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- Firenze, 21 mag. - "L'informazione e' la prima responsabile del disastro di questo Paese. Vespa non e' pagato con un contratto da giornalista. E' un pacchetto, il pacchetto cosi' alla Bbc non te lo fanno fare". Cosi' Beppe Grillo dal palco di piazza Santissima Annunziata a Firenze torna ad attaccare i mezzi di informazione. "I giornali stanno perdendo, mi danno del cattivo: siamo Charlie Chaplin. Vinceremo straordinariamente". I 5 stelle sono sicuri di vincere le prossime Europee e subito dopo vogliono mettere 'sotto processo' politici, imprenditori e giornalisti. Lo ribadisce oggi sul suo blog Beppe Grillo dopo aver lanciato la sua 'minaccia' gia' due giorni fa, ospite a 'Porta a Porta', da Bruno Vespa: anche lui, tra l'altro, tra gli 'imputati' eccellenti. In sua 'compagnia' ci saranno politici come Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Mario Monti e Giorgio Napolitano. Ma anche imprenditori come De Benedetti e Tronchetti Provera. Tutto avverra' via web, spiega Grillo in un video con il plastico del castello di Lerici nel quale "ognuno avra' la sua cella. Qui - spiega - c'e' il nano, la salma che avra' una sua collocazione...". Per gli 'imputati' si trattera' di un processo virtuale, tutto on line. A processarli sara' un 'tribunale del popolo' e alla fine arrivera' il verdetto degli iscritti M5S: "Alla fine gli iscritti certificati al M5S - spiega ancora Grillo - potranno votare per la colpevolezza o l'innocenza. Un tribunale popolare non puo' sostituirsi alla giustizia nell'erogazione delle pene, ma puo' informare i cittadini sui furti e le malversazioni di un sistema che ha portato allo sfascio l'Italia. Ed e' quello che sara' fatto". E ancora: "Ogni cittadino fara' un'accusa" e poi, prosegue, "faremo dei conti su cosa hanno rubato e distrutto. Una cosa virtuale, ma se la magistratura o la finanza vorra' intervenire, interverra'. Sara' un processo che durera' un anno o due e sara' un gioco anche molto divertente, sara' uno sputo digitale". Ma "ci saranno - precisa anche - le liste, le prove e i testimoni di accusa come in un processo". Nel famoso plastico del castello con le 'segrete', ci saranno "imprenditori, giornalisti, il presidente della Repubblica, Monti, l'ebetino di Firenze"; insomma, assicura Grillo, tutta "gente che scomparira' dalla memoria della televisione e dei giornali, ma non dalla nostra memoria". Ma tiene a precisare: "Niente di violento e aggressivo, e' un gioco che deve soddisfare milioni di italiani che sono stati depredati da questa associazione a delinquere di stampo politico-legale e informatico". E "la prima categoria sara' quella dei giornalisti che hanno occultato la verita' agli italiani nell'ultimo ventennio. I pennivendoli di Regime" li definisce. Intanto, pero', ad accendere il dibattito arriva anche l'intervista al 'Fatto' del cofondatore del Movimento, Gianroberto Casaleggio, che non esclude una sua disponibilita' a fare il ministro in una squadra di governo 5 stelle, coinvolgendo anche Grillo. Parole che hanno scatenato la reazione del Pd che ha attaccato: "Svelate le reali mire di Grillo e Casaleggio" che "hanno sempre detto che non ambivano alle poltrone, invece pensano gia' alla spartizione dei ministeri". Poi e' arrivata la smentita sul blog, a doppia firma Casaleggio-Grillo: "Ne' il sottoscritto ne' Beppe Grillo si candidano come ministri come riportato nei titoli di alcuni giornali di oggi. Le persone iscritte al M5S decideranno la squadra di governo attraverso la Rete, quando e se verra' dato l'incarico di formare un governo al M5S". Negli ultimi giorni di campagna elettorale, a sondaggi vietati, Grillo continua i suoi comizi in piazza convinto di poter superare il Pd. Anche se e' sempre Casaleggio che sottolinea che gia' confermare il 25% preso alle politiche sarebbe "un consolidamento importante". Venerdi' Grillo chiudera' la campagna elettorale in piazza San Giovanni a Roma e su Facebook lancia il suo appello ad andare numerosi: "Il 23 maggio a Roma facciamo una festa straordinaria - dice - le nostre parole guerriere torneranno sulla piazza di San Giovanni e sara' un abbraccio di milioni di persone". E poi assicura: "Quando lo Stato sara' formato dai cittadini, si sciogliera'. Non avra' piu' senso. Questo non e' un partito che si sostituisce a un altro. Entriamo nelle istituzioni, facciamo lo Stato". .
- Roma, 21 mag. - E' di 145.272 euro il reddito di Matteo Renzi maturato nel 2012. Lo si apprende dal sito del governo dedicato ai redditi e al patrimonio del ministri e sottosegretari. Matteo Renzi ha una casa in comproprieta' con la moglie Agnese di 12,5 vani e un fabbricato di 57 metri quadrati a Pontassieve, vicino Firenze. Lo si legge sul sito del governo dedicata al reddito e al patrimonio dei ministri. Renzi ha anche una quota del 22,5% di un fabbricato di 17 vani e di un terreno a Rignano sull'Arno (Fi). La moglie di Renzi possiede una Volkswagen Sharan del 2009. Il reddito imponibile di Agnese Landini, sempre per il 2012, e' di 8.162 euro. .
- Roma, 21 mag. - Nel 2013 il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha percepito come vicesegretario e capo economista dell'Ocse circa 216.000 euro. E' quanto si legge nella scheda trasparenza pubblicata sul sito del dicastero. Reddito che, spiega il ministro nella dichiarazione on line, non e' soggetto a tassazione (era residente all'estero e dipendente da una organizzazione internazionale). Il ministro ha un appartamento e un box di proprieta' a Roma, una Mercedes e - si legge - non possiede titoli o attivita' finanziarie. Il compenso annuo lordo da ministro e' di 114.769 euro. .
- Roma, 21 mag. - "La depenalizzazione della marijuana deve essere considerato un punto di partenza, perche' gli anni di proibizionismo non hanno portato nessun risultato nella prevenzione del drammatico aumento nell'uso di droga", e "nuove forme di legalizzazione potrebbero essere sperimentate in medicina ma anche per colpire la criminalita' organizzata". Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervenendo oggi all'ottava conferenza annuale della Societa' internazionale per gli studi sulla politica delle droghe, nella sede del Cnr. Il sindaco della Capitale che si e' detto "favorevole alla possibilita' di liberalizzazione della cannabis per uso medico o personale", ha sottolineato che "nel 2011 piu' di un milione di piante sono state confiscate nel nostro Paese contro le 73mila in Francia", e che "la criminalita' organizzata ancora gestisce grandi porzioni del traffico internazionale: ci sono abbastanza ragioni per riaprire il dibattito oggi in Italia, in un tempo in cui una riforma delle leggi sulle droghe e' necessaria a livello nazionale e internazionale".
- Roma, 21 mag. - Ogni giorno che avvicina all'appuntamento con le urne ha la sua dose di polemiche. Oggi Beppe Grillo sfodera il tribunale popolare, ancorche' via web, che dopo le Europee mettera' sul banco degli imputati allestito dal blog M5S i rappresentanti di media, impresa e politica. Matteo Renzi liquida le uscite del guru 5 Stelle ricordando che domenica "l'Italia merita piu' di un 'vaffa'". "E' importante che i cittadini vadano a votare perche' se non votiamo l'Europa non si occupa di noi e invece dobbiamo mandare in Europa gente in gamba che ci aiuti a a cambiarla", dice allora il presidente del Consiglio. "Io mi arrabbio quando vedo certe cose ma poi mi rimbocco le maniche e cerco di cambiarle", perche', ricorda, "se ci si limita a offese e insulti, non si cambia nulla". Non si nasconde, il presidente del Consiglio, che "c'e' tanta gente che e' arrabbiata, e ha ragione, perche' se ci sono politici che da 20 anni mangiano e basta e manager pubblici con stipendi altissimi la rabbia e' compensibile. Ma io quando mi arrabbio non batto i pugni sul tavolo: cerco di cambiare le cose". Anche oggi, il leader Pd sottolinea che "da lunedi' il Parlamento italiano non cambia, cambia quello europeo" e aggiunge che "se il Pd arrivasse primo alle Europee, e io ci credo, vorrebbe dire che sarebbe piu' forte in Europa. Se arrivassimo primi non cambierebbe niente, neanche in positivo, perche' la legittimazione popolare di cui tutti parlano non arriva dalle elezioni europee ma da quelle politiche. Esistono - puntualizza - due tipi di legittimazioni: il premier, secondo Costituzione, viene fiduciato dal Parlamento e chiunque sia non avra' mai il lasciapassare elettorale finche' non si va a elezioni politiche". Quanto a Grillo, evoca senz'altro scenari foschi il concetto di tribunale del popolo agitato oggi, condito da vere e proprie liste di proscrizione (il leader M5S non le chiama cosi' ma questo sono) visto che "ci saranno - chiarisce - le liste, le prove e i testimoni di accusa come in un processo". E contro Grillo rilancia Silvio Berlusconi: "Io non ho mai insultato nessuno, ne' nella vita privata ne', soprattutto, in quella pubblica. Ho solo ricordato un dato di fatto. Grillo ha avuto un comportamento indecente nei miei confronti e, visto che lui moraleggiava, verso di me ho ricordato che e' condannato per aver ucciso, con colpa grave, tre persone nell'88, per non aver rispettato le regole e essersi inoltrato con la sua auto su una strada con lastroni di ghiaccio che costeggiava un burrone". Uno spiraglio futuro torna invece ad aprirsi dal leader FI nei confronti l'inquilino di palazzo Chigi, proprio con lo spettro M5S sullo sfondo. E' un periodo ipotetico che, nella sintassi della politica, e' piu' vicino all'espediente polemico che alla realta', ma intanto Silvio Berlusconi risponde anche oggi, a chi lo 'avverte' di non calcare troppo la mano su Renzi visto che potrebbe finire per governarci insieme, dicendo che "se adottasse il nostro programma sarebbe possibile" e, soprattutto dice che "di fronte al pericolo di un regime autoritario qualunque soluzione possibile alternativa deve essere seguita". .
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