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Partite Iva, Come si determina il reddito imponibile su cui versare i contributi

I chiarimenti in un documento Inps. Per artigiani e commercianti l'imponibile annuo è agganciato al totale dei redditi d'impresa conseguiti nel 2017. Regole in chiaro anche per i professionisti iscritti alla gestione separata.

Regole in chiaro per il pagamento dei contributi previdenziali per artigiani, commercianti e lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata. Le illustra l'Inps con la circolare numero 82/2018 pubblicata ieri dall'istituto di previdenza. Il documento si sofferma, in particolare, sulle modalità di compilazione del Quadro RR all'interno del modello "Redditi 2018-PF" obbligatorio per gli iscritti alle Gestioni speciali degli artigiani e commercianti, nonché alla Gestione separata liberi professionisti per la determinazione del reddito imponibile sul quale calcolare i contributi dovuti all'Inps. 

Artigiani e Commercianti

Per l’individuazione dell’ammontare del reddito da assoggettare all’imposizione dei contributi previdenziali di artigiani e commercianti deve essere preso in considerazione il totale dei redditi d’impresa conseguiti nel 2017, al netto delle eventuali perdite dei periodi d’imposta precedenti, scomputate dal reddito dell’anno (Circ. Inps 102/2003). Per i soci di S.r.l. iscritti alle Gestioni degli artigiani o dei commercianti la base imponibile, oltre a quanto eventualmente dichiarato come reddito d’impresa, è costituita dalla parte del reddito d’impresa della S.r.l. corrispondente alla quota di partecipazione agli utili ovvero alla quota del reddito attribuita al socio per le società partecipate in regime di trasparenza.

La base imponibile per il calcolo della contribuzione dovuta, dichiarati eventualmente nei Quadri RF (impresa in contabilità ordinaria), RG (impresa in regime di contabilità semplificata) e RH (redditi di partecipazione in società di persone ed assimilate): RF63 – (RF98 + RF100, col.1) + [RG31 – (RG33+RG35, col.1)] + [somma algebrica (colonne 4 da RH1 a RH4 con codice 1, 3 e 6 indicato in colonna 2 e colonne 4 da RH5 a RH6) – RH12] + RS37 colonna 15.

Per i soggetti che, ai sensi dell’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, hanno adottato il “regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” la base imponibile viene determinata come segue: nel caso in cui è barrata la casella “Impresa” o “Impresa familiare” il reddito di riferimento è quello dichiarato nel Quadro LM, sezione I, rigo LM6 (reddito lordo o perdita) meno LM9 (perdite pregresse).

Per i soggetti che, ai sensi della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208, hanno aderito al regime contributivo agevolato, la base imponibile viene determinata come segue: somma dell’importo indicato nella colonna 1 del rigo LM34, meno le perdite pregresse relative ai redditi considerati facenti parte dell’importo indicato nella colonna 1 del rigo LM37, indicati nel Quadro LM, sezione II.

Gestione separata

Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata la base imponibile sulla quale calcolare la contribuzione dovuta è rappresentata dalla totalità dei redditi prodotti quale reddito di lavoro autonomo dichiarato ai fini Irpef, compreso quello prodotto in forma associata e/o quello prodotto in regime forfettario per gli esercenti attività di impresa arti o professioni di cui all’articolo 1, commi 54-89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, o nel regime previsto dall’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98. Per i giudici onorari di pace e i vice procuratori onorari obbligati alla Gestione separata il reddito prodotto è quello previsto dall’articolo 53, comma 2, lettera f-bis), del D.P.R. n. 917/1986 (lettera aggiunta dall'articolo 26, comma 1, lettera b), del D.Lgs 13 luglio 2017, n. 116). Pertanto il contributo dovuto deve essere calcolato sui redditi prodotti e denunciati nei quadri seguenti: 

  • Quadro RE (reddito di lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni): rigo RE 23 (reddito delle attività professionali e artistiche) o RE 25 se presenti perdite al rigo 24;
  • Quadro RL (altri redditi), sez. III (altri redditi di lavoro autonomo): rigo RL 26, colonna 2 (se nella colonna 1 è indicato il codice 2);
  • Quadro RH (reddito di partecipazione in società di persone ed assimilate): rigo RH15 o RH17; in alternativa, rigo RH18, colonna 1, se la società semplice genera reddito da lavoro autonomo;
  • Quadro LM:
    - sezione I (reddito dei soggetti che aderiscono al regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità - art. 27, commi 1 e 2, D.L. 98/2011”): flag nella casella “Autonomo”; rigo LM6 (reddito lordo o perdite) meno LM9 (perdite pregresse);
    - sezione II (reddito dei contribuenti che fruiscono del regime forfettario – art. 1, commi 54-89, legge n. 190/2014): flag nella casella “Autonomo”; rigo LM34 (reddito lordo) indicato nella colonna 2 (Gestione separata autonomi – art. 2 co. 26 l. 335/95) meno l’importo indicato nel rigo LM37 (perdite pregresse) indicato nella colonna 2.

La somma algebrica dei redditi evidenziati nei sopra descritti quadri deve essere riportata nel rigo RR5, colonna 1, contraddistinta dal codice 1. Il documento Inps illustra poi alcune situazioni in cui il professionista percepisce altri redditi soggetti alla stessa Cassa o ad altre Casse previdenziali obbligatorie.

Termini e modalità di versamento

L'Inps ricorda, inoltre, che il pagamento della contribuzione, fermo restando i quattro appuntamenti annui per la quota dovuta sul minimale, sulla quota di reddito eccedente il minimale per gli iscritti alle gestioni speciali artigiani e commercianti e per i redditi prodotti dai liberi professionisti iscritti alla Gestione separata, deve essere versata alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi e quindi per il corrente anno entro il 2 luglio 2018 o il 20 agosto 2018 (per i versamenti a saldo per anno di imposta 2017 e primo acconto per l’anno 2018) ed entro il 30 novembre 2018 (secondo acconto 2018).

I contribuenti che decidono di versare la contribuzione dovuta nel periodo tra il 2 luglio e il 20 agosto 2018 (saldo 2017 e primo acconto 2018) devono sempre applicare sulle somme la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo, onde evitare la richiesta di sanzioni per ritardato versamento. I versamenti possono anche formare oggetto di rateizzazione (sempre solo per i contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale imponibile): la prima rata deve essere corrisposta entro il giorno di scadenza del saldo e/o dell’acconto differito; le altre rate alle scadenze indicate nel modello “Redditi PF 2018”. In ogni caso il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre 2018. 

L'Inps informa, infine, che la contribuzione può anche essere compensata tramite il modello F24 con somme versate in misura eccedente rispetto al dovuto. La compensazione potrà avere ad oggetto solo con somme versate in eccesso riferite alla contribuzione richiesta con l’emissione dei modelli di pagamento avvenuta nel 2017 (potranno essere compensate, quindi, le somme a credito riferite agli anni di imposta 2016 e 2017). Le somme a credito riferite ad anni d’imposta precedenti rispetto al 2016 non devono essere esposte in dichiarazione, ma dovranno essere oggetto di domanda di rimborso oppure di compensazione contributiva (istanza di autoconguaglio).

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Documenti: Circolare Inps 82/2018

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