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Nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap, in possesso di verbali in cui sia prevista la rivedibilità conserveranno i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni ed agevolazioni di qualsiasi natura.
I due ex coniugi separati/divorziati, se mantengono la residenza, possono richiedere al comune la scissione del nucleo d'origine in due distinti nuclei.
Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti: pronti a concedere maggiore flessibilità in uscita a partire dalla prossima legge di stabilità. Sono le aziende che, in primis, ci chiedono la staffetta generazionale.

“Oggi avremo in audizione alla Commissione Lavoro della Camera il ministro Poletti. Sara’ l’occasione per esaminare le proposte di legge sulle pensioni”. Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera. Kamsin “Il nostro obiettivo – continua Damiano – e’ quello di correggere la riforma Monti-Fornero, introducendo un criterio di flessibilita’ nel sistema. Su questo obiettivo si sono dichiarati d’accordo Renzi, Poletti e Padoan: il problema e’ di capire come si raggiunge. La nostra proposta – spiega – e’ di prevedere la possibilita’ di andare in pensione a partire dai 62 anni, purche’ si abbiano almeno 35 anni di contributi, e pagando una penalità massima dell’8% (si veda pensionamenti flessibili, ndr). Anticipare la pensione con un ricalcolo tutto contributivo dell’assegno – aggiunge Damiano – equivarrebbe invece ad un taglio del 20-30%: questo non reggerebbe. Cosi’ come non sarebbe accettabile che, per finanziare le nuove riforme, si mettessero nuovamente le mani sulle pensioni in essere in quanto liquidate con il sistema retributivo: un loro ricalcolo contributivo sarebbe una rapina e un nuovo attacco ai diritti acquisiti”.

“Invitiamo il Governo alla prudenza e soprattutto a distinguere tra pensioni d’oro, privilegi e pensioni normali. Sul tema della flessibilita’ in Commissione Lavoro abbiamo registrato un’ampia convergenza tra partiti di Governo e di opposizione”, conclude Damiano

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Introdotta una stretta sul falso in bilancio, con pene fino a 8 anni per le società quotate e fino a 5 anni per le non quotate. Aumentano le pene per i reati di corruzione, peculato, induzione indebita e associazione mafiosa.

Kamsin Entrerà in vigore il prossimo 14 Giugno la legge di Riforma del falso in bilancio. Il provvedimento approvato il 21 maggio dalla Camera dei Deputati in via definitiva prevede, oltre ad una serie di misure sui reati contro la pubblica amministrazione e quelli di associazione mafiosa. La novità principale prevista dal provvedimento è che il falso in bilancio torna ad essere un delitto per tutte le imprese, non solo per quelle quotate in borsa. La reclusione, per le società quotate, nello specifico andrà da 3 a 8 anni (oggi è fra i 6 mesi e i 3 anni), mentre per le aziende non quotate va da 1 a 5 anni (oggi la pena è l'arresto fino a 2 anni, ma ci sono una serie di casi di esclusione della punibilita che sono stati cancellati). Il testo prevede anche un inasprimento delle sanzioni amministrative a carico delle società.

Nel provvedimento c'è anche un l'aumento delle pene previste dal codice penale per una serie di reati del pubblico ufficiale contro la pubblica amministrazione. In particolare: la pena massima per il peculato la reclusione passa a 10 anni e 6 mesi dagli attuali 10 anni; la pena massima per la corruzione per l'esercizio della funzione passa a 6 anni dagli attuali 5 anni; la pena per il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio sarà punita con la reclusione da 6 a 10 anni (oggi da 4 a 8 anni). Streatta anche sul reato di corruzione in atti giudiziari che verrà punito con la reclusione da 6 a 12 anni (oggi da 4 a 10 anni e per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità che sarà punito con la reclusione da 6 a 10 anni e 6 mesi (oggi da 3 a 8 anni). Il provvedimento, infine, dispone un aumento generalizzato delle pene per il reato di associazione mafiosa.

Documenti: Il testo della legge 69/2015 sul Falso in Bilancio

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