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La Legge di bilancio per il 2019 ha incrementato la misura del bonus per la frequenza di asili pubblici o privati in alternativa ai voucher per i servizi di baby-sitting.


Il Buono per la fruizione degli asili nido

Il dizionario di PensioniOggi.it

Come noto il legislatore negli ultimi anni ha introdotto nel nostro ordinamento un ulteriore contributo economico per il sostegno alla genitorialità. L'articolo 1, co. 355 della legge 232/2016 ed il successivo DPCM 17 Febbraio 2017 (GU numero 90 del 18 Aprile 2017) ha previsto nello specifico la corresponsione di un buono di mille euro su base annua, erogato con cadenza mensile per undici mesi, per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati per ciascun bimbo nato o adottato dal 1° gennaio 2016 in poi. Il buono, che può essere percepito per un massimo di un triennio visto che si riferisce alla platea dei bimbi tra gli 0 e 3 anni, viene corrisposto dall'INPS direttamente al genitore richiedente, previa presentazione di idonea documentazione attestante l'iscrizione a strutture pubbliche o private ed il relativo pagamento della retta.

L'articolo 1, co. 488 della legge 145/2018 ha innalzato dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021 il predetto importo a 1.500 euro annui fermo restando le modalità corresponsione del beneficio (undici mesi l'anno). L'importo del buono spettante a decorrere dall'anno 2022 è determinato, nel rispetto del limite di spesa programmato e in misura comunque non inferiore a 1.000 euro su base annua, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 30 settembre 2021 tenuto conto degli esiti del monitoraggio della misura.

Per l'annualità 2017 i genitori hanno potuto presentare istanza all'Inps a partire dal 17 luglio 2017 (sino al 31 dicembre 2017) secondo le modalità stabilite dalla Circolare Inps 88/2017. Nel 2018 le domande potevano essere presentate dal 29 gennaio 2018 sino al 31 dicembre 2018 (Circ. Inps 14/2018). Per l'anno 2019 si attendono le relative istruzioni attuative. 

La fruizione del bonus, al pari di quanto accade con il voucher per i servizi di baby sitting risulta sganciata dall'accertamento dell'Isee o dei redditi Irpef del genitore essendo rivolta alla generalità dei lavoratori. Anche su questa misura, come accade spesso, è previsto un vincolo di bilancio annuo con una specifica attività di monitoraggio affidata all'Inps. Il beneficio è, infatti, riconosciuto nel limite massimo di 144 milioni di euro per l'anno 2017, 250 milioni di euro per l'anno 2018, 300 milioni di euro per l'anno 2019 e 290 milioni di euro annui a decorrere dal 2020 con la possibilità per l'istituto di previdenza di interrompere anticipatamente le domande ove le risorse risultassero insufficienti rispetto al numero di domande avanzate. 

Per i bimbi al di sotto dei tre anni affetti da patologie croniche e che, pertanto, non possono frequentare l'asilo il bonus viene erogato con le medesime modalità ma in misura piena ed in un'unica soluzione pari a mille euro (1.500 euro dal 2019) previa presentazione da parte del genitore di un'attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta, sulla scorta di idonea documentazione, che attesti, per l'intero anno di riferimento, l'impossibilita' del bambino di frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica.

Incompatibilità
Il bonus non può essere fruito contestualmente con l'erogazione del voucher baby-sitting, che tuttavia non è stata prorogata oltre il 31 dicembre 2018 dato che le due misure intendono tutelare, seppur con modalità differente, un medesimo interesse (la cumulabilità era invece ammessa ove il buono nido sia erogato per garantire l'assistenza al domicilio dei bimbi affetti da patologie croniche). Il buono nido non è cumulabile, pertanto, neanche con la detrazione fiscale del 19% sul totale delle spese annue documentate di iscrizione in asili nido sostenute dai genitori fino ad un massimo di 632 euro (con una detrazione massima pari a 120 euro per ciascuna dichiarazione dei redditi nel triennio di usufruibilità del beneficio) come prevista inizialmente dall’art. 1, co. 335 della legge finanziaria 2006, successivamente prorogata con riferimento ai successivi periodi di imposta. La misura risulta, invero, pienamente cumulabile con il bonus bebè pari a 960 euro l'anno per il cui accesso è però previsto, a differenza del buono nido, la verifica dei redditi Isee.

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Documenti: DPCM 17 Febbraio 2017; Circolare Inps 88/2017; Circolare Inps 14/2018

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