Menu

Colf e Badanti, per la sanatoria contano anche i redditi dei familiari

Le precisazioni in una nota dell'Inps circa il raggiungimento dei limiti reddituali per la regolarizzazione del personale domestico. Contano i redditi del coniuge e dei parenti entro il 2° grado anche non conviventi.

Ai fini del raggiungimento della soglia di reddito di 20 o 27mila euro necessaria per la regolarizzazione di colf e badanti possono conteggiarsi i redditi del congiunge e dei parenti entro il 2° grado non conviventi con il datore di lavoro. Lo rende noto l'Inps nel messaggio numero 2327/2020 pubblicato ieri dall'ente di previdenza ad integrazione delle istruzioni per la sanatoria prevista dall'articolo 103 del DL 34/2020 (Decreto "Rilancio").

Reddito minimo

Come noto la disposizione da ultimo richiamata ha previsto, tra l'altro, la possibilità di regolarizzare il rapporto di lavoro subordinato nel settore domestico a seconda che il reddito del datore di lavoro risulti pari almeno a 20mila euro se il nucleo familiare è composto da un solo soggetto (percettore di reddito); se il nucleo è composto da più soggetti, il reddito del datore di lavoro non deve essere inferiore a 27.000 euro annui. I requisiti reddituali di cui sopra non si applicano al datore di lavoro affetto da patologie o disabilità che ne limitano l’autosufficienza e che presenti domanda per l’emersione di un unico lavoratore addetto alla sua assistenza.

Al raggiungimento di entrambi i limiti di reddito sopra indicati - cioè dei 20 mila o dei 27mila euro - l'Inps spiega che possono concorrere i redditi del coniuge o dei parenti entro il 2° grado, anche non conviventi. Così, ad esempio, se il datore di lavoro è l'unico componente del nucleo familiare il reddito per effettuare la sanatoria non deve essere inferiore a 20.000 euro annui; tale limite può essere raggiunto con il concorso, oltre che del reddito del datore di lavoro, anche di quello dei figli non conviventi.

Se il datore di lavoro appartiene ad un nucleo familiare con più componenti il reddito per la sanatoria non deve risultare inferiore a 27 mila euro; in tal caso la cifra può essere integrata anche con il reddito del coniuge, dei figli o di un parente del datore di lavoro entro il 2° grado, come un genitore, un nonno o un fratello, anche non convivente, ma non degli affini.  Pertanto, nel caso di un datore di lavoro con reddito di 10.000 euro, di un figlio con reddito di 10.000 euro e di un affine con reddito di 20.000 euro, il requisito reddituale non è soddisfatto in assenza di altri parenti entro il secondo grado non conviventi che possano concorrere al raggiungimento del limite di reddito.

Presentazione dell'Istanza

L'Inps fornisce, inoltre, le indicazioni per il versamento tramite F24 del contributo di 500 euro all'Agenzia delle Entrate per ciascun lavoratore ribadendo che al momento della prestazione dell'istanza di regolarizzazione all'Inps (che può ad avere oggetto sono cittadini italiani o comunitari) il datore di lavoro deve dichiarare di aver provveduto al pagamento con l'indicazione della data di pagamento. Nella domanda di emersione il datore dovrà, inoltre, impegnarsi a pagare un contributo forfettario relativo alle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale (la cui determinazione è rimessa ad un successivo decreto interministeriale) entro dieci giorni successivi alla pubblicazione del decreto stesso.

Segui su Facebook tutte le novità su pensioni e lavoro. Partecipa alle conversazioni. Siamo oltre cinquantamila

Documenti: Messaggio inps 2327/2020

Torna in alto

Pensioni Oggi

Sezioni

Speciali

Strumenti

Seguici