Lo prevede un passaggio del ddl lavoro. Niente prestazione di disoccupazione (e ticket licenziamento per il datore) se non ci si presenta al lavoro senza motivo per più di quindici giorni consecutivi.
Se il trattamento è più favorevole per l’assicurato e c’è almeno una parte calcolata con il sistema retributivo. La Corte di Cassazione ribadisce la facoltà riconosciuta dalla Sentenza della Corte Costituzionale numero 428/1992.
Dal prossimo anno sarà possibile conteggiare la rendita complementare ai fini dell’integrazione del cd. importo soglia di 3 volte l’assegno sociale. Ma in tal caso gli interessati dovranno aver maturato 25 anni di contributi e non potranno cumulare la rendita con redditi lavoro dipendente o autonomo.
Confermata la proroga di un anno Quota 103 (62 anni e 41 anni di contributi) con il sistema contributivo, Opzione Donna e Ape sociale. La previdenza complementare, inoltre, aiuterà a far uscire prima i giovani nel sistema interamente contributivo.
I primi chiarimenti in un documento dell’Inps. Possibile un’integrazione sino ad 850€ al mese dell’attuale indennità di accompagnamento per gli invalidi di età pari o superiore ad 80 anni con ISEE non superiore a 6.000€.