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Pensioni, Sindacati in Piazza a Novembre a difesa della quota 100

Le categorie dei pensionati di Cgil, Cisl, Uil hanno deciso di organizzare una manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma a metà novembre.

Il Cambio di Governo spinge le parti sindacali ad una iniziativa unitaria a livello nazionale. A metà novembre le tre sigle sindacali confederali saranno in piazza a Roma per richiamare l’attenzione del Governo su una serie di capitoli importanti per i pensionati, a partire da fisco, sanità e non autosufficienza. “Se questo vuole essere un Governo di svolta, come si è autodefinito - ha dichiarato Barbagallo, segretario della Uil - allora deve cominciare dai pensionati: bisogna restituire potere d’acquisto alle pensioni, rivalutandole e detassandole, e occorre promulgare una legge sulla non autosufficienza. In questi anni - ha sottolineato il leader della Uil - si è fatto cassa sui pensionati e ciò è accaduto anche con il precedente Governo Conte: 3,6 miliardi in tre anni.

Sul fronte delle pensioni i sindacati chiedono chiarezza e rassicurazioni circa il destino della quota 100, "un provvedimento non da eliminare bensì da migliorare" sostiene la Uil. Pesano alcune posizioni all'interno della nuova maggioranza, soprattutto in seno al PD, che hanno ipotizzato la chiusura anticipata di un anno (al 2020 anziché 2021 come prevede attualmente la legge) o una stretta sui requisiti d'accesso. Ipotesi irricevibile per la Cgil. Che respinge l'ipotesi ricordando che, come dimostrano i dati dell'Inps, la quota 100 si sta dimostrando ampiamente sottoutilizzata rispetto alle previsioni. Entro fine anno, poi, il Governo dovrà anche decidere circa la proroga dell'Ape sociale e dell'Ape volontario, due misure sperimentali introdotte durante la scorsa legislatura, che scadono il 31 dicembre 2019. Se l'ape sociale è probabile che venga allungato ulteriormente resta più incerto l'esito dell'ape volontario (la misura ha avuto un minore appeal tra i pensionati per via degli alti costi del prestito). Possibile proroga anche per l'opzione donna, il canale di pensionamento anticipato per le lavoratrici dipendenti ed autonome: tra i punti programmatici del nuovo Governo figura espressamente l'ulteriore estensione della misura. Che a questo punto andrebbe a vantaggio delle nate dal 1961 in poi.

C'è poi la questione fiscale con la parte sindacale che chiede una detassazione anche per i pensionati, "i veri ammortizzatori sociali del Paese" ricorda la Cgil. Il sindacato di Corso d'Italia stressa come con l'ultima legge di bilancio sia stato creato un regime agevolato di tassazione per gli stranieri che trasferiscano la residenza nel mezzogiorno mentre per i pensionati italiani il peso fiscale resta praticamente insostenibile, incentivando il trasferimento all'estero. Altro tema caro alla parte sindacale è la rivalutazione degli assegni, ormai al palo da quasi dieci anni a causa della riduzione delle fasce di perequazione e alla bassa inflazione; la separazione della previdenza dall'assistenza (per la quale si attende ancora il decollo delle due Commissioni, una, per la separazione della previdenza dall’assistenza e, l’altra, tecnico scientifica, per la definizione dei lavori gravosi e usuranti); la revisione del sistema contributivo con in primo piano l'introduzione di una pensione di garanzia per i giovani. Tutti temi che, annunciano le sigle confederali, saranno definiti e ribaditi a metà novembre a Roma in occasione della discussione della Legge di Bilancio per il 2020.

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