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La Legge di Bilancio delude Esodati ed Opzione Donna

Nel provvedimento approvato oggi in via definitiva del Senato manca all'appello la proroga dell'opzione donna al 2018 e la nona salvaguardia per ulteriori 6mila esodati. 

La Legge di bilancio 2018 delude gli esodati e l'opzione donna. Non sono state approvate ne' la possibilità di Cumulo dei contributi previdenziali per l'accesso alla salvaguardia (che per altro avrebbe interessato 200-250 persone -dati forniti dall'INPS-) e all'opzione donna, ne' l'ampliamento della salvaguardia per cessati e contributori volontari (con allargamento delle decorrenze fino almeno al 6 Gennaio 2020) con le risorse finanziarie avanzate con l'ottava salvaguardia, misure che pure erano state richieste da varie parti politiche dell'opposizione e di parte dei Parlamentari PD.

Il Governo ha preferito far rientrare quegli oltre 900 Milioni di Euro nel "Fondo Sociale per l'Occupazione e la Formazione" destinandoli così ad altre questioni (pur di grande valore sociale ...) e sottraendole agli Esodati nonostante i numeri fossero esigui. Rabbia e delusione esprimono i comitati che rappresentano le istanze posto che nella legge di bilancio 2018 sono state sostenute finanziariamente misure assurde a sostegno delle più disparate attività, non ultimo il carnevale. Uno sforzo per venire incontro alle ultime platee rimaste senza tutele poteva essere compiuto considerando anche l'esiguità dei numeri in questioni. Secondo i Comitati sono circa sei mila lavoratori che per varie ragioni non hanno potuto godere della salvaguardia, in primis ci sono alcune centinaia di ex lavoratrici postali che hanno lasciato il lavoro con un incentivo all'esodo contando di traguardare la pensione entro pochi anni e che, a causa della progressione della speranza di vita, sono rimaste beffate spesso per pochi mesi. 

I comitati ricordano che é stato fatto il possibile, attraverso gli interlocutori politici con cui si sono rinsaldati i rapporti in questi ormai oltre 6 anni, per cercare di far passare le misure a favorevoli agli esclusi, ma la situazione é stata chiara sin da subito dopo che gli emendamenti pro-Esodati erano stati bocciati in fase di discussione al Senato, constatando che è mancata l'assoluta volontà politica di gran parte della maggioranza e del Governo a farli passare. Ora la questione passerà al prossimo esecutivo e al Parlamento che uscirà dalle urne del marzo 2018 (sempre che una maggioranza netta riuscirà a formarsi). La speranza è un Parlamento più sensibile a queste tematiche che possa rimettere in pista provvedimenti per sanare l'ampia frattura che si è generata con la legge Fornero del 2011. La speranza è l'ultima a morire. 

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