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Amianto, L'accertamento della malattia professionale da' diritto alla riliquidazione della pensione

Quando al pensionato già titolare di pensione diretta viene riconosciuta una malattia professionale asbesto correlata, può aver diritto anche ai benefici previdenziali con importanti rivalutazioni sulla propria pensione.

Come è noto la maggiorazione per l’ esposizione all’amianto consente di ottenere dei benefici previdenziali per raggiungere prima la pensione ed aumentare il relativo assegno pensionistico. Ma che cosa succede nel caso in cui ad un pensionato venga riconosciuta l’esposizione all’amianto solo dopo aver già conseguito il diritto a pensione? La circostanza non è infrequente posto che le patologie asbesto correlate possono manifestarsi dopo un lungo periodo di latenza e quindi ben può accadere, quindi, che lo sfortunato sia già andato in pensione senza aver goduto dei benefici previsti dalla legge per tali patologie. 

Si pensi, ad esempio, ad un pensionato titolare di pensione diretta a carico del Fondo pensione lavoratori dipedenti, che durante tutta la sua carriera lavorativa è stato a contatto con materiali contenenti amianto svolgendo la mansione di carpentiere in ferro. Purtroppo, come ormai sappiamo, l’amianto è davvero deleterio, infatti all’età di 70 anni il soggetto a seguito di una visita pneumologa scopre di avere delle placche ai polmoni. Essendo dovuta presumibilmente da un esposizione in ambito lavorativo, il pensionato decide di chiedere un risarcimento all’INAIL tramite domanda di malattia professionale per vedersi riconosciuto quanto meno un indennizzo economico. L’Inail accertato che la malattia ha un nesso eziologico con la prolungata esposizione alla sostanza morbigena riconosce la tecnopatia (placche pleuriche) e gli liquida la rendita mensile.

Nei casi di riconoscimento di malattia professionale per esposizione all’amianto (placche pleuriche, asbestosi,mesotelioma,ecc), viene rilasciata, su richiesta dall'Inail anche la certificazione del periodo di esposizione che può essere fatta valere ai fini pensionistici ai sensi di quanto previsto dall'articolo 13, co. 7 della legge 257/1992. In altre parole la sua pensione potrà essere ricalcolata per 10 anni indietro dalla data di presentazione della domanda di ricostituzione della pensione con il riconoscimento di una maggiorazione del 50% dei periodi di lavoro prestato con esposizione all'amianto. Si immagina bene che su una pensione mensile lorda di 849 € gli arretrati che vengono fuori sono un vero e proprio tesoretto. Nel caso in questione si parla di 16.000€ di arretrati ed un aumento pensionistico di circa 140€ mensili.

In pratica dopo che l’INAIL riconosce la malattia professionale, è opportuno farsi rilasciare una certificazione del periodo di esposizione e successivamente presentare una ricostituzione contributiva all'Inps allegando la documentazione Inail.

Di seguito ecco un elenco delle malattie professionali asbesto correlate che l’INAIL riconosce ed indennizza più frequentemente: Asbestosi polmonare (I.4.03); Placche pleuriche (I.4.03); Ispessimenti pleurici (I.4.03); Mesotelioma pleurico (I.4.03); Mesotelioma pericardico (I.6.03); Mesotelioma peritoneale (I.6.03); Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (I.6.03); Tumore del polmone (I.4.03); Tumore della laringe (I.6.03); Tumore alle ovaie (I.6.03).

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