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Pensioni, Ok in Commissione alla risoluzione unitaria sulla nona salvaguardia

La Commissione Lavoro della Camera chiede al Governo un provvedimento normativo definitivo senza limiti temporali per la maturazione del diritto alla pensione.

La Commissione Lavoro della Camera prova ad accelerare i tempi per una nona salvaguardia pensionistica. E' stata raggiunta ieri, infatti, l'intesa su una risoluzione unitaria (8/00004) sintesi di quattro distinte risoluzioni presentate da M5S, FI, PD e FdI, che impegna il Governo ad intervenire sulla materia a distanza di sette anni dall'introduzione della legge Fornero. L'approvazione del documento, a cui ha espresso parere favorevole anche il sottosegretario al welfare Claudio Durigon, fa seguito all'apertura registrata nei giorni scorsi dal Ministro del Lavoro, Luigi di Maio, alle istanze degli ultimi esclusi dalle salvaguardie alla legge Fornero.

Il documento unitario ricorda che dal 2012 ad oggi si sono susseguite ben otto salvaguardie pensionistiche che hanno interessato complessivamente poco più di 142.000 lavoratori, che si sono visti accolta la richiesta di pensionamento sulla base delle regole previgenti alla riforma Fornero, su un totale teorico di oltre 203.000 lavoratori stimati come aventi diritto. Uno scostamento significativo che ha comportato ingenti risparmi di spesa: basti pensare che rispetto alla platea di 30.700 unità prevista dall'ottava salvaguardia, è stato riconosciuto il diritto al trattamento pensionistico solo a meno della metà dei richiedenti. Tuttavia, le otto manovre di salvaguardia fino ad oggi introdotte non sono state sufficienti. La Commissione Lavoro ritiene, quindi, prioritario e urgente intervenire per consentire l'accesso all'assegno pensionistico alla platea di uomini e donne in questione, che stanno vivendo una condizione di grande disagio sociale, poiché rimasti da anni senza un reddito. Si tratta anche di un provvedimento di giustizia sociale nei confronti di queste persone, che a parità di diritto rispetto a quelle già salvaguardate, non hanno potuto beneficiare delle precedenti manovre di salvaguardia a causa di criteri e paletti temporali posti come condizioni per l'accesso.

La Commissione esorta quindi il Governo a licenziare un nuovo intervento normativo "definitivo" e che escluda parametri o limiti temporali che comportino un'irragionevole esclusione degli aventi diritto, considerando, tra l'altro, che le risorse finanziarie per coprire la manovra esistono e avanzano anche dalle precedenti salvaguardie, che, come predetto, hanno interessato un numero molto inferiore a quello previsto. Ciò è anche confermato dai report riepilogativi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Pertanto - conclude il documento - risulta necessario e improcrastinabile adottare, previo confronto con le organizzazioni sindacali, misure idonee per concludere questa annosa vicenda, caratterizzata da anni di bisogno e disagio sociale imposti a norma di legge a decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori nel nostro Paese. La risoluzione è stata approvata a maggioranza

Documenti: Il testo della risoluzione approvata in Commissione Lavoro

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