Assunzioni in Rosa, Ecco i settori che beneficiano degli sgravi contributivi nel 2023

Mercoledì, 16 Novembre 2022
Individuati settori e professioni in cui c'è forte disparità tra uomini e donne che beneficeranno il prossimo anno dello sgravio dei contributi a carico del datore di lavoro sulle assunzioni.

Aggiornati dal Ministero del Lavoro i settori e le professioni caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% il valore medio annuo, per l'applicazione degli incentivi all'assunzione previsti dall'art. 4, commi 8-11, della Legge 92/2012 per il 2023. Li specifica il Decreto del Ministero del Lavoro numero 327 del 16 dicembre 2022 pubblicato sul sito Internet del ministero del lavoro, quali settori e professioni con forte disparità occupazionale tra uomo e donna in relazione alla media annua del 2021.

La questione

Come noto l'articolo 4 co. 11 della legge 92/2012 (riforma Fornero) ha introdotto uno sgravio contributivo sia per le assunzioni a tempo indeterminato che a termine o nel caso di trasformazione a tempo indeterminato di precedenti rapporti agevolati (c.d. stabilizzazione). L'incentivo si rivolge ai datori di lavoro, sia imprese e sia professionisti, incluse le cooperative di lavoro. Spetta, inoltre, anche in caso di rapporti instaurati a part-time e per l'assunzione a scopo di somministrazione di lavoro, mentre non spetta per i rapporti di lavoro ripartito, domestico (colf, badanti), intermittente (a chiamata). 

Lo sgravio contributivo spetta esclusivamente sulle assunzioni riguardanti i seguenti soggetti: a) uomini o donne con almeno 50 anni di età e disoccupati da oltre 12 mesi; b) donne di ogni età, residenti in aree svantaggiate e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; c) donne di ogni età, a prescindere dalla residenza delle lavoratrici, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. Per effetto del regolamento della Commissione Europea 800/2008 del 6 agosto 2008 possono godere del predetto incentivo all'occupazione anche le donne di ogni età con professione o di un settore economico caratterizzati da accentuata disparità occupazionale e di genere e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. 

Il decreto appena pubblicato rende operativa tale ultima ipotesi di sgravio, per la quale ogni anno occorre individuare settori e professioni caratterizzati da accentuata disparità occupazionale e di genere (uomo/donna), cioè superiore del 25% alla disparità media uomo-donna sull'anno 2021. Ebbene nel 2023 i settori di attività economica ATECO in cui persiste la differenza del tasso occupazionale restano nove (agricoltura, costruzioni, acqua e gestione dei rifiuti, industria estrattiva, manifatturiera ed energetica, i servizi di trasporto e magazzinaggio, informazione e comunicazione, servizi generali delle PA) mentre le professioni sono in tutto 21, esattamente come nel 2022.

Lo sgravio

Lo sgravio consiste nella riduzione al 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla nuova assunzione e si applica per la durata prestabilita di: a) 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato; b) 12 mesi in caso di assunzione a termine (nella durata sono incluse le eventuali proroghe); c) 18 mesi in tutto, tra il primo e il secondo rapporto di lavoro, nel caso della trasformazione a tempo indeterminato di una precedente assunzione effettuata a termine.

Per le sole assunzioni intercorse tra il 1° gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2022, tuttavia, lo sgravio è stato irrobustito al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro entro il limite massimo di 6.000 euro annui (Cfr: Circolare Inps n. 32/2021)

Documenti: Decreto del Ministero del Lavoro n. 327/2022

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