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Lavoro, Più personale per i Centri per l'Impiego

Lo prevede un passaggio del decreto legge dignità. Le Regioni dovranno destinare una quota delle proprie facoltà assunzionali per il triennio 2019-2021 per incrementare gli organici dei Cpi.

Il decreto legge dignità prova a rafforzare il funzionamento dei centri per l'impiego. L' articolo 3-bis della legge 96/2018 di conversione al decreto 87/2018 dispone l’obbligo per le regioni - per il triennio 2019-2021 - di destinare una quota delle proprie facoltà assunzionali al rafforzamento degli organici dei Centri per l’impiego, al fine di garantirne la piena operatività. La quota dovrà essere definita in sede di Conferenza Stato-regioni, secondo specifiche modalità che dovranno essere fissate in un accordo da concludere nella stessa sede entro il 31 marzo di ciascun anno. Il provvedimento prova, così, a rilanciare le politiche attive cioè quel complesso di misure volte a favorire e promuovere l’inserimento del lavoratore nel tessuto produttivo che, tuttavia, spesso sono rimaste solo sulla carta anche per la carenza del personale.

I Centri per l’impiego, a seguito della profonda trasformazione attuata con la legge Fornero e poi con il Jobs Act, hanno acquisito numerose competenze tra cui in particolare l'orientamento, l'analisi delle conoscenze e la profilazione dei soggetti in stato di disoccupazione con l'erogazione nei loro confronti di attività di formazione e tirocini (attraverso il patto di servizio personalizzato) per la riqualificazione professionale. Da menzionare anche l’orientamento individualizzato all'autoimpiego e tutoraggio per le fasi successive all'avvio dell'impresa; l’accompagnamento al lavoro, anche attraverso l'utilizzo dell'assegno individuale di ricollocazione; la gestione, anche in forma indiretta, di incentivi all'attività di lavoro autonomo; la gestione di incentivi alla mobilità territoriale; la gestione di strumenti finalizzati alla conciliazione dei tempi di lavoro con gli obblighi di cura nei confronti di minori o di soggetti non autosufficienti; la promozione di prestazioni di lavoro socialmente utile.

A seguito della riforma delle province del 2014 che ha trasferito la gestione dei servizi per le politiche attive alle Regioni, l'emendamento approvato al decreto legge dignità istituisce un preciso obbligo per le Regioni di rafforzare l'entità numerica del personale impiegato sino ad oggi rimasto sottodimensionato. Anche se rimanda ad una successiva intesa nella Conferenza Stato-Regioni le modalità attuative. La norma ha come obiettivo anche l'erogazione uniforme dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di servizi per l'impiego e di politiche attive del lavoro prevista dall'articolo 15 del Dl 78/2015 e rimasta largamente inattuata. 

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