Dietrofront dell’Inps nelle politiche di welfare per le famiglie straniere residenti in Italia. Con il messaggio n. 205/2026 che recepisce l’orientamento della giurisprudenza di merito l’Inps dà il via libera al riconoscimento dell’Assegno Unico e Universale (AUU) e del Bonus Asilo Nido anche ai cittadini extracomunitari titolari di un permesso di soggiorno per "attesa occupazione".
Fino ad oggi, l’Istituto aveva escluso questa categoria di lavoratori dalla platea dei beneficiari, ritenendo che il titolo di soggiorno ottenuto dopo la perdita del lavoro non fosse sufficiente. Una posizione che la magistratura ha ritenuto incompatibile con la normativa comunitaria.
La battaglia legale: da Trento a Torino
La scintilla è partita dal Tribunale di Trento, che con una sentenza del 2023 (confermata in Appello nel febbraio 2025) ha censurato le circolari INPS. Secondo i giudici, escludere chi è in cerca di occupazione crea un pregiudizio ingiusto per i cittadini non UE. Nonostante il tentativo dell'INPS di sospendere l'esecutività della sentenza, i giudici hanno tirato dritto, ordinando all’Istituto non solo di modificare le proprie circolari, ma anche di pubblicare un avviso sulla propria home page per 60 giorni.
Sulla stessa linea si sono mossi i tribunali di Torino e Monza. In particolare, la Corte d’Appello piemontese ha ribadito un principio cardine del diritto europeo: il permesso "per motivi di lavoro" non può essere interpretato in modo restrittivo. Se un cittadino è regolarmente soggiornante e inserito nel mercato del lavoro (anche se momentaneamente disoccupato), deve godere degli stessi diritti degli altri.
Cosa cambia per le famiglie
L'INPS, pur avendo presentato ricorso in Cassazione per difendere la propria linea, si è vista costretta a dare esecuzione alle sentenze. Ecco le principali novità:
- Nuove domande: Chi possiede un permesso per attesa occupazione può presentare domanda per Assegno Unico e Bonus Nido. Se in possesso degli altri requisiti (come l'ISEE), la domanda verrà accolta.
- Domande pendenti: Le richieste attualmente "congelate" presso le strutture territoriali saranno sbloccate e lavorate positivamente.
- Riesame dei respinti: Chi si è visto rifiutare il bonus in passato a causa del tipo di permesso può chiedere il riesame in autotutela. L’INPS è tenuta a riaprire le pratiche e liquidare le somme dovute.
Per il futuro
L’INPS procederà ai pagamenti con la cosiddetta "riserva di ripetizione". Questo significa che, poiché la questione non è ancora chiusa definitivamente (si attende il verdetto della Cassazione), se gli ermellini dovessero dare ragione all'INPS, l'Istituto chiederà la restituzione integrale di quanto versato.







