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Pensioni, Inarcassa vince il ricorso al TAR per l'aumento del tasso di capitalizzazione al 4,5%

Per il Presidente dell'Ente, Giuseppe Santoro, viene riconosciuto il diritto a scelte sostenibili e all'autonomia degli Enti previdenziali privati e privatizzati.

Il TAR del Lazio, Sez. III bis, con la Sentenza 09987/2020 pubblicata ieri, ha accolto il ricorso proposto contro il provvedimento con il quale i Ministeri Vigilanti avevano bocciato gli atti adottati da Inarcassa per aumentare dall’1,5% al 4,5% il tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi individuali per gli anni 2014-2015.  Il TAR, considerato che l’istruttoria condotta dalla Cassa ha riscontrato e risolto i rilievi delle Amministrazioni vigilanti e che gli stessi Ministeri non hanno confutato l’esito della verifica effettuata dal consulente del Tribunale, a conferma del rispetto dell’equilibrio di lungo periodo del sistema previdenziale di Inarcassa, ha annullato il provvedimento, condannando i Ministeri al pagamento delle spese di giudizio.
 
“L’incremento al 4,5% costituisce un importante adeguamento del tasso di capitalizzazione, – dichiara il presidente Giuseppe Santoro – che Inarcassa calcola sulla variazione media quinquennale del monte redditi degli iscritti. Con nostra grande soddisfazione, - prosegue Santoro - il TAR ha legittimato il nostro diritto a porre in atto misure a favore degli iscritti. Viene così confermata la lettura del perimetro e del contenuto dell’autonomia di Inarcassa e, quindi, anche dei limiti dell’esercizio del potere di vigilanza. Ciò – sottolinea il presidente – costituisce un ulteriore passo in avanti a presidio dell’autonomia degli Enti previdenziali privati e privatizzati”.
 
Queste modalità di rivalutazione dei contributi sono peculiarità del metodo di calcolo contributivo ‘proprio’ di Inarcassa, metodo che consente margini di azione a garanzia della solidarietà e dell’equità infra e inter generazionale. Il passaggio al contributivo non ha modificato infatti il regime di finanziamento del sistema previdenziale della Cassa, che rimane a ripartizione e che consente, sempre nel rispetto della sostenibilità di lungo periodo, importanti interventi, superando il principio di “corrispettività” fra contributi e prestazioni, tipico del metodo contributivo in un finanziamento a capitalizzazione.

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