Lavoro

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I contratti collettivi devono prevedere l'assunzione a tempo indeterminato dei collaboratori abusivi. Le imprese dovranno versare il 5 per cento della contribuzione.

Com'è noto la recente legge di stabilità 2014 ha riaperto i termini per la sanatoria degli associati in partecipazione ammettendo al beneficio tutte quelle imprese che stipulano accordi entro il 31 marzo 2014 e che depositano i relativi atti presso l'Inps entro il 31 luglio 2014.

Possono beneficiare della sanatoria le imprese che hanno abusato dei contratti di associazione in partecipazione sostenendo dei costi piuttosto contenuti. La procedura ha lo scopo di incentivare l'assunzione a tempo indeterminato di tutti gli ex collaboratori delle imprese; dal canto loro i datori ottengono diversi benefici che comprendono anche la possibilità di sanare gli illeciti sulle questioni contributive ed amministrative pregresse.

La procedura per fruire della sanatoria - Le imprese che vogliano fruire della sanatoria devono stipulare entro il 31 marzo 2014 un contratto collettivo che preveda  l'assunzione, con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, entro i successivi 3 mesi, dei collaboratori che hanno lavorato con l'impresa in forma abusiva.

Attraverso la stipula del contratto collettivo l'impresa ottiene la garanzia di chiudere le questioni pendenti con il passato: il lavoratore "regolarizzato" ha infatti l'onere di rinunciare a qualsiasi potenziale rivendicazione in merito al rapporto abusivo. L'assunzione del collaboratore dovrà essere accompagnata dal versamento, da parte dell'impresa, di un contributo pari al 5 per cento della quota di contribuzione prevista carico degli associati per i periodi di durata del rapporto pregresso entro un tetto massimo pari a 6 mesi.

Una volta concluso il versamento il datore dovrà depositare l'accordo collettivo comprensivo degli atti di conciliazione individuale e dei contratti di assunzione presso la sede Inps competente per territorio. L'adempimento deve essere completato entro il 31 luglio 2014. Una volta asssunto l'azienda non può licenziare il collaboratore regolarizzato per un periodo pari a 6 mesi a meno che non sussista una giusta causa o giustificato motivo soggettivo.

Completata la procedura, il datore di lavoro consegue l'estinzione degli illeciti in materia di versamenti contributivi, assicurativi e fiscali; inoltre beneficia della revoca di provvedimenti amministrativi emanati in conseguenza delle contestazioni riguardanti i medesimi titoli.

È pari a 0,265056 il coefficiente per la rivalutazione delle quote per il trattamento di fine rapporto TFR accantonate al 31 dicembre 2013 relativo al mese di gennaio.  L'indice dei prezzi al consumo calcolato dall'Istituto nazionale di statistica, con esclusione del prezzo dei tabacchi lavorati, è al valore di 107,3.

Tramite i dati resi noti dall'Istituto di statistica è possibile calcolare quindi il dato del trattamento di fine rapporto, introdotto dalla legge n. 297/82. Il calcolo viene fornito mensilmente per permettere di rivalutare le somme accantonate al 31 dicembre dell'anno precedente, nel caso di cessazione di rapporti di lavoro e/o conteggi in sede di bilanci infrannuali.

Secondo quanto stabilito dal codice civile (articolo 2120) il trattamento di fine rapporto accantonato al termine di ogni anno deve essere rivalutato mensilmente sommando due elementi: il 75% dell'aumento del costo della vita rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente (colonna rival. 75%); e l'1,50% annuo, frazionato su base mensile.

In caso di corresponsione di un anticipazione del TFR il tasso di rivalutazione si deve applicare su l'intero importo accantonato fino al periodo di paga in cui l'erogazione del trattamento viene effettuata. Relativamente al resto dell'anno l'aumento si applica in bici solo sulla quota al netto della situazione è quella che rimane a disposizione del datore di lavoro. Non si rivaluta invece la quota di TFR versata dei lavoratori ai fondi di previdenza complementare. Dal primo gennaio 2001 la rivalutazione del trattamento di fine rapporto è soggetta all'imposta sostitutiva del 11 per cento.

L'Istat ha diffuso ieri l'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI): nel 2013 in media l'indice subisce un aumento pari all'1,1 per cento. Il Foi, com'è noto, si riferisce ai consumi delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (ad esclusione di quelli facenti parte del settore agricolo) ed è l'indice che viene utilizzato come base per l'adeguamento degli affitti o degli assegni di mantenimento (dovuti ad esempio al coniuge separato). Per il 2014 dunque tali valori, compresi i minimali, i massimali, i tetti retributivi dei lavoratori devono essere rivalutati dell'1,1%.

Da quest'anno inoltre il Foi verrà utilizzato anche per individuare il contributo, dovuto all'Inps (a finanziamento dell'Aspi), per la cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, introdotto dal 1° gennaio 2013 dalla legge 92/2012. Il suo ammontare è pari al 41% della soglia di riferimento utile al calcolo dell'Aspi che, per il 2013, era pari a 1.180 euro. Per il 2014 la cifra diventa pari a 1.192,98 euro e pertanto - applicando il 41% a tale importo - il contributo per la cessazione di un rapporto di lavoro riferito a 12 mesi, sarà pari a 489,12 euro (che diventano 978,24 euro per la cessazione di un rapporto di 24 mesi e 1467 euro per la cessazione di un rapporto di 36 mesi).

Per la regolarizzazione dei contratti di associazione in partecipazione irregolari è necessario stipulare un accordo entro il 30 settembre di quest'anno

Chi ha abusato dei contratti di associazione in partecipazione può regolarizzare la posizione secondo quanto stabilito dall'articolo 7 bis del decreto 76/2013.   La norma prevede un meccanismo che punta a incentivare l'assunzione a tempo indeterminato degli ex collaboratori e, per raggiungere tale scopo, riconosce un corposo pacchetto di agevolazioni, comprensivo di una sanatoria relativa agli eventuali illeciti di carattere contributivo e amministrativo. Non si tratta di una misura sconosciuta al nostro ordinamento, in quanto già nel 2007 fu sperimentato un percorso analogo per la stabilizzazione dei collaboratori a progetto.

Requisiti stringenti sulle imprese che reclutano disoccupati over 50 e chiedono lo sconto del 50% sui contributi

Sul bonus assuzioni l'Inps è intervenuto con la circolare 111/2013 e con il successivo messaggio n. 12212, che ha recepito i chiarimenti disposti dal Lavoro con la circolare 34 dello scorso 25 luglio. L'incentivo - con a disposizione un budget di oltre un miliardo fino al 2021 - prevede l'abbattimento del 50% dei contributi Inps e Inail e dura 18 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato e fino a 12 per i contratti a termine.

Nel dettaglio, va osservato come le condizioni di cui alla legge 92 sono piuttosto stringenti: le condizioni prevedono infatti che: a) l'assunzione non avvenga in attuazione di un obbligo preesistente e non violi un diritto altrui di precedenza; b) i datori di lavoro e gli utilizzatori non abbiano in atto sospensioni dell'attività lavorativa per crisi o riorganizzazione; c) non via sia coincidenza sostanziale di assetti proprietari e rapporti di collegamento tra il datore che assume e quello che ha licenziato il lavoratore; d) vengano osservati i limiti di cumulo dell'incentivo

Sono dunque ancora oggi più accessibili altre agevolazioni come quelle derivanti dalla riassunzione di lavoratori iscritti alle liste di mobilità (legge 223/91) o dei disoccupati di lungo periodo (legge 407/90). Da ricordare infine che anche agli over 50, una volta emanate le istruzioni dell'Inps, si potrà applicare lo sgravio introdotto dal Dl 76, riservato ai titolari di Aspi, che portano in dote al datore che li ricolloca il 50% dell'indennità che sarebbe loro spettata, per il residuo periodo di trattamento.

A settembre si dovrà lavorare per ridurre il cuneo fiscale, chiudere la partita esodati, e rifinanziare la cassa in deroga. Confermato l'aumento della tassazione sulle sigarette elettroniche

Per le imprese che entro il 30 giugno 2015 assumono a tempo indeterminato giovani tra i 18 e i 29 anni arriva un nuovo incentivo. Uno sgravio contributivo per 18 mesi (o 12 mesi, in caso di trasformazione di un rapporto a tempo) con un tetto mensile di 650 euro. Se invece si decide, senza esservi tenuti, di stabilizzare un disoccupato, fruitore dell'Aspi, l'azienda riceverà in dote un contributo pari al 50% dell'indennità mensile residua (che sarebbe stata comunque corrisposta al lavoratore). Non solo. Via libera anche allo sblocco di altri 20-25 miliardi di debiti della Pa.

Con queste misure la Camera ha convertito, con 265 voti favorevoli e 118 contrari, in legge il decreto Giovannini sull'occupazione, che contiene anche il rinvio a ottobre dell'aumento dell'Iva (dal 21% al 22%). Le misure piu' significative del decreto lavoro sono quindi gli incentivi per le assunzioni di giovani tra i 18 e i 29 anni. Per godere del beneficio l'assunzione dovrà comportare un incremento occupazionale netto; e scatterà per giovani privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi o privi di un diploma di scuola media superiore o professionale. Nel corso dell'esame in Senato è stata soppressa la condizione che i soggetti vivessero soli con una o più persone a carico. Gli incentivi saranno attribuiti, su domanda, da parte dell'Inps, in base all'ordine cronologico relativo alla data di assunzione più risalente. Nel caso del raggiungimento del limite di risorse (riferito a ogni singola regione) non saranno prese in considerazione ulteriori domande (della regione interessata).

Durante l'iter di conversione nulla è cambiato sulle contestate coperture indicate dal Governo per sterilizzare fino al 1° ottobre l'aumento di un punto dell'aliquota ordinaria Iva. Resta il prestito forzoso per gli acconti di novembre che saranno maggiorati al 100% per Irpef e Irap di professionisti e ditte individuali, al 101% per l'Ires e l'Irap delle società, nonché al 110% per le ritenute delle banche su depositi e conti correnti. Confermata la stangata (imposta di consumo del 58,5%) sulle sigarette elettroniche, in grado secondo l'Anafe di affossare il settore mettendo a rischio 5mila posti di lavoro.

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