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Cassa Forense, le donne sono quasi il 50% degli iscritti. Ma guadagnano la metà degli uomini

Lo certifica il bilancio consuntivo 2017 approvato dalla Cassa Forense. Via libera anche alla delibera che consente il cumulo gratuito dei periodi assicurativi. Le prime domande dovrebbero essere liquidate entro maggio.

La maggioranza degli avvocati è donna e dichiara un reddito annuo di circa 23.100 euro, quasi la metà rispetto a quello dei colleghi uomini. E' la fotografia che emerge dal bilancio consuntivo 2017 approvato l'altro giorno dalla Cassa Forense che registra «un avanzo di esercizio di 915,2 milioni e un patrimonio netto che raggiunge 11.159 milioni». Rispetto all'anno precedente, il patrimonio netto registra un incremento di quasi un miliardo di euro.

Per quanto la gestione previdenziale, il bilancio mostra che nel 2017 le entrate contributive sono state pari a 1678,3 milioni di euro (nel 2016 erano 1.639,2) e la spesa per pensioni si è attestata a 802 milioni di euro, superiore di circa l’1,7% rispetto al precedente esercizio. Il numero dei trattamenti previdenziali complessivamente erogati dalla Cassa è incrementato di circa il 1,3% rispetto al 2016.

Il 2017 è stato il secondo anno di operatività del nuovo regolamento per l’Assistenza, che affianca alle tradizionali misure assistenziali per stato di bisogno un nuovo modello di welfare attivo, fortemente voluto da Cassa Forense per sostenere l’Avvocatura in un momento di grave crisi. La grande partecipazione degli iscritti alle nuove opportunità offerte dalla Cassa - circa 8mila in tutto - ha comportato nel 2017 una migliore utilizzo delle risorse disponibili per l’Assistenza, con una spesa complessivamente di oltre 63 milioni di euro a fronte di uno stanziamento di circa 64 milioni. Da segnalare, in particolare, il nuovo servizio che consente l'erogazione di prestiti agli iscritti infratrentacinquenni, con garanzia dell’Ente nel caso di redditi sotto i 10.000 euro e abbattimento integrale degli interessi e la copertura assicurativa Long Term Care, a tutti gli iscritti che alla data del 1° novembre 2016 non avevano ancora compiuto i 70 anni di età, tramite Postevita a condizioni molto favorevoli. 

Per quanto riguarda gli iscritti negli elenchi dell'ente, al 31 dicembre scorso, figuravano 242.235 associati, di cui 13.030 pensionati attivi: le donne, come accennato, rappresentano in media il 48% degli iscritti, tuttavia in molti distretti del Nord Italia e del Centro la percentuale delle legali è superiore a quella dei colleghi. Mediamente, il reddito professionale medio degli avvocati per l'anno 2016 «si attesta a 38.437 euro, con un lieve incremento (0,1%) rispetto a quello del 2015, a sua volta in crescita al confronto con le annualità precedenti», con la componente femminile in affanno sul fronte delle entrate. Il reddito medio prodotto dalle donne avvocato è, infatti, di circa 23.100 euro, rispetto a quello degli uomini di circa 52.700 euro.

Ok al pagamento delle pensioni in regime di cumulo

Nei giorni scorsi il Consiglio di Amministrazione della Cassa ha sottoscritto lo schema di convenzione sulle pensioni in cumulo già approvato all’unanimità dall’AdEPP in accordo con l’Inps, chiedendo comunque all’Inps una integrazione all’allegato tecnico 2 del testo. Il provvedimento consente di adeguarsi alle novità introdotte dalla Legge di stabilità 2017 (art. 1, commi 195-198, Legge n. 232/2016), la quale, a partire dal 1° gennaio 2017, ha esteso l’ambito di applicazione del cumulo contributivo (già introdotto dall’art. 1, comma 239-245, Legge n. 228/2012) alle forme pensionistiche obbligatorie dei lavoratori autonomi, consentendo di cumulare i periodi assicurativi accreditati presso differenti gestioni, senza oneri a carico, per il riconoscimento di un’unica pensione da liquidarsi secondo le regole di calcolo previste da ciascun ente e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento. A breve, quindi, presumibilmente entro il prossimo mese di maggio, verranno esaminate e, in caso di esito positivo dell’istruttoria, liquidate le domande presentate dagli avvocati.

La novità fa seguito alla recente approvazione da parte dei Ministeri vigilanti della delibera della Cassa volta all'abolizione per gli anni dal 2018 al 2022 del contributo minimo integrativo. Nel quinquennio 2018-2022 gli avvocati che producono un volume d’affari inferiore a 17.750 euro annui avranno un risparmio di 710 euro l'anno fermo restando il pagamento del contributo minimo soggettivo nelle consuete quattro rate di febbraio, aprile, giugno e settembre.“Con questo provvedimento - ricorda  il Presidente di Cassa Forense Avv. Nunzio Luciano - vogliamo andare incontro, ancora una volta, all’avvocatura più debole. È stata una corsa: in tempi brevissimi, grazie ad un grande lavoro di squadra, siamo riusciti ad arrivare all’approvazione della misura da parte del Comitato dei Delegati e al consenso da parte dei tre Ministeri vigilanti, che ringraziamo per i tempi rapidi dell’istruttoria”.



Documenti: Il bilancio cassa forense 2017

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