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Commercialisti, Pensione contributiva più generosa

L'Assemblea dei Delegati ha approvato la distribuzione di un extra rendimento sui montanti contributivi di 121 milioni di euro per gli iscritti non pensionati.

Calcolo contributivo più generoso per i giovani dottori commercialisti.  L'assemblea dei delegati della Cassa di categoria (Cnpadc) ha dato questa settimana, infatti, il via libera alla redistribuzione di una quota parte del fondo extra-rendimento, per un valore globale di 121 milioni di euro, per l'incremento dei montanti degli iscritti non pensionati, «al fine di render sempre più adeguate le future prestazioni». Tra le misure approvate l'allungamento di due anni, da tre a cinque, il periodo durante il quale i neo iscritti under 35 possono scegliere di non versare il minimo contributivo (il cui importo per il 2019 è di 2.655 euro a cui si aggiunge un integrativo minimo di 776 euro) ma solo il 12% di quanto effettivamente guadagnato. 

I vertici della Cassa, inoltre, hanno varato un'iniziativa dedicata alle neo-mamme, per le quali viene introdotto un contributo complementare «ad hoc», confezionato su misura per chi non può vedersi riconosciuta l'indennità di maternità, perché figura negli elenchi di altri Enti di previdenza, provvedimento, ha commentato il presidente Walter Anedda, che va nella direzione di aiutare la conciliazione tra lavoro e famiglia, considerata la «forte femminilizzazione» della platea. Se fino ad oggi la commercialista-mamma che otteneva un'indennità da un altro ente, anche se di pochi euro, perdeva il diritto ad ottenere l’indennità erogata dalla Cassa Dottori la modifica deliberata consentirà in questi casi alla Cassa di erogare un contributo complementare così da portare l’indennità di maternità della commercialista iscritta anche ad un altro ente allo stesso livello di quella delle colleghe. Semaforo verde, poi, alla chance di regolarizzare la propria posizione, in caso di inadempienze, pagando a rate le somme dovute.

Calcolo contributivo più generoso

Viene inoltre prevista una redistribuzione dell'extra-rendimento di 121 milioni di euro con un'attenzione particolare agli iscritti post 2004, anno in cui la Cassa ha deliberato di passare da un calcolo dell'assegno retributivo – più generoso ma non sostenibile nel lungo periodo - al calcolo contributivo. Una decisione importante, sottolinea il presidente dell'Ungdcec Daniele Virgillito che, nel ricordare che questo fondo era stato utilizzato l’ultima volta nel 2015, con un tasso di capitalizzazione aggiuntivo dei montanti contributivi per quell’anno del 2,81% a tutti agli iscritti non pensionati , evidenzia come «con l'assemblea di oggi si è provveduto all’attribuzione di un 4% a tutti gli iscritti post 2004, interamente contributivi, ridotto di uno 0,25% per ogni anno di iscrizione precedente e con un minimo garantito del 0,50% a tutti gli iscritti. In tal modo si è concretizzata l’equità intergenerazionale, andando a premiare le coorti maggiormente colpite dal cambio di metodo di calcolo delle pensioni, che nel 2004 è passato dal generoso reddituale al ben più modesto contributivo». Le modifiche regolamentari per entrare in vigore, dovranno, come di consueto, incassare ora il «placet» dei ministeri vigilanti.

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