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Il Progetto rilanciato dal Governo Lega-M5S per il 2019 prevede il ripristino della pensione di anzianità a partire da 62 anni di età e 38 anni di contributi.


La Quota 100

Il dizionario di Pensioni Oggi

La Quota 100 è una proposta per anticipare l'età pensionabile per i lavoratori iscritti presso i fondi di previdenza gestiti dall'assicurazione generale obbligatoria (AGO), le gestioni speciali dei lavoratori autonomi, la gestione separata i fondi sostitutivi ed esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria. 

L'idea parte dal presupposto di ripristinare il vecchio sistema delle quote, abolito dalla Riforma Fornero del 2011, consentendo al lavoratore di sommare l'età anagrafica a quella contributiva per raggiungere un valore che consente l'uscita. Nel caso della quota 100 la somma dei valori di età e contributi deve restituire, per l'appunto, il valore 100. Questa proposta è stata fatta propria dall'attuale Governo Conte per superare la legge Fornero e dovrebbe essere contenuta nell'imminente legge di bilancio per il 2018 per partire nei primi mesi del 2019.

Il dossier allo studio di Palazzo Chigi prevede un'unica combinazione per centrare l'uscita: 62 anni di età e 38 anni di contributi senza, almeno secondo quanto dichiarato dal leader della Lega Matteo Salvini, l'applicazione di una penalità sulla misura dell'assegno nè un tetto alla contribuzione figurativa valorizzabile ai fini del perfezionamento del requisito contributivo appena menzionato. Secondo le stime del Governo nei prossimi anni potrebbero lasciare il posto di lavoro circa 400mila lavoratori, in particolare uomini. La misura potrebbe essere accompagnata dal ripristino del divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione sino al raggiungimento dell'età per la pensione di vecchiaia (67 anni).

Qui sotto la tavola elaborata da PensioniOggi.it con le potenziali combinazioni tra età anagrafica e contributiva per centrare l'uscita nel 2019 se venisse approvato il progetto sulla quota 100. La rigidità del mix tra età anagrafica e contributiva comporta, ad esempio, che un assicurato con 36 anni di contributi e 64 anni di età pur avendo matematicamente raggiunto la quota 100 dovrà attendere almeno altri due anni per poter guadagnare l'uscita. 

Un po' di storia

Il progetto sulla quota 100 non è nuovo. Durante la scorsa legislatura fioccarono diverse proposte, tutte rimaste nel cassetto per la contrarietà della precedente maggioranza di Governo. La più nota era contenuta nel ddl 2945 promossa dall'ex Ministro del lavoro, Cesare Damiano e, anche se può sembrar strano, era più flessibile rispetto a quella attualmente in discussione: sarebbe stato necessario raggiungere almeno un'età anagrafica minima di 62 anni e 35 anni di contributi piu' il contestuale perfezionamento della quota 100 valore determinato, per l'appunto, attraverso la somma dell'età anagrafica con quella contributiva. A conti fatti l'uscita poteva essere centrata, ad esempio, con 62 anni e 38 anni di contributi, con 63 anni e 37 di contributi, ancora con 64 anni e 36 di contributi o con 65 anni e 35 anni di contributi.

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