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- Roma, 27 lug. - "Il poco rassicurante 'vedremo a ottobre' con cui Renzi, di fatto, ammette una manovra autunnale in vista del 2015 conferma i nostri timori e le nostre valutazioni. Il Governo ha sbagliato politica economica, a suon di tasse sulla casa e sul risparmio, e non ha favorito alcuna ripresa. Peraltro, la porta chiusa da Berlino e Bruxelles su 3% e Fiscal Compact rende le cose ancora piu' chiare. Eppure, nella politica italiana, e' tutto un parlar d'altro, a cominciare da Renzi che sparge ovunque cortine fumogene per nascondere la dura realta'". Lo afferma in una nota Raffaele Fitto, europarlamentare di Forza Italia.

Quattro mila professori potranno essere collocati in pensione dal prossimo 1° settembre, stretta sul trattenimento in servizio, via libera al pensionamento d'ufficio al compimento dei requisiti per la pensione anticipata, stop alla penalizzazione per chi ha raggiunto i requisiti per la pensione anticipata entro il 2017. Kamsin Sono queste le principali novità in materia previdenziale dopo il via libera in Commissione Affari Costituzionali alla Camera al decreto legge sulla riforma della pubblica amministrazione (il provvedimento sarà in Aula a Montecitorio da lunedì dove inizierà la discussione).

Per i quota 96 della scuola è arrivato ieri in tarda notte quindi un altro via libera. I docenti rimasti bloccati dalla riforma Fornero vedono farsi piu' concreta la possibilità di andare in pensione già da settembre. Ora vanno fissati i termini per le domande di collocamento in quiescenza e così si potranno aprire le porte (forse però a settembre 2015) a nuove assunzioni di docenti nelle scuole. Ma le novità per il decreto Pa non finiscono qui. Sul fronte delle pensioni viene infatti confermata l'abolizione del trattenimento in servizio per i magistrati al 31 dicembre 2015 e viene anche rivisto il regime di aspettativa per le toghe che vogliono approdare agli uffici di diretta collaborazione con la Pa: se vogliono ricoprire un incarico, anche di semplice consulenza giuridica, devono andare fuori ruolo.

Confermata poi la norma che consentirà alle Pa di collocare in pensione i dipendenti che hanno raggiunto la massima anzianità contributiva (qui i dettagli). Tuttavia l'emendamento approvato, come anticipato da Pensioni Oggi, conterrà anche un vincolo anagrafico minimo, quello dei 62 anni, una soglia introdotta al fine di evitare la possibilità che il dipendente incorra nella penalizzazione. La norma viene estesa anche con riferimento ai primari e professori universitari, ma per loro l'età sarà di 65 anni. Viene abolita poi la norma che faceva salvi i trattenimenti in servizio dei militari fino al 2016. Confermate le novità sulla mobilità obbligatoria, con l'esclusione dei lavoratori con figli minori di tre anni o disabili a carico, e l'introduzione del concerto dei sindacati nella definizione dei criteri di trasferimento.

Arriva anche la parola fine a quel complesso meccanismo sulle penalizzazioni (taglio dell'1-2% per chi ha meno di 62 anni) per i lavoratori che maturano i requisiti per la pensione anticipata entro il 2017 (qui i dettagli).

Le novità per i Quota 96 - Tornando ai professori la misura che attende ora il via libera dell'Aula (qui il testo dell'emendamento) consentirà di mantenere le vecchie regole di pensionamento in favore di 4 mila docenti che hanno maturato un diritto a pensione entro il 31 Agosto 2012, secondo la disciplina pensionistica vigente sino al 31.12.2011. Gli interessati avranno 15 giorni per presentare istanza di accesso al beneficio e potranno essere collocati in quiescenza già da settembre. Tempi dunque piuttosto stringenti calcolando che il provvedimento non sarà convertito definitivamente in legge prima dell'8 Agosto. Non solo. L'Inps inoltre dovrà formulare una graduatoria applicando un criterio progressivo risultante dalla somma dell'età anagrafica e dell'anzianità contributiva vantata dai singoli richiedente alla data del 31 dicembre 2012. Si tratta di passaggi che dunque dovranno essere compiuti molto velocemente dall'Inps per rispettare il traguardo del 1° settembre.

Inoltre, per fare cassa, i termini di pagamento della buonuscita dei 4mila prof verrebbero corrisposti secondo l'attuale disciplina Fornero e quindi a partire da 66 anni e tre mesi per la vecchiaia, 41 anni e sei mesi, se donna e 42 anni e sei mesi, se uomo, per la pensione anticipata. Senza contare, inoltre, che ci sarà una dilatazione ulteriore qualora l'importo lordo complessivo superi i 50mila euro.

In favore di questo comparto spunta anche un'altra novità: le lavoratrici che hanno maturato un diritto a pensione entro il 31 Agosto 2012 e che hanno optato per l'opzione donna per anticipare l'uscita, potranno chiedere la riliquidazione dell'assegno con le regole del retributivo.

Zedde

I lavoratori che maturano i requisiti per la pensione anticipata entro il 31.12.2017 potranno andare in pensione senza penalizzazione anche se hanno contributi figurativi alle spalle. Kamsin E' quanto prevede un emendamento passato venerdì in Commissione Affari Costituzionali alla Camera e che da Lunedì sarà in Aula per la discussione generale. L'emendamento prevede che "le disposizioni di cui all'articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazioni, limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017".

Attualmente, com'è noto, è previsto un complesso meccanismo (regolato dall'articolo 6, comma 2-quater del Dl 216/2011) che sterilizza la penalizzazione (un taglio dell'1-2% sulla quota retributiva dell'assegno per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni) solo qualora l'anzianità contributiva derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro (compresi alcuni periodi di contribuzione figurativa che constringono i pensionandi ad una estenuante indagine sulla propria carriera contributiva).

Ora si prova a rendere piu' lineare questo beneficio introdotto con il milleproroghe del 2012. Si precisa quindi che tutti coloro che raggiungono un diritto a pensione con l'anticipata entro il 31.12.2017 - cioè 42 anni e 6 mesi di contributi (42 anni e 10 mesi dal 2016) per gli uomini e 41 anni e 6 mesi (41 anni e 10 mesi dal 2016) per le donne -  potranno accedere alla pensione senza penalità indipendentemente dalla tipologia di contributi che sono stati accreditati sul proprio conto assicurativo. Tradotto significa che anche chi ha - ad esempio - le maggiorazioni contributive da amianto, da disoccupazione, da mobilità, da disabilità ecc.. e raggiunge i requisiti contributivi per la pensione anticipata entro il 2017 potra' andare in pensione senza la penalizzazione.

Quanto alle coperture il testo dell'emendamento valuta gli oneri in 1 milione di euro per l'anno 2014, in 3 milioni di euro per l'anno 2015, in 7 milioni di euro per l'anno 2016, in 14 milioni di euro per l'anno 2017 e in 16 milioni di euro annui a decorrere dal 2018. La parola finale sulla misura spetterà alla Camera questa settimana.

Zedde

- Roma 27 lug. - "Non nego i dati negativi. Sul Pil, il dato allo 0,8% che ora viene rivisto al ribasso da tutte le istituzioni che fanno previsioni non e' una peculiarita' italiana, ma di tutta l'eurozona. Se dico che non e' lo 'zero virgola' a cambiarci il destino, non sto sottostimando nulla. In sintesi, non c'e' un temporale, ma non c'e' neanche il sole: e' un po' come questa estate". E' il paragone fatto dal premier Matteo Renzi in un'intervista con Avvenire. "Nego in modo assoluto che ci possa essere una manovra correttiva sul 2014", dice Renzi. "Per il 2015 vedremo a ottobre, ma per la prima volta avremo a che fare con un intervento che ridurra' le tasse perche' la Legge di stabilita' confermera' il bonus degli 80 euro e casomai lo ampliera'. Vediamo se ce la facciamo. Che percentuale do all'allargamento? Voglio prima aspettare i numeri. Comunque, questo avverra' senza sforare il limite del 3% di deficit". "La proposta di Mario Draghi che consentira' di dare 200 miliardi alle banche italiane e' interessante. E da settembre il costo del denaro sara' il piu' basso della storia. Ora - prosegue Renzi - ci vuole uno sforzo a tre: le banche devono dare credito se il progetto loro proposto e' buono, anche chiudendo un occhio sul rating, gli imprenditori devono chiedere soldi per veri progetti d'investimento e la politica deve favorire questo processo". Sul lavoro, il premier dice no "all'ennesimo derby ideologico sull'articolo 18. Non rimettiamo a contarci gli uni contro gli altri". Su Alitalia, "e' una prova decisiva. Ai sindacati dico: chi si assume la responsabilita' di far fallire l'operazione dovra' gestire una crisi occupazionale da brividi". Renzi: non punto a voto anticipato. Si andra' a fine legislatura = - Roma, 27 lug. - "Non si possono costantemente invocare le elezioni. L'Italia la cambieremo con le riforme e si votera' alla scadenza della legislatura". Lo dice in una intervista ad Avvenire il premier Matteo Renzi. red/Gil .
- Roma, 26 lug. - Dopo la lunga settimana di battaglia in Senato sulle riforme il Premier Renzi commenta in un'intervista al Tg5 le polemiche di questi giorni. "Pensano di fare arrabbiare me o il governo, ma ho l'impressione che stanno facendo arrabbiare i cittadini". "Se vogliono fare 8.000 emendamenti e bloccare il Senato - ha detto Renzi - si chiama ostruzionismo, ma noi ci mettiamo li' e poco alla volta andiamo avanti con la serenita' di chi sa che non ci stanchiamo, si stancano prima loro". "L'8 agosto? Dopo c'e' il nove, il dieci? non c'e' una data finale decisiva. In politica pero' biasogna dire fino a quando si discute, poi si decide. Se non ce la facciamo l'8 c'e' la settimana dopo. Non e' un problema di giorni, non dobbiamo correre facendo le riforme tanto per farle, ma a chi dice sempre no diciamo che noi non molliamo". Il presidente del Consiglio continua sul discorso delle riforme e risponde alla domanda sull'ipotesi di andare alle urne: "Le urne non si possono costantemente invocare. Per me questo Parlamento e' in grado di cambiare sul serio, e spero che chi fa ostruzionismo si renda conto di che danno stanno facendo all'Italia e a loro stessi". Il commento del Premier sull'ultimo viaggio della Concordia "Non vorrei la solita retorica. C'e' il dolore per quello che e' accaduto, il gesto scriteriato di qualcuno che ha creato un danno cosi' grande. Poi gratitudine per i gigliesi, e l'orgoglio perche' l'operazione non era facile, l'ha fatta l'Italia, e quando ci si mette puo' fare di tutto". .
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