo trasparenza

È fondamentale sottolineare che l'Isac non genera sanzioni automatiche. Anche in caso di scostamento "significativo", il datore di lavoro non ha l'obbligo di adeguarsi. La comunicazione serve come bussola per l'impresa e come filtro per gli ispettori, che potranno concentrare le proprie risorse dove il rischio di irregolarità è statisticamente più elevato, lasciando lavorare serenamente chi rispetta i parametri di mercato.

La lettera di compliance 

L’Inps spiega che a seguito dell’elaborazione degli Isac viene effettuato il primo invio di lettere di compliance ai datori di lavoro rientranti nei primi due settori, anche se privi di scostamenti, in cui vengono comunicati i risultati derivanti dal calcolo degli Isac, ad eccezione dei datori di lavoro che hanno cessato l’attività al 1° gennaio 2026.

La lettera non ha natura giuridica di atto di accertamento, né determina, di per sé, alcuna irregolarità a carico del datore di lavoro. L’obiettivo dell’attività di compliance, infatti, consiste nella possibilità per il datore di lavoro, sulla base dei dati trasmessi dall’Inps, di operare la valutazione complessiva dell’aderenza della prassi aziendale alla normativa in materia di lavoro, adeguandosi laddove necessario.

L’eventuale adeguamento spontaneo posto in essere, tuttavia, non dovrà limitarsi al solo anno oggetto di analisi, ma potrà riguardare tutti i periodi, anche futuri, che, a seguito della valutazione necessitino di aggiustamenti. La lettera, accanto a ciascun indicatore, riporta tre colonne: valori normali; esito (che specifica se c’è uno scostamento); stima delle giornate lavorative che riportano l’indicatore in fascia di normalità

Documenti: Circolare Inps 26/2026

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