Lavoro, Integrazione Salariale estesa anche alle piccole imprese

Davide Grasso Lunedì, 04 Aprile 2016
E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 94343 che regola il FIS per i dipendenti di imprese di piccole dimensioni. 
Via libera al fondo d'integrazione salariale per i lavoratori di imprese con meno di 15 dipendenti. E' stato, infatti, pubblicato ufficialmente in Gazzetta il decreto ministeriale 94343/2016 che rende operativo il FIS, il nuovo Fondo previsto dal Jobs Act, coniato al fine di estendere le tutele di sostegno al reddito per le imprese di piccole dimensioni. Il Fis, come noto, sostituisce, dal 1° gennaio, le prestazioni erogate dal fondo residuale a cui prima della Riforma del Jobs erano iscritti i lavoratori dipendenti di imprese non rientranti nel perimetro della cassa integrazione con un organico mediamente superiore a 15 dipendenti. Al Fis, sempre dal 1° gennaio di quest'anno, vengono iscritti anche i datori di lavoro che occupano in media più di cinque dipendenti appartenenti a settori per i quali non è operativo un fondo di solidarietà di settore

Dal 1° gennaio l'ex fondo di solidarietà residuale operativo presso l'Inps assume la denominazione di Fondo di integrazione salariale e si rivolge alle imprese con più di cinque dipendenti, operanti nei settori per i quali non sia intervenuto, entro il 31 dicembre 2015, l'accordo collettivo per l'istituzione di un proprio fondo di solidarietà residuale. Al neo fondo sono trasferiti i contributi già versati al fondo residuale, mentre dal 1° gennaio è dovuta una nuova contribuzione: allo 0,65% per i datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti;  allo 0,45% per i datori di lavoro che occupano mediamente da 5 a 15 dipendenti. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto, l'INPS provvederà a individuare i soggetti tenuti al versamento del contributo al Fondo d'integrazione salariale. Inoltre è prevista una contribuzione addizionale a carico dei datori di lavoro che fanno ricorso alle prestazioni, pari al 4% della retribuzione persa dai lavoratori.  

I Destinatari. Sono destinatari delle prestazioni di integrazione salariale i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, ivi compresi gli apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante, con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio, che abbiano un'anzianita' di effettivo lavoro presso l'unita' produttiva per la quale e' richiesta la prestazione di almeno novanta giorni alla data di presentazione della domanda di concessione del trattamento.

Le prestazioni. Per quanto riguarda le prestazioni, il fondo salariale Inps eroga l'assegno di solidarietà ai dipendenti di datori di lavoro che occupano in media da 5 a 15 dipendenti; un assegno di solidarietà e un assegno ordinario ai dipendenti di datori di lavoro che occupano in media più di 15 dipendenti. Si tratta di prestazioni che possono essere fruite per la riduzione o la sospensione dell'attività di lavoro allo scopo di evitare il licenziamento del lavoratore. L'assegno di solidarieta', in particolare, puo' essere corrisposto per un periodo massimo di dodici mesi in un biennio mobile e può essere riconosciuto esclusivamente in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro che abbiano occupato mediamente piu' di cinque lavoratori nel semestre precedente la data di inizio delle riduzioni dell'orario di lavoro. Ai fini della verifica vengono computati anche gli apprendisti. L'assegno ordinario non può, invece, eccedere i 24 mesi nel quinquennio mobile al pari di quanto avviene con la cassa integrazione. 

Si completa in questo modo la gamma di strumenti di sostegno al reddito in costanza del rapporto di lavoro. Il Fis, infatti, si aggiunge alle altre tre forme di integrazione al reddito confermate (e riviste) dal Jobs Act. Oltre alla Cassa Integrazione la Riforma del Mercato del Lavoro ha confermato i Fondi di solidarietà bilaterali, obbligatori per i settori non rientranti nel campo della cassa integrazione, con riferimento alle imprese che occupano in media più di cinque dipendenti, al fine di garantire ai lavoratori una tutela simile alla cassa integrazione e i Fondi di solidarietà alternativi, un modello alternativo rivolto esclusivamente a imprese artigiane e a quelle di somministrazione. 

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Documenti: Il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 94343/2016

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