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Pensioni, Stop all'estensione della settima salvaguardia

Respinte le proposte di portare a 36 mesi il termine per maturare il diritto a pensione con la settima salvaguardia per i lavoratori nel profilo "mobilità".

La V Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha dichiarato ieri inammissibili le proposte emendative volte ad estendere la settima salvaguardia e l'opzione donna con la conversione in legge del decreto milleproroghe. A cadere sotto la scure della Presidenza della Commissione sono stati in particolare gli emendamenti presentati dalle opposizioni (10.08, 12.08 e 1.124) che puntavano ad allargare da 12 a 36 mesi il termine entro il quale i lavoratori appartenenti al profilo "mobilità" potevano maturare il diritto a pensione e mantenere così in vigore la vecchia normativa pensionistica. Modifica sostenuta sin da ottobre dai deputati dem in Commissione Lavoro della Camera ma poi non recepita dal Governo in sede di presentazione della legge di stabilità.

Chiusura della Commissione anche per l'altra modifica, proposta da Fassina (7.90) che chiedeva la tutela previdenziale ai lavoratori che nel 2011 avevano fruito del congedo straordinario per assistere familiari conviventi con gravi disabilità. La formulazione attuale, contenuta nell'articolo 1, comma 265 lettera d) della legge 208/2015 limita, com'è noto, il beneficio ai soli lavoratori che nel 2011 avessero accudito figli con gravi disabilità escludendo dal perimetro di tutela l'assistenza fornita, ad esempio, al coniuge o ai genitori con problemi anche di natura costituzionale. 

Nessuna chance per l'estensione dell'opzione donna al 31 dicembre 2018 nè per la tutela dei Quota96 della scuola temi sui quali si sono concentrate diversi emendamenti da parte delle opposizioni.

Passano invece il varco dell'ammissibilità le proposte della minoranza dem che puntano ad estendere la validità delle graduatorie dei concorsi pubblici dal 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2017 e una proroga della salvaguardia della durata Naspi per i lavoratori stagionali sino al 31 dicembre 2016 con un intervento sull'articolo 43 del recente decreto legislativo 148/2015. 



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