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Lavoro Domestico, Ecco gli stipendi vigenti dal 1° gennaio 2018

Il Ministero del Lavoro ha aggiornato le tavole relative ai minimi retributivi da corrispondere nei confronti dei lavoratori domestici nel 2018. L'adeguamento avviene sulla base delle variazioni dell'indice Istat del costo della vita registrato a novembre.

Cresce la busta paga della colf. E' stato siglato ieri presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dalla Commissione Nazionale per l’aggiornamento retributivo, l’accordo sui nuovi minimi retributivi relativi al lavoro domestico derivanti dalla variazione del costo della vita con riferimento alle retribuzioni minime da corrispondere a partire dal 1° gennaio 2018 per i lavoratori del settore. I valori, infatti, sono stati adeguati alla variazione dell’indice Istat di riferimento (+0,8%) determinando un incremento del tasso di variazione pari allo 0,64 per cento. 

 Per effetto dell'aggiornamento dei minimi salariali lo stipendio mensile base dei lavoratori conviventi è di 629 euro al mese per il profilo A, quello base, cioè per i lavoratori non qualificati, e raggiunge i 1.370 euro per il profilo "super", più qualificato. Per chi presta lavoro su base oraria la retribuzione da corrispondere oscilla tra i 4,57€ per il profilo A sino a 8,12€ all'ora per il profilo più qualificato. 

Crescono anche le indennità sostitutive di vitto e alloggio che spettano alle domestiche a servizio intero (e parzialmente anche a quelle a mezzo servizio, quando siano occupate per notevole parte della giornata): a partire dal 1° gennaio il valore di ciascun pasto è fissato in 1,93 euro, mentre quello dell'alloggio in 1,67 euro. La sola presenza notturna, cioè la presenza in un luogo con esclusione di prestazioni lavorative con l'obbligo di consentire al lavoratore il completo riposo notturno in un alloggio idoneo, per il periodo ricompreso dalle ore 21 alle ore 8 del mattino successivo è stata fissata pari a 660,61 euro al mese.

Sale poi il costo dell'assistenza notturna che resta diversificata a seconda se deve essere prestata in favore di persone autosufficienti o meno. Il contributo mensile da erogare è rispettivamente pari a 986 euro o a 1.118 euro (1.381 euro per il personale qualificato nel profilo super). Si tratta, in particolare, del personale non infermieristico espressamente assunto per fornire discontinue prestazioni assistenziali notturne in favore di soggetti autosufficienti (bambini, anziani, portatori di handicap o ammalati), e conseguentemente inquadrato nel livello B super, ovvero per discontinue prestazioni assistenziali notturne in favore di soggetti non autosufficienti, e conseguentemente inquadrato nel livello C super (se non formato) o nel livello D super (se formato), ove la collocazione temporale della prestazione sia ricompresa tra le ore 20.00 e le ore 8.00. 

Oscilla invece tra i 572 e i 663 euro al mese la retribuzione da corrispondere in favore dei lavoratori conviventi inquadrati nei livelli C, B e B super, nonché degli studenti di età compresa fra i 16 e i 40 anni frequentanti corsi di studio al termine dei quali viene conseguito un titolo riconosciuto dallo Stato ovvero da Enti pubblici assunti in regime di convivenza entro le 30 ore settimanali (art. 15 co. 2 del CNNL).  Come al solito l’aumento riguarda solo coloro che retribuiscono il proprio collaboratore in base alle tariffe sindacali. Per i datori di lavoro domestico che corrispondono invece importi più elevati per la presenza di un superminimo assorbibile la retribuzione non subirà alcun mutamento essendo superiore a quella minima. 

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