Pensioni, Ecco gli autonomi che potranno accedere al cd. anno bianco

Valerio Damiani Mercoledì, 12 Maggio 2021
Alle battute finali il provvedimento ministeriale che destinerà un miliardo e mezzo per gli autonomi iscritti all'Inps ed un miliardo ai professionisti iscritti alle casse private.
Domande entro il 31 luglio 2021 per l'esonero contributivo dei lavoratori autonomi iscritti all'Inps, mentre per i professionisti ordinistici la data è fissata per il 31 ottobre. È quanto prevede la bozza di decreto del Ministero del lavoro nel dettare le istruzioni attuative dell'esonero contributivo per le partite IVA (il cd. anno bianco). Il provvedimento dovrà esser siglato da quello dell'Economia per poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Anno bianco

La misura contenuta nella legge di bilancio per il 2021 (legge n. 178/2021) prevede l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali (ad esclusione dei premi dovuti all’INAIL) dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS (es. commercianti, artigiani, professionisti iscritti alla gestione separata dell'Inps) e dai professionisti iscritti alle altre forme previdenziali obbligatorie, gestite da persone giuridiche di diritto privato, di cui al D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509, e al D.Lgs. 10 febbraio 1996, n. 103 nel limite massimo di 3.000 euro in scadenza entro il 31 dicembre dell'anno in corso.

Destinatari

L'esonero riguarderà i soggetti che hanno percepito nell’anno d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000,00 euro e hanno subito un calo di fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 rispetto all’anno 2019 non inferiore al 33 per cento.  I soggetti che hanno avviato l'attività nel 2020 non dovranno rispettare i requisiti e, quindi, rientreranno comunque nell'agevolazione. Tra i beneficiari ci sono anche  medici, infermieri e altri professionisti ed operatori sanitari assunti per l’emergenza Covid 19 già in pensione a cui siano stati conferiti incarichi di lavoro autonomo. A questi ultimi, l'esonero verrà concesso solo per il periodo di tale lavoro.

Inoltre, ai fini del riconoscimento dell'agevolazione, il professionista non dovrà, nel periodo di esonero, essere titolare di un contratto di lavoro subordinato a esclusione del contratto di lavoro intermittente e neanche di pensione diretta, diversa dall'assegno ordinario di invalidità.

La dote

Le risorse finanziarie complessivamente a disposizione sono pari a 2,5 miliardi di euro suddivise a seconda della platea dei beneficiari; 1,5 miliardi per i professionisti iscritti all'Inps (gestione separata, Ago e professionisti ex lege 3/2018 che hanno svolto lavoro autonomo occasionale); la quota residua (1 miliardo) ai professionisti iscritti agli enti di previdenza privati. L'importo del beneficio è pari all'importo complessivo della contribuzione (anche se l'iscritto versa in eccedenza all'eventuale minimale) entro un tetto massimo di 3.000 euro. Si tratta, pertanto, di un esonero parziale considerato che anche chi paga sul minimale versa un contributo generalmente superiore. Per i professionisti iscritti alle Casse l'agevolazione non copre i contributi integrativi. Non ci sono effettivi negativi sulle pensioni in quanto la misura non incide sull'aliquota di computo.

In caso di superamento di spesa l'Inps provvederà a ridurre l'agevolazione in misura proporzionale alla platea dei beneficiari, che provvederanno a integrare il versamento secondo le indicazioni dell'Istituto. Le casse, invece, dovranno effettuare un monitoraggio delle domande presentate per quantificare l'ammontare complessivo delle agevolazioni; successivamente, verrà emanato un decreto che definirà criteri e le modalità alle quali gli enti dovranno attenersi per riconoscere l'agevolazione «in misura proporzionale alla platea di beneficiari che ne hanno diritto.

 

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