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Riforma Pensioni, oggi la decisione del Governo. Ecco i punti cardine

Nel provvedimento potrebbe essere contenuto anche il part-time per i lavoratori a cui manchino non più di 3 anni dalla pensione di vecchiaia. Verso il sì anche alla settima salvaguardia e all'opzione donna.

Kamsin Finanziaria verso il rush finale. Il Consiglio dei Ministri di oggi licenzierà finalmente la legge di stabilità dopo una discussione durata diverse settimane. E il piatto sulle pensioni potrebbe arricchirsi anche di un altro ingrediente rispetto alla questione esodati e all'opzione donna, temi sui quali ormai l'intesa a livello governativo, da quanto si apprende, è stata praticamente raggiunta. In particolare nella manovra potrebbe salire anche il part-time per chi e' vicino all'eta' della pensione, un intervento apripista per la flessibilita' pensionistica vera e propria che arrivera' nel giro di pochi mesi, come annunciato dal premier stesso. I lavoratori che dal 2016 al 2018 maturano 63 anni e 7 mesi di età (cioè 3 anni dall'età pensionabile di vecchiaia) potranno optare per il part-time al 60-40% e tutelare il loro assegno pensionistico.

A versare i contributi in busta paga sara', infatti, il datore di lavoro mentre ai contributivi figurativi pensera' lo Stato. Un intervento non a costo zero per lo Stato ma comunque di importo ridotto rispetto alla flessibilità in uscita. Verso il via libera, come annunciato già ieri, poi alla settima salvaguardia per gli esodati che dovrebbe tutelare dalla legge Fornero un altro contingente di 25-26mila lavoratori (qui i dettagli) e alla conferma della cosiddetta 'opzione donna' per tutto il 2015. 

Nel ddl o un disegno di legge collegato dovrebbero poi confluire particolari misure di contrasto alla povertà, compresa quella infantile, per favorire il servizio civile, provvedimenti sul cosiddetto Dopo di noi - ossia tutele e garanzie per la disabilita' - nonchè l'innalzamento della no tax area per i pensionati. Confermata anche per le assunzioni effettuate nel 2016 la decontribuzione, ma con un beneficio massimo dimezzato rispetto agli 8.060 euro previsti nel 2015 mentre si attendono conferme sulle somme messe a disposizione del Governo relative al rinnovo dei contratti del personale del pubblico impiego. Quanto al bonus da 80 euro dovrebbe trasformarsi in una deduzione. 

In zona Cesarini, dopo una lunga riunione al ministero con gli operatori elettrici, dovrebbe finire anche il canone Rai in bolletta che costera' 100 euro. Confermata poi l'abolizione della Tasi e dell'Imu sulla prima casa (case di lusso incluse), cosi' come dell'Imu agricola e sui macchinari imbullonati: un intervento che nel suo insieme dovrebbe costare tra i 4,5 e i 5 miliardi di euro. Tra le ultime novita' annunciate dal premier c'e' poi l'aumento del tetto per l'uso del contante da 1.000 a 3.000 euro e le modifiche al regime dei minimi delle partite Iva. Per le nuove partite Iva la misura allo studio prevede la riduzione dell'imposta costitutiva dal 15 al 5% per almeno i primi 3 anni ma il tempo si potrebbe allungare a 5 anni, operazione che risulterebbe pero' piu' costosa. Corposo, infine, il pacchetto imprese con un anticipo del taglio dell'Ires che dovrebbe essere nell'ordine di 1-2 punti per poi diventare piu' corposo il prossimo anno, e il superammortamento per gli investimenti in macchinari con una dotazione di circa 1 miliardo.

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