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Pensioni, Indennità antitubercolari utili ai fini del pensionamento

Il riconoscimento e la corresponsione delle prestazioni previdenziali antitubercolari da diritto, per i periodi corrispondenti, al riconoscimento della contribuzione figurativa. 

 All'inizio del 1900 quando la tubercolosi costituiva una vera piaga sociale, il legislatore ha istituito una speciale assicurazione contro tale malattia al fine di consentire, ai lavoratori che ne erano affetti, una serie di provvidenze economiche e tutele previdenziali. L'obiettivo di queste prestazioni economiche è fornire all'interessato un aiuto monetario per sostenere cure che comportano necessariamente l'allontanamento dall'attività lavorativa. Il nostro ordinamento, pertanto, attualmente riconosce nei confronti dei lavoratori dipendenti affetti dalla TBC e ai loro familiari tre ordini di indennità antitubercolari, ottenibili a domanda del diretto interessato, a seconda della fase della malattia:

  • l’indennità giornaliera: corrisposta per i periodi di ricovero o di cura ambulatoriale, nel caso che il malato non abbia diritto all’intera retribuzione da parte del datore di lavoro. L’importo base della prestazione è di 13,14 euro giornalieri maggiorati in presenza di familiari a carico. Per i richiedenti che siano familiari di assicurato, pensionati ed i loro familiari la prestazione è ridotta a 6,57 euro giornaliere;
  • l’indennità post sanatoriale: erogata una volta cessato il ricovero o la cura ambulatoriale per stabilizzazione o guarigione clinica, a condizione che la loro durata sia di almeno 60 giorni, anche cumulativi. La prestazione è corrisposta per due anni per un importo giornaliero di 21,90 euro. L’indennità spetta anche nel caso in cui l’assistito lavori e percepisca la sua retribuzione in misura piena. Per i familiari dell’ assicurato, i pensionati ed i loro familiari la prestazione è ridotta a 10,95 euro giornaliere;
  • l’assegno di cura o sostentamento: erogato dopo il biennio di fruizione dell’indennità post sanatoriale, nell’ipotesi che, a causa della patologia, si accerti una riduzione di più della metà della capacità di guadagno del malato e che questo non percepisca la normale retribuzione a tempo pieno. L’assegno è pari ad 88, 37 euro mensili ed è rinnovabile di due anni in due anni senza limiti a condizione che permangano la condizioni economiche e sanitarie; 

Tali prestazioni sono erogate dall'Inps nei confronti dei lavoratori dipendenti del settore privato che, al momento dell’insorgere della malattia abbiano versato nella loro attività lavorativa almeno 52 contributi settimanali, e dei loro familiari, ancorchè titolari di pensione diretta. L'assicurazione contro la tubercolosi è stata estesa successivamente ai dipendenti pubblici che prestano la loro opera presso istituzioni sanitarie, ai dipendenti delle Camere di Commercio, ai mezzadri e coloni, agli addetti ai servizi domestici, ai lavoratori a domicilio, agli insegnanti di scuola elementare, ai direttori didattici e ai pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne.

Bisogna riferire che l'articolo 5 della legge 1088/1970 come successivamente modificato dall'articolo 5 della legge 88/1987 ha riconosciuto, come intervento assistenziale, il diritto a tali prestazioni anche nei confronti dei lavoratori non in possesso del requisito delle 52 settimane di contribuzione o, comunque, sprovvisti di assicurazione presso l'Inps contro l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti a condizione che il reddito familiare risulti inferiore al minimo imponile ai fini dell'Irpef. Tali cittadini, possono beneficiare delle medesime indennità rivolgendo apposita domanda alle Aziende Sanitarie Locali competenti per territorio. 

Il riconoscimento ai fini pensionistici
I periodi di godimento delle suddette prestazioni, secondo quanto dispone l'articolo 4, comma 4 della legge 218/1952, sono utili anche ai fini pensionistici: essi sono infatti considerati come periodi di contribuzione figurativa effettiva, ai fini del diritto e della misura di tutte le prestazioni pensionistiche anche quelle di anzianità, a prescindere dal momento nel quale le prestazioni medesime vengono corrisposte. In definitiva il soggetto che ha beneficiato dei trattamenti in questione può utilizzare tale periodo per integrare il requisito contributivo richiesto per la pensione di vecchiaia (20 anni di contributi) oppure per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi o 41 anni e 10 mesi le donne).

Per ottenere l'accredito figurativo in questione la persona affetta dalla tubercolosi deve poter far valere almeno un contributo effettivo prima del riconoscimento della prestazione stessa e un anno di contribuzione effettiva in qualsiasi epoca versata (Circ. Inps 29/1988). Il riconoscimento della contribuzione figurativa avviene di regola d'ufficio da parte dell'Inps in quanto è lo stesso istituto ad erogare le predette indennità antitubercolari. Nei casi in cui l'accreditamento sia richiesto da soggetti gia' titolari di prestazioni pensionistiche - dirette ed ai superstiti, autonome e supplementari, supplementi di pensione - l'Inps procede alla ricostituzione di esse con effetto dalla stessa data di decorrenza della prestazione. L'accredito figurativo, invece, non avviene nei confronti dei soggetti sprovvisti di assicurazione IVS la cui indennità viene, come appena detto, erogata a titolo di prestazione assistenziale.

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prevede Prestazioni antitubercolari, pertanto, possono essere attualmente attribuite e lavoratori dipendenti privati nonché ai pensionati o ai titolari di rendite Inail. Grattamenti, inoltre, spettano anche ai familiari di tali soggetti. 
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