Menu

Da Aprile scatta il taglio delle pensioni superiori a tre volte il minimo

L'Inps detta le istruzioni relative all'applicazione delle nuove fasce di rivalutazione delle pensioni per il triennio 2019-2021. Dal 1° aprile gli assegni superiori a tre volte il minimo vedranno la riduzione disposta dalla legge di bilancio per il 2019. Il recupero dei ratei corrisposti in eccedenza è rinviato a data da destinarsi.

Dal prossimo 1° aprile 2019 i pensionati con assegni superiori a tre volte il minimo inps vedranno alleggerirsi l'assegno. Con il pagamento della prossima mensilità l'Inps, infatti, attuerà le nuove fasce di perequazione sulle pensioni stabilite dall'articolo 1, co. 260 della legge 145/2018 (legge di bilancio per il 2019) e valide per l'attuale triennio, sino al 31 dicembre 2021. Lo rende noto lo stesso istituto di previdenza con la circolare numero 44/2019 pubblicata oggi.

I nuovi criteri

Nello specifico la legge di bilancio ha previsto che per il triennio 2019/2021 gli aumenti delle pensioni saranno scaglionati nel seguente modo: a) 100% dell'Istat alle pensioni complessivamente pari o inferiori a tre volte il minimo Inps; b) 97% dell'Istat alle pensioni superiori a tre ma non a quattro volte il minimo Inps; c) 77% dell'Istat alle pensioni superiori a quattro ma non a cinque volte il minimo Inps; d) 52% dell'Istat alle pensioni superiori a cinque ma non a sei volte il minimo Inps; e) 47% dell'Istat alle pensioni superiori a sei ma non a otto volte il minimo Inps; f) 45% dell'Istat alle pensioni superiori a otto ma non a nove volte il minimo Inps; g) 40% dell'Istat alle pensioni superiori a nove volte il minimo Inps.

In tabella, pertanto, sono indicate le nuove fasce di perequazione valide per il 2019 tenendo conto che l'Istat ha comunicato in via previsionale un incremento pari all'1,1%. Come si nota gli incrementi il prossimo anno saranno, quindi, contenuti tra l'1,067% per assegni tra le tre e le quattro volte il TM ed uno 0,44% per gli assegni superiori a nove volte il TM. Solo gli assegni sino a 3 volte il TM (1522 euro nel 2018) saranno adeguati pienamente all'inflazione e, pertanto, non subiscono alcun cambiamento dal succedersi di tali normative.

Assegni ridotti dal 1° aprile 2019

L'intervento fuori tempo massimo del legislatore non ha però consentito all'Inps di applicare sin dal 1° gennaio 2019 le predette fasce perequative e, pertanto scaduto il periodo transitorio della legge 147/2013, le pensioni sono state rivalutate con i meccanismi più favorevoli della legge 388/2000 vigenti sino al 31 dicembre 2011. I pensionati hanno quindi visto crescere la pensione nei primi tre mesi del 2019 in misura superiore rispetto al meccanismo introdotto dalla legge di bilancio per il 2019.

L'Inps comunica, pertanto, che dal pagamento del prossimo rateo di pensione gli assegni saranno rideterminati in funzione dell'applicazione delle nuove fasce di perequazione. Dunque subiranno una piccola riduzione mensile  (si veda qui per dettagli). Naturalmente coinvolti dalla riduzione solo gli assegni superiori a tre volte il minimo inps (cioè 1.522 euro al mese lordi ai valori del 31.12.2018), per i quali cioè l'introduzione del nuovo meccanismo perequativo produce un effetto deteriore rispetto alla legge 388/2000.

Restano parimenti esclusi dalla riduzione le pensioni erogate alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice; le prestazioni assistenziali e a carattere risarcitorio (pensioni sociali e assegni sociali, prestazioni a favore dei mutilati, invalidi civili, ciechi civili e sordomuti); l’indennità integrativa speciale; le indennità e gli assegni accessori annessi alle pensioni privilegiate di prima categoria concesse agli ex dipendenti civili e militari delle amministrazioni pubbliche. Bisogna ricordare che con il nuovo meccanismo di indicizzazione è stato prorogato anche lo stratagemma subdolo in base al quale gli assegni vengono rivalutati  per singolo scaglione in base all'importo complessivo della pensione, e non per diversi scaglioni in base alle fasce d'importo della pensione.

Da segnalare che l'Inps non specifica nel documento di rito come e quando sarà applicata la ripetizione dei ratei in eccedenza corrisposti per i primi tre mesi del 2019. Probabilmente ragioni di opportunità politica hanno suggerito di posticipare il prelievo ad una data successiva al primo aprile 2019.

Documenti: Circolare Inps 44/2019

Torna in alto

Pensioni Oggi

Sezioni

Speciali

Strumenti

Seguici