Pensioni Militari, Aliquota del 2,44 anche per chi ha meno di 15 anni al 31 dicembre 1995

Valerio Damiani Lunedì, 13 Settembre 2021
Si chiude con un'altra decisione della Corte dei Conti a Sezioni Unite la questione relativa al coefficiente di rendimento applicabile ai militari e alle figure equiparate. Estesa l'aliquota del 2,44% anche per chi vanta meno di 15 anni di contributi al 31.12.1995.

«La quota retributiva della pensione da liquidarsi con il sistema misto, ai sensi dell’art. 1, comma 12, della legge n. 335/1995, in favore del personale militare cessato dal servizio con un’anzianità superiore a 20 anni e che al 31 dicembre 1995 vantava un’anzianità inferiore a 15 anni, va calcolata tenendo conto dell’effettivo numero di anni di anzianità maturati alla predetta data, con applicazione dell’aliquota del 2,44% per ogni anno utile». Lo ha stabilito la Corte dei Conti nella sentenza n. 12/2021 emessa a sezioni riunite e depositata in cancelleria lo scorso 9 settembre.

La Corte conferma così quanto già anticipato ad inizio anno sulle pagine di questa rivista chiudendo così il lungo contenzioso legale sull'applicazione dell'articolo 54 del DPR 1092/1973. Ad inizio anno la Corte con la sentenza n. 1/2021 aveva stabilito che il personale militare (Aeronautica, Marina, Esercito) ed equiparato (Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza) con un'anzianità al 31.12.1995 compresa tra 15 e 18 anni (rectius 17 anni, 11 mesi e 29 giorni) avrebbe goduto di una aliquota di rendimento del 2,44% per ogni anno di anzianità contributiva in luogo del 2,33% attribuito dall'INPS.

L'Istituto ha poi recepito il mutato orientamento con la Circolare n. 107/2021.

Nelle motivazioni si intuiva che il coefficiente di rendimento del 2,44% avrebbe trovato applicazione anche per i soggetti con meno di 15 anni di anzianità contributiva ma in tale occasione la Corte non si era espressa in modo definitivo (perché non era stato formulato un quesito in tal senso).

La decisione

Nella nuova decisione la Corte, sconfessando la tesi dell'INPS, conferma che l'aliquota di rendimento del 2,44% si applica anche a favore del personale che non ha raggiunto i 15 anni di contributi al 31.12.1995 configurandosi, pertanto, come un'aliquota unica da applicare, senza distinzione alcuna all'interno del sistema cd. misto cioè per chi ha meno di 18 anni di contributi al 31.12.1995.

In sostanza a seguito dei pronunciamenti della Corte dei Conti a sezioni riunite:

a) il personale militare e figure equiparate che cessa dal servizio con un'anzianità contributiva pari o superiore a 20 anni (cioè che ha maturato il diritto a pensione "normale") gode di un'aliquota di rendimento del 2,44% per ogni anno di anzianità contributiva maturata al 31.12.1995 (sia essa inferiore a 15 anni che compresa tra 15 anni e 17 anni, 11 mesi e 29 giorni);

b) il personale militare e figure equiparate che cessa dal servizio per raggiungimento del limite di età senza aver raggiunto l'anzianità contributiva minima richiesta per il trattamento di pensione normale (20 anni di contributi) gode di una quota di rendimento del 2,20% per ogni anno di anzianità maturata al 31.12.1995 (ciò in virtu' di quanto previsto dall'articolo 54, co. 9 del citato DPR 1092/1973). In realtà questa ipotesi non trova ormai più applicazione concreta.

Nelle prossime settimane l'INPS dovrebbe fornire ulteriori chiarimenti in merito.

Documenti: Sentenza n. 12/2021

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