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Riforma Pensioni, Ecco quanto costerà lasciare in anticipo con l'APE

La rata per l'Ape volontaria potrà variare tra il 2% e il 5,5% per ogni anno di anticipo a seconda della percentuale dell'assegno chiesta.

Lasciare in anticipo attraverso l'APe volontario costerà tra il 2% e il 5,5% per ogni anno di anticipo a seconda della percentuale dell'assegno chiesta. Lo indicano le tabelle della presentazione degli interventi sulla previdenza in legge di bilancio pubblicate dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini.

Se si chiederà l'85% della pensione netta maturata al momento dell'uscita con l'Ape volontaria la rata media sulla pensione al momento del pensionamento sarà in media del 4,7% per ogni anno di anticipo. Nelle tavole si ipotizza un tasso annuo nominale (TAN) pari al 2,5% più un premio assicurativo pari al 29% del capitale, costi che saranno compensati però da una detrazione fiscale del 50%. La decurtazione sarà più elevata nei primi anni di accesso al pensionamento (5,4%) per scendere nel tempo (grazie all'effetto della rivalutazione dell'assegno pensionistico) sino al 4,1% alla scadenza del 20° anno di restituzione. 

Il documento elaborato da Nannicini porta ad esempio il caso ipotetico di Marco con una pensione lorda di 1.000 euro e quello di Martina con un assegno lordo di 1.615 euro. Nel primo caso la pensione netta sarebbe 865 euro e chiedendo un anticipo dell'85% l'''assegno'' che si riceverebbe mensilmente sarebbe di 736 euro per 3 anni e quando scatterà la pensione vera e propria prenderà 725 euro con un ''costo'' per vent'anni del 4,6% per ogni anno d'anticipo. Nel secondo caso invece Martina, a fronte di una pensione certificata di 1.286 euro e un anticipo richiesto dell'85% a 1.093 euro, prenderebbe dopo tre anni 1.078 euro con un ''costo'' del 4,7% per anno d'anticipo.  

Al lavoratore sarà lasciato un ampio margine di scelta circa l'entità dell'anticipo da richiedere: potrà oscillare tra il 95% dell'importo della pensione netta ma anche un importo minore (es. il 50% della pensione netta) magari integrando l'anticipo con la RITA o con l'APE agevolato. Durante l'anticipo volontario il lavoratore potrà continuare a lavorare o a percepire i normali trattamenti contro la disoccupazione involontaria.

Da segnalare, come anticipato da pensionioggi.it nei giorni scorsi, che i lavoratori che avranno diritto all'APE agevolato la possibilità di finanziare l'eccedenza rispetto ai 1.500 euro lordi, il valore massimo del sussidio che sarà garantito dallo Stato. Ad esempio un lavoratore con un assegno lordo di 1.800 euro potrà ottenere 1.500 euro lordi e farsi finanziare, con l'APe volontario, la somma eccedente (300 euro) incorrendo in oneri di restituzione molto contenuti (nel documento si produce l'esempio di un costo pari allo 0,3% annuo sulla pensione). L'azienda inoltre potrà finanziare l'anticipo azzerando completamente il costo dell'anticipo chiesto dal lavoratore versando la contribuzione correlata agli ultimi stipendi percepiti dal lavoratore prima di lasciare il servizio per tutto il periodo di percezione dell'APE volontario. In questo modo la restituzione del prestito sarà pressochè azzerata dato che la pensione partirà da un importo più elevato di quella calcolata al momento dell'accesso allo strumento.

Da segnalare anche la possibilità per il lavoratore di estinguere anticipatamente il debito senza spese o spese aggiuntive anche prima del 20° anno. Nel documento sono riportate in linea generale anche le altre novità in arrivo sulle pensioni.  

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Documenti: Le Tabelle sull'APe Volontario pubblicate dal Sottosegretario Nannicini

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