Ecco chi può accedere all'Ape volontario [Guida]
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L'Ape volontario interessa i lavoratori con almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi iscritti presso forme di previdenza pubblica di natura obbligatoria. 


APE Volontario

Il dizionario di PensioniOggi.it

L'Ape volontario, tecnicamente denominato anticipo finanziario a garanzia pensionistica, è uno strumento introdotto con la legge di bilancio per il 2017 (art. 1, co. 164 e ss. della legge 232/2016) che consente di ricevere un assegno mensile, alternativo o complementare allo stipendio, prima della pensione facendo ricorso al sistema bancario ed assicurativo. La misura pur dovendo sulla carta partire lo scorso 1° maggio 2017 ha subito diversi ritardi: il DPCM 150/2017, attuativo dello strumento, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo il 17 Ottobre 2017 ed all'appello mancano ulteriori tasselli come le convenzioni con il settore bancario ed assicurativo. La novità è stata regolata dall'Inps solo nel 2018 con la Circolare numero 28 del 13 Febbraio 2018. 

La novità interessa tutti i lavoratori iscritti presso l'assicurazione generale obbligatoria, le forme ad essa sostitutive od esclusive (dunque sia i lavoratori dipendenti del settore privato, sia gli autonomi, gli iscritti alla gestione separata nonchè i lavoratori del pubblico impiego) in possesso di 63 anni di età, 20 anni di contributi e a non più di 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio. Per l'accesso alla misura la pensione al momento della richiesta dovrà risultare non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo inps (cioè circa 710 euro al mese) al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta; inoltre l'interessato non deve essere titolare di una pensione diretta o dell'assegno ordinario di invalidità. La misura ha carattere sperimentale: durerà sino al 31 dicembre 2019 (per effetto della proroga di un anno contenuta nella legge di bilancio per il 2018) e poi potrà essere rinnovato sulla base dei risultati della sperimentazione.

L’elemento distintivo fondamentale rispetto alle tradizionali proposte elaborate tempo fa in Parlamento e dall'Inps consiste nel fatto che l'operazione consiste in un prestito bancario, garantito da un'assicurazione privata contro il rischio premorienza che, una volta raggiunti i requisiti per la normale uscita di vecchiaia, il lavoratore - pensionato comincerà mese per mese a ripagare tramite trattenute alla fonte sulla sua pensione operate direttamente dall’INPS. Per i successivi venti anni. Dunque a differenza della versione sociale che è a carico dello Stato e riservata alle persone in difficoltà, quella volontaria comporta un costo per chi ne usufruisce. In caso di morte prematura i superstiti però non subiranno alcuna penalità sulla pensione indiretta dato che sarà l'assicurazione a pagare l'intermediario delle somme residue del prestito contratto. 

La durata del prestito

L'ape volontario potrà durare da un minimo di sei ad un massimo di 43 mesi (è prevista però la possibilità di allungare la durata del prestito ove l'età per il pensionamento di vecchiaia slitti in funzione dei prossimi adeguamenti alla speranza di vita) ed il lavoratore potrà richiedere una cifra da un minimo di 150 euro al mese ad un massimo che oscilla fra il 75 e il 90% della pensione netta maturata al momento della richiesta (come certificata dall'Inps) in base alla durata dell’anticipo. L'entità del prestito può essere definita a piacimento a seconda delle proprie aspettative potendo l'APE essere cumulato con redditi da lavoro o con la RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata.

Il prestito sarà erogato ogni mese per 12 mesi l'anno e tali somme non costituiranno reddito ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Una volta raggiunta l'età per la pensione di vecchiaia il lavoratore sarà traghettato automaticamente in pensione e l'INPS tratterrà a partire dal primo rateo l'importo della rata per il rimborso del finanziamento e lo riverserà al finanziatore, cioè alla banca. Il prestito sarà restituito in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta che viene effettuata dall’INPS all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico. Resta salva la facoltà per il lavoratore di estinguere anticipatamente il prestito. 

La trattenuta

Gli oneri di restituzione dipendono sia dalle scelte personali che da fattori di mercato sia dalle condizioni applicate dall'intermediario finanziario. In linea generale il costo dell'anticipo sarà tanto più elevato quanto maggiore è l'entità temporale dell'anticipo richiesto e l'entità della somma richiesta dal lavoratore. Complessivamente le condizioni economiche contenute negli accordi quadro stipulati  con banche ed assicurazioni mostrano che la riscossione dell'importo massimo porta ad una decurtazione ventennale tra il 15 ed il 20% della pensione netta (la forbice dipende dall'effetto rivalutazione del trattamento pensionistico nel corso tempo che, man mano, farà diminuire in termini percentuali l'incidenza della rata di restituzione del prestito). Questi valori scontano anche l'attribuzione di un credito di imposta annuo nella misura massima del 50 per cento dell’importo pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi complessivamente pattuiti nei relativi contratti. 

Qui è possibile simulare con un buon grado di approssimazione il costo dell'anticipo a seconda dell'entità della rata e dei mesi di anticipo richiesti. 

Il ruolo delle imprese

Da segnalare che i datori di lavoro del settore privato del richiedente (sono escluse le amministrazioni pubbliche), gli enti bilaterali o i fondi di solidarietà settoriali potranno, con il consenso del richiedente, incrementare il montante contributivo individuale maturato da quest’ultimo, versando all’INPS in unica soluzione al momento della richiesta dell’APE un contributo non inferiore, per ciascun anno o sua frazione di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, all’importo della retribuzione percepita dal lavoratore prima del pensionamento. In questo modo, incrementando il valore della pensione, il lavoratore compenserà parte della riduzione dell'assegno dovuta agli oneri di restituzione del prestito finanziario. L'APE volontaria potrà essere abbinata anche ad una RITA per chi ha aderito a forme di previdenza integrativa e decide di riscuotere in modo agevolato l'intero o parte del capitale accumulato nel fondo integrativo oppure all'APE Agevolato.

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Documenti: Il testo del DPCM 150/2017 sull'APe volontario; La slide di Palazzo Chigi del Settembre 2017; Le Slide di Palazzo Chigi del 6 Novembre 2016; Circolare Inps 28/2018; Le Slide di Palazzo Chigi del 13 Febbraio 2018; La Slide di Palazzo chigi del 13 Febbraio 2018 (esempi); Messaggio inps 1604/2018

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