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Quota 100, Tridico: domande inferiori alle stime di un terzo

E' quanto emerge dal XVIII Rapporto annuale dell'Inps presentato alla Camera dei Deputati dal Presidente dell'Inps, Pasquale Tridico. 840 mila nuclei familiari già percepiscono il Reddito di Cittadinanza.

Le domande per quota 100 sono risultate inferiori alle attese di circa un terzo. E' quanto emerge dalla presentazione ieri alla Camera dei deputati il XVIII del Rapporto annuale dell'Inps con l’analisi dei dati statistici raccolti con riferimento all’anno 2018.  Il Presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, si è soffermato, in particolare, circa l'impatto delle due misure «cardine» che il Governo gialloverde ha approvato ad inizio anno: il reddito di cittadinanza e la cd. quota 100.

Con riferimento all'RdC Tridico ha spiegato che, a fine giugno, dopo tre mesi di operatività, «viene percepito da circa 840 mila nuclei familiari (di cui oltre 102.833 sono i beneficiari di pensioni di cittadinanza) per un numero complessivo di individui coinvolti che supera i 2 milioni» (nelle regioni meridionali risiede quasi il 60% di chi se ne avvantaggia), e la somma mediamente corrisposta è pari a circa 500 euro. Quanto, invece, alla quota 100 per l'andata in quiescenza in anticipo, le domande giunte son finora al di sotto delle aspettative, essendoci state 154.095 richieste (quasi il 30% in meno delle stime); per il presidente, «sulla base del trend dei primi sei mesi di applicazione, alla fine dell'anno il numero atteso delle pensioni in pagamento sarà pari a circa 205 mila, per una spesa complessiva annua pari a 3,6 miliardi».

Accesso alla Pensione

Complessivamente il Rapporto mostra che la gran parte delle domande di quota 100 sono state presentate nelle regioni del Nord (40%) e del Mezzogiorno (35%), prevalentemente da uomini e da assicurati delle gestioni private. Mediamente l’importo della pensione mensile per le domande accolte è pari a circa 1.900 euro con scostamenti che dipendono dal genere e dall’area. Solo il 33% delle domande pervenute al 30 giugno 2019 sono state presentate da iscritti alle Gestioni Pubbliche (il 46% di questi si collocano nel Mezzogiorno, il 33% nel Nord, poco più del 20% nelle regioni del Centro Italia). La distribuzione per età evidenzia una concentrazione tra i 63 e i 64 anni, senza differenze significative tra uomini e donne. Infine, il dettaglio sui singoli fondi mostra che tra i privati circa un terzo è a carico delle gestioni autonome, oltre la metà del Fpld e circa il 10% ha utilizzato il cumulo tra più gestioni.

Con riferimento all'opzione donna (che il DL 4/2019 ha esteso ricomprendendo coloro che hanno maturato 58 anni e 35 anni di contributi al 31.12.2018) il Rapporto mostra che sono circa 15 mila le donne che hanno scelto questo canale, più dell’80% afferiscono a gestioni pensionistiche private con un importo medio mensile inferiore ai 1.000 euro. Poche le domande provenienti dal pubblico impiego (solo il 19% del totale delle domande pervenute).

Bilancio

Il vertice dell'Inps ha affrontato poi la situazione del Bilancio dell'Ente di Previdenza. La spesa per prestazioni, inclusi i trasferimenti a carico dello Stato per gli interventi assistenziali, in rapporto al Pil «è risultata sostanzialmente costante» considerando il triennio 2016-2018, passando dal 15,28% al 15,12%. E «analogo e positivo andamento» è stato lo scorso anno rilevato sul versante della sola spesa di competenza previdenziale: dal 12,13% del 2016 si è, infatti, calati fino al 12,01% del 2018. Complessivamente nel 2018 il disavanzo dell'Inps è risultato pari a 7 miliardi e 839 milioni euro, in (ulteriore) peggioramento, al confronto con l'annualità precedente, quando il risultato economico d'esercizio era risultato in «rosso» per 6 miliardi e 984 milioni, mentre è in ascesa il patrimonio netto detenuto, che oltrepassa ora la soglia dei 47 milioni, in aumento di quasi 53 milioni, rispetto al dato del 2017.

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