Pensioni, la speranza di vita riduce l'importo dell'assegno

Bruno Franzoni Giovedì, 13 Agosto 2015
Lo prevede il Decreto che aggiorna i coefficienti di trasformazione del montante per determinare la quota di pensione con il sistema contributivo nel prossimo triennio.
I moltiplicatori che servono per calcolare l’importo della pensione determinata con il metodo contributivo saranno piu' bassi di circa il 2% dal prossimo anno rispetto ai valori attuali. E' il risultato dell'applicazione dei nuovi coefficienti di trasformazione contenuti nel decreto del ministero del lavoro 22 Giugno 2015 pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Rispetto ai valori vigenti (fine a fine anno), i nuovi coefficienti fanno registrare una riduzione che a seconda dell’età di accesso alla pensione, varia da un minimo dell’1,35 a un massimo del 2,50%.

Una notizia certamente non positiva per i lavoratori meno anziani perchè hanno una maggiore fetta dell'assegno determinata proprio con il sistema contributivo: si ricorda infatti che per colo­ro che avevano almeno 18 anni di contributi entro il 1995, la quota contributiva decorre dal 2012 per effetto della riforma Monti-Fornero; mentre per tutti gli altri la quota con­tributiva decorre dal 1996 in poi. Per i primi dunque l'effetto sarà meno sensibile perchè tutta la parte dell'assegno sino al 2011 resta agganciata al sistema retributivo ma per i secondi gli effetti saranno piu' intensi.

La revisione dei coefficienti, legati all’età alla quale si va in pensione (sono più bassi se si esce dal lavoro prima e più alti se si esce dopo), è stata prevista a fronte dell’allungamento della vita media. Ipotizzando che si riceve l’assegno per più tempo, a parità di età di uscita dal lavoro, l’importo, legato ai contributi versati nella propria vita lavorativa, sarà più basso. La revisione scatta automaticamente ogni tre anni e scatterà ogni due anni a partire dal 2019.

Per sterilizzare questi effetti negativi occorrerà dunque lavorare di più. Ed infatti non a caso l'aggiornamento dei coefficienti arriva in contemporanea con lo scatto della speranza di vita che, dal 2016 costringerà i lavoratori a rimanere sul posto di lavoro per altri 4 mesi rispetto ai valori attuali. Una circostanza che compenserà la riduzione dei coefficienti in questione.

 I nuovi coefficienti saranno applicati a tutte le prestazioni che avranno decorrenza dal prossimo 1° gennaio a prescindere dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro. I lavoratori che hanno già maturato un diritto a pensione hanno pertanto la convenienza ad uscire entro la fine di quest'anno affinché il trattamento pensionistico venga messo in pagamento con i coefficienti più generosi. 

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