Buono Nido, Domanda unica

Venerdì, 27 Marzo 2026
La domanda presentata dal genitore produrrà effetti non più su base annuale ma per l’intero ciclo di fruizione del beneficio, cioè sino al mese di agosto del terzo anno di vita del bimbo. I chiarimenti in un documento dell’Inps.

Dal 1° gennaio 2026 stop alla ripresentazione della domanda per la fruizione del cd. buono nido, il contributo economico erogato dall’Inps per la fruizione di asili pubblici o privati graduato a seconda dell’ISEE della famiglia. La domanda, infatti, produrrà effetti per l’intero ciclo di fruizione, cioè sino al mese di agosto del terzo anno di vita del bimbo, a condizione, ovviamente, che permangono i requisiti normativi. Lo rende noto l’Inps nella Circolare n. 29/2026 in cui spiega, tuttavia, che la semplificazione riguarderà le domande presentate a decorrere dal 1° gennaio 2026 i cui termini apriranno a breve.

Il Buono Nido

Si tratta di un contributo economico graduato in funzione dell’ISEE «per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione», per la fruizione degli asili nido pubblici o privati autorizzati o per forme di supporto presso la propria abitazione (per bimbi affetti da patologie croniche). L’entità del contributo dipende, oltre dall’ISEE, anche dalla data di nascita del bimbo. In particolare:

  • bambini nati prima del 1° gennaio 2024:
    • 3.000 euro (10 rate da 272,73 euro e una da 272,70 euro), nell’ipotesi di Isee minorenni fino a 25.000,99 euro
    • 2.500 euro (10 rate da 227,27 euro e una da 227,30 euro) con Isee minorenni da 25.001 a 40.000 euro
    • 1.500 euro (10 rate da 136,37 euro e una da 136,30 euro) nei casi di Isee minorenni non presente, difforme, discordante, non calcolabile o superiore alla soglia di 40.000 euro
  • bambini nati dal 1° gennaio 2024:
    • 3.600 euro (10 rate da 327,27 euro e una da 327,30 euro), nell’ipotesi di Isee minorenni minore o uguale a 40.000 euro
    • 1.500 euro (10 rate da 136,37 euro e una da 136,30 euro) con Isee minorenni non presente, difforme, discordante, non calcolabile o superiore alla soglia di 40.000 euro

Il valore dell’ISEE è neutralizzato dagli importi percepiti a titolo di Assegno Unico.

I requisiti

Il contributo spetta ai cittadini italiani (sono equiparati ai cittadini italiani gli apolidi e i titolari di protezione internazionale) e comunitari o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno Ue di lungo periodo oppure del:

  • permesso di soggiorno per lavoro subordinato;
  • permesso di soggiorno per lavoro stagionale;
  • permesso di soggiorno per assistenza minori;
  • permesso di soggiorno per protezione speciale;
  • permesso di soggiorno per casi speciali;
  • permesso di soggiorno per protezione temporanea rilasciato alle persone provenienti dall’Ucraina in conseguenza degli eventi bellici in corso;
  • permesso di soggiorno per motivi familiari.

Nelle more della definizione del contenzioso legale in corso sono ammessi alla fruizione anche gli extracomunitari titolari del permesso di soggiorno per «attesa di occupazione» salva eventuale ripetizione delle somme riconosciute.

In tutti i casi è richiesta la residenza in Italia.

Ultrattività delle domande

E’ la novità principale. Da quest’anno la domanda per accedere al buono nido presentata dal genitore, se accolta, produce effetti anche per gli anni successivi previa verifica dei requisiti e prenotazione delle mensilità per ciascun anno solare. In altri termini, spiega l’Inps, le domande presentate a decorrere dal 1° gennaio 2026 – sia nella forma del contributo asilo nido che per le forme di supporto presso la propria abitazione - producono effetti per l’anno solare di riferimento e per gli anni successivi fino al mese di agosto dell’anno del compimento dei 3 anni di età del bambino, fermo restando la permanenza degli altri requisiti.

Ciò significa che il 2026, i cui termini saranno aperti nei prossimi giorni dall’Inps, sarà l’ultimo anno per il quale il genitore dovrà ripresentare l’istanza.

Per quelli successivi sarà sufficiente che il genitore acceda al servizio per prenotare le risorse finanziarie relative al nuovo anno. Potrà farlo indicando le mensilità per le quali si chiede il contributo, massimo undici mesi, e allegando la documentazione comprovante il pagamento di almeno una retta relativa a uno dei mesi per i quali si richiede il beneficio. Nel caso dei soli asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, per la prenotazione delle risorse è possibile allegare la documentazione da cui risulti l’iscrizione o l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino.

Se il contributo è richiesto per le forme di supporto presso la propria abitazione occorre indicare l’ulteriore annualità per la quale chiede il contributo e allegare un’attestazione, rilasciata da un pediatra di libera scelta, che dichiari l’impossibilità del bambino a frequentare le strutture educative per la prima infanzia, per l’intero anno solare, in ragione di una grave patologia cronica.

Documenti: Circolare Inps 29/2026

© 2022 Digit Italia Srl - Partita IVA/C.f. 12640411000. Tutti i diritti riservati