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Quota 100 e Reddito, Ecco il testo del decreto approvato dal Senato

La Commissione Lavoro di Montecitorio inizierà questa settimana l'esame del DL 4/2019 nel testo trasmesso dal Senato. Il testo ufficiale del provvedimento dopo le modifiche approvate da Palazzo Madama.

Il decreto sulla quota 100 e reddito di cittadinanza arriva alla Camera. La Commissione Lavoro di Montecitorio inizierà questa settimana l'esame della legge di conversione del DL 4/2019 dopo le modifiche approvate dal Senato. I tempi sono serrati, bbiettivo consegnare il testo all'Aula in tempo utile per consentirne l'approvazione entro il 18 Marzo 2019 e quindi trasmettere nuovamente il testo al Senato per il terzo via libera.

Il testo uscito dal Senato conferma che lo Stato non vedrà le singole spese effettuate grazie al reddito di cittadinanza. L’obbligo di accettare un’offerta di lavoro scatterà solo se il salario sarà di almeno 858 euro al mese. Diventa inoltre sempre più difficile per gli extracomunitari ottenere il sussidio con la previsione di nuove certificazioni patrimoniali, reddituali e familiari rilasciate dal Paese d’origine e validate dai consolati italiani. Previsti nuovi paletti anti-furbetti per separazioni e divorzi post 1° settembre 2018 (è richiesto un verbale della polizia municipale) e sanzioni rafforzate per i datori di lavoro che impieghino a nero fruitori del RdC.

Capitolo Pensioni

Per quanto riguarda il capitolo previdenziale il passaggio al Senato ha visto l'introduzione di un emendamento che sospende l'erogazione della pensione ai condannati per reati di associazione mafiosa e terrorismo nonché per ogni altro delitto per il quale sia stata irrogata, in via definitiva, una pena non inferiore ai due anni di reclusione, che si siano volontariamente sottratti all'esecuzione della pena. Ha ricevuto il via libera anche l'innalzamento della cifra massima del prestito del TFS/TFR a cui possono aspirare i dipendenti pubblici: l'originario importo di 30mila euro sale a 45 mila euro. E si precisa che hanno diritto all'anticipo anche i dipendenti cessati dal servizio prima del 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del DL 4/2019.

Ok anche all'incremento da 60 a 120 (cioè in dieci anni) le rate mensili per il pagamento della cd. pace contributiva con l'indicazione degli oneri per la misura: 8 milioni di euro per il 2019, 16,1 milioni per il 2020, 24,4 milioni per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023, somme ricavate, si legge, «mediante riduzione del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica» (legge 307/2004).

Per sopperire, poi, all'andata in quiescenza dei lavoratori del comparto pubblico che decideranno di usufruire della quota 100 (le domande, ha reso noto l'Inps, hanno superato oramai le 60 mila unità), il Governo ha inserito alcuni emendamenti per consentire il ricambio negli organici: per quel che concerne l'ambito scolastico, ad esempio, un emendamento leghista al provvedimento ha previsto, per «garantire lo svolgimento dell'attività didattica», di far sì che nel primo dei concorsi disciplinati da decreto legislativo 59 del 2017, che verrà bandito successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto 4/2019, le graduatorie di merito vengano predisposte «attribuendo ai titoli posseduti un punteggio fino al 40% di quello complessivo», sottolineando che tra i titoli valutabili debba esser «particolarmente valorizzato il servizio svolto presso le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, al quale è attribuito un punteggio fino al 50% del punteggio attribuibile ai titoli».

Ha ricevuto il via libera anche un emendamento che stabilisce il pensionamento di vecchiaia a 60 anni con l'applicazione delle finestre di  decorrenza di cui al comma 5, lettera b), dell'articolo 1, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, al personale Enav che perde il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiunti limiti di età.

Ammortizzatori sociali

Il decreto imbarca anche alcune misure sugli ammortizzatori sociali: la cassa integrazione straordinaria per crisi e riorganizzazione aziendale viene prorogata di un anno, sino al 2020; viene concessa poi la possibilità di erogare acconti Cigs per sei mensilità in favore di aziende con oltre 500 addetti con gravi ricadute occupazionali concentrate nelle aree di crisi complessa, conseguenti alle difficoltà di implementazione delle azioni di riorganizzazione e di accesso alle fonti di finanziamento.

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Documenti: Il testo della legge di conversione del DL 4/2019 approvata dal Senato

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