Lavoro

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La Cigl annuncia lo sciopero generale per il prossimo 5 Dicembre contro le misure contenute nel Jobs Act e la legge di stabilità. Richiesta anche l'apertura di un tavolo di confronto sulle pensioni.

La Cgil ha proclamato per il 5 dicembre uno sciopero generale di otto ore, con manifestazioni a livello territoriale, contro la legge di Stabilita' e il Jobs Act. Lo ha annunciato il segretario del sindacato, Susanna Camusso, che ha rivolto la proposta anche a Cisl e Uil, nella speranza di garantire una loro partecipazione alla mobilitazione generale.

Kamsin "La proposta parte dalle richieste venute dalle piazze del 25 ottobre e dell'8 novembre e dalla volonta' di salvaguardare tutti i punti delle iniziative unitarie in atto, a partire dalla decisione dello sciopero della scuola e del pubblico impiego", ha dichiarato Camusso. La scelta del 5 dicembre, ha spiegato, risponde all'esigenza di raccogliere la mobilitazione unitaria gia' decisa dai sindacati della scuola e dalla volonta' di proseguire la protesta espressa dai lavoratori pubblici con la manifestazione di sabato a Roma. La convocazione da parte del ministro della funzione pubblica, Marianna Madia, per il 17 novembre, non cambia la situazione dal momento che secondo il leader della Cgil il Governo non ha intenzione di cambiare in modo strutturale la Legge di Stabilita'.

Governo Convoca le Parti Sociali per il 17 Novembre
Ad ogni modo le Organizzazioni sindacali sono state convocate a Palazzo Chigi dal Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione per lunedì 17 novembre, alle ore 19. All’ordine del giorno, gli interventi riguardanti la Pubblica Amministrazione. Sul tavolo ci sarà l'avvio di un confronto sulle questioni aperte dell’occupazione, del fisco, dei contratti, delle pensioni.

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Nello scorso mese di ottobre, il numero di ore di cassa integrazione guadagni complessivamente autorizzate e' stato di 118,2 milioni, con un aumento del 19,3% rispetto allo stesso mese del 2013, quando le ore autorizzate sono state 99,1 milioni.

I dati destagionalizzati evidenziano - rispetto a settembre scorso - una variazione congiunturale pari al +22,4% per il totale degli interventi di cassa integrazione. E' quanto ha comunicato l'Inps. Le ore di cassa integrazione ordinaria (Cigo) autorizzate a ottobre 2014 sono state 20 milioni, contro i 33,7 milioni di ore autorizzate nel mese di ottobre 2013, con una diminuzione tendenziale pari al -40,7%. In particolare, la variazione tendenziale e' stata pari al -45,1% nel settore Industria e al -21% nel settore Edilizia.

Kamsin Le variazioni congiunturali calcolate sui dati destagionalizzati registrano nel mese di ottobre 2014, rispetto al mese precedente, un lieve incremento, pari al +1,2%. Lo comunica l'Inps. Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria (Cigs), il numero di ore autorizzate a ottobre 2014 e' stato di 65,4 milioni, con un incremento pari al +27,1% rispetto a ottobre 2013, quando le ore autorizzate sono state 51,5 milioni. Rispetto a settembre 2014 si registra una variazione congiunturale, calcolata sui dati destagionalizzati, del +22,2%.

Infine, gli interventi in deroga (Cigd) - che risentono dei fermi amministrativi per carenza di stanziamenti - sono stati pari a 32,8 milioni di ore autorizzate a ottobre 2014, con un aumento del +136,4% se raffrontati con ottobre 2013, mese nel quale sono state autorizzate 13,9 milioni di ore. La destagionalizzazione dei dati, in questo caso, mostra una variazione congiunturale pari al +40,1% nel mese di ottobre 2014 rispetto al precedente mese di settembre. Passando all'analisi dei dati relativi alla disoccupazione involontaria, l'Inps ricorda che dal 1° gennaio 2013 sono entrate in vigore le nuove prestazioni ASpI e mini ASpI.

Pertanto, le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria, mentre per quelli avvenuti dopo il 31 dicembre 2012 le domande sono classificate come ASpI e mini ASpI. I dati specifici dicono che per settembre 2014 sono state presentate 131.562 domande di ASpI, 79.637 domande di mini ASpI, 435 domande tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 11.426 domande di mobilita', per un totale di 223.060 domande, il -2,3% rispetto alle 228.273 domande presentate nel mese di settembre 2013. 

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E' partito il corteo dei lavoratori pubblici a Roma per manifestare contro il progetto di riforma del mercato del lavoro e contro le misure previste nel ddl di stabilità che bloccano di un altro anno il rinnovo economico dei contratti nella Pa. A tenere lo striscione di apertura i segretari generali di Cgil e Cisl, Susanna Camusso e Anna Maria Furlan e il segretario generale aggiunto Carmelo Barbagallo. Kamsin Accanto a loro i segretari generali della Funzione Pubblica. "Servizi pubblici perche' servono, perche' di tutti", recita lo striscione bianco e verde. Dietro migliaia di bandiere delle varie categorie presenti al corteo, provenienti da tutta Italia. La manifestazione, che sta sfilando ora a Largo Susanna, e' diretta a piazza del Popolo, per il comizio.

"Spero che questa grande manifestazione basti a sturare le orecchie al governo, che deve ascoltare le richieste dei lavoratori pubblici". Cosi' il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, Quanto alla possibilita' di indire lo sciopero generale del settore prima dell'approvazione della legge di stabilita', Furlan ha risposto: "Vedremo la disponibilita' del governo". Furlan ha richiamato il governo al suo "dovere di fare il contratto per i suoi dipendenti. In sei anni i lavoratori pubblici ci hanno rimesso migliaia di euro, cosa volete che servano gli 80 euro dati dal governo".

I dipendenti pubblici, ha aggiunto, "vogliono essere protagonisti della riforma. Renzi fa la consultazione dei cittadini online ma non si confronta con i lavoratori". Quanto alla legge di stabilita' e alla situazione economica, Furlan ha ribadito che ci sono molte cose da modificare, oltre al rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, in particolare misure per i pensionati e un'impostazione diversa per l'operazione del Tfr. "Renzi deve capire che da solo non ce la puo' fare".

Al corteo e' presente anche il segretario generale aggiunto della Uil, Carmelo Barbagallo. "Abbiamo accettato la sfida di Renzi, che ci dice di fare i sindacalisti. Noi stiamo per fare i sindacalisti e infatti cosa si fa quando il peggiore datore di lavoro non rinnova i contratti? Si sciopera". "Sappiamo che lo sciopero fa male ai lavoratori e al Paese ma se non si rinnova il contratto saremo costretti a farlo". Barbagallo ha spiegato che la Uil ha disertato l'accordo con l'Aran perche' "c'erano dei protocolli che esentavano il diritto di sciopero in alcuni ambienti di lavoro".

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Subito l’accelerazione e l’approvazione del Jobs act da parte della Camera, in cambio di «risorse aggiuntive» nella legge di stabilità per gli ammortizzatori sociali per accogliere quanto richiesto da Damiano. Kamsin Ma, soprattutto, apertura alla minoranza Dem: il governo sarebbe ora disposto a inserire nel Jobs act l’accordo raggiunto a inizio ottobre nella Direzione del Pd: «Nella legge delega», spiegano a palazzo Chigi, «si potrà introdurre una maggiore specificazione delle fattispecie per il reintegro in caso di licenziamenti disciplinari o discriminatori».

La correzione in corsa del Jobs act porterà con sé la necessità di un nuovo passaggio della legge delega in Senato. E visto che Renzi non ha intenzione di spostare la dead line fissata per il 1 gennaio, per forza di cose non viene escluso il ricorso al voto di fiducia. Non contro la minoranza dem, come inizialmente era stato messo in conto. «Ma solo in caso di ostruzionismo dei Cinquestelle. E comunque sul testo approvato dalla Commissione, senza prove di forza».

Ocse: Jobs Act aiuterà l'Italia a crescere
Lo Jobs Act puo' aiutare l'Italia a creare nuova occupazione ma agli annunci devono seguire i fatti, soprattutto in un contesto che vede l'Eurozona scivolare verso il baratro delle deflazione, con una Bce chiamata ad agire in modo piu' deciso, magari con un programma di acquisto di titoli di Stato sul modello della Federal Reserve. E' quanto sottolinea l'Ocse nel suo 'Preliminary Economic Assessment', il documento che anticipa lo 'Economic Outlook' che verra' diffuso a fine mese. "L'Italia e la Francia hanno di recente iniziato un processo di riforma per stimolare la crescita e creare migliori opportunita' occupazionali per i lavoratori con basse qualifiche", sottolinea l'organizzazione di Parigi, "la sfida chiave sara' far seguire agli annunci fatti un'applicazione di successo delle riforme gia' in cantiere".

E sono proprio Italia e Francia, insieme alla Germania, con le loro fiacche performance economiche, a pesare sull'economia dell'Eurozona, che resta "debolissima", con una disoccupazione "ancora in crescita e destinata a restare elevata" e lo spettro della deflazione che si fa sempre piu' concreto. Per scongiurare la prospettiva di una "stagnazione prolungata", sostiene l'Ocse, i governi dell'area devono da una parte varare risolute riforme strutturali, mentre la Bce, dall'altra, deve allentare ulteriormente la propria politica monetaria, lanciando un piano di 'quantitative easing' sulla scia delle banche centrali di Stati Uniti e Giappone. Francoforte, e' l'appello dell'Ocse, "dovrebbe espandere il suo sostegno monetario oltre le misure gia' annunciate" acquistando "obbligazioni garantite da mutui con bassi rating, corporate bond e titoli di Stato".

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L'esame del Jobs Act in sede referente alla Camera riprenderà martedì. Mercoledì scade il termine di presentazione degli emendamenti. Ma il premier Matteo Renzi ha indicato che il rispetto dei tempi è fondamentale, anche per supportare, con regole semplici e chiare, la crescita. Kamsin L'obiettivo dell'esecutivo è di chiudere la partita sulla Delega del Lavoro entro fine in modo che dal primo di gennaio del 2015 le regole sul lavoro possano essere rapidamente mutate.

Per potare a casa questo risultato aumentano, dunque, le probabilità che l'esecutivo faccia ricorso al voto di fiducia. Pesa in particolare la posizione contraria della minoranza Dem che mira ad ottenere una modifica del testo approvato in Senato e dunque un allungamento dei termini di approvazione del provvedimento.

La minoranza Pd chiede di esplicitare nel testo della delega i 4 punti contenuti nell'ordine del giorno approvato nelle scorse settimane dalla direzione nazionale del Partito Democratico. In primo luogo c'è la modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: la minoranza preme per ottenere  che la reintegra venga confermata dei casi più gravi di licenziamenti disciplinari. Poi c'e' la riduzione delle forme contrattuali sulla quale si chiede l'esatta individuazione delle tipologie da sfoltire, come i co.co.pro.

A suscitare il mal di pancia alla minoranza c'è poi l'assenza di adeguate garanzie sulle risorse per finanziare la riforma degli ammortizzatori sociali: "è necessario chiarire che i due miliardi previsti con la legge di stabilità siano aggiuntivi rispetto a quelli previsti per il prossimo anno perché altrimenti la norma non farebbe altro che confermare l'importo dell'anno precedente" ha indicato Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.

Ma la trattativa all'interno del Partito Democratico è ancora in una fase di stallo e non è stata ancora raggiunta un'intesa: "A mio avviso una mediazione va perseguita - ha detto il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano - ma in ogni caso il testo approvato al Senato, così com'è, non può essere la base di un accordo".

Tra i nodi da risolvere c'è poi quello relativo alla cassa integrazione straordinaria su cui dovrà essere chiarito se l'ammortizzatore continuerà ad applicarsi anche alla parte del ramo d'azienda non cessato, che riprende l'attività. La Questione è complessa ha sottolineato il sottosegretario, Teresa Bellanova, ma il governo è pronto ad aprire una riflessione in sede di stesura dei decreti delegati".

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Nuovo stop alle assunzioni nel comparto difesa e sicurezza. E' quanto prevede l'articolo 21, comma 11 del disegno di legge di stabilità approvato a metà ottobre dal Consiglio dei Ministri ed attualmente in discussione alla Camera dei Deputati. Il testo prevede, infatti, che le assunzioni del personale dei Corpi di Polizia e dei Vigili del fuoco da effettuare nel 2015 ai sensi dal decreto-legge n. 112/2008 (art. 66, comma 9-bis), non possono essere effettuate prima del 1° dicembre 2015. Kamsin Sono previste le seguenti eccezioni: allievi agenti di PS del concorso 2014, personale della Polizia penitenziaria da assumere per il 2014 e il 2015, allievi ufficiali, frequentatori di corsi per ufficiali, allievi marescialli e personale dei gruppi sportivi.

Come si ricorderà l’articolo 66, comma 9-bis, del D.L. n. 112/2008 ha stabilito disposizioni speciali per il turn over del comparto sicurezza: per il biennio 2010-2011 i Corpi di polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco possono procedere, secondo specifiche modalità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente a una spesa pari a quella relativa al personale cessato dal servizio nel corso dell’anno precedente e per un numero di unità non superiore a quelle cessate dal servizio nel corso dell’anno precedente. Tale facoltà di assumere è fissata nella misura del 20% per il triennio 2012-2014, del 50% nel 2015 e del 100% a decorrere dal 2016.

In deroga a tali percentuali, l’articolo 1, comma 91, della L. 228/2012 ha stabilito che le assunzioni nel Comparto difesa-sicurezza e nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco possano essere incrementate con specifico decreto, fino al 50% per ciascuno degli anni 2013 e 2014 e fino al 70% per il 2015 (l’ultima deroga, relativa alle assunzioni per il 2013, è stata disposta con il D.P.C.M. 23 settembre 2013).

La legge di stabilità 2014 (L. 147, 2013, art. 1, comma 464) ha introdotto una ulteriore deroga ai limiti suddetti, prevedendo l’effettuazione di assunzioni aggiuntive nel Comparto Sicurezza e del Comparto Vigili del fuoco e soccorso al fine di incrementare l'efficienza dell'impiego delle risorse tenendo conto della specificità e delle peculiari esigenze del Comparto stesso. Tali assunzioni possono essere effettuate a condizione che il turn over complessivo relativo allo stesso anno non sia superiore al 55% (con un incremento quindi pari al 5%), e che il contingente complessivo di assunzioni sia corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 50 milioni di euro per il 2014 e a 120 milioni a decorrere dal 2015, con riserva di assunzione di 1.000 unità per la Polizia di Stato, 1.000 unità per l'Arma dei carabinieri e 600 unità per il Corpo della Guardia di Finanza.

Ma, come accennato, non sono sottoposte al rinvio le assunzione di alcune specifiche quote di personale, che pertanto potranno essere assunte a partire dal 1° gennaio 2015.

Si tratta in particolare delle seguenti categorie:
1) i  vincitori del concorso per allievi agenti della Polizia di Stato indetto nel 2014 la cui assunzione è stata autorizzata dal DL 90/2014, utilizzando in parte le quote residue dei 1.000 posti previsti dalla legge di stabilità 2014 e in parte quelle previste dall'art. 66, co. 9-bis del DL. 112/2008;
2) il  personale del Corpo di polizia penitenziaria, la cui assunzione è stata autorizzata dal medesimo DL 90/2014 per quanto riguarda l’anno 2014 (art. 3, co. 3-quinquies), utilizzando i fondi di cui alla citata legge finanziaria 2014 e per quanto riguarda il 2015 (art. 3, co. 3-sexies) nell’ambito delle autorizzazioni già previste dal citato articolo 66, comma 9-bis, del D.L. n. 112/2008, utilizzando le graduatorie dei concorsi indetti nel 2013 e approvate nel 2014;
3) allievi ufficiali, frequentatori di corsi per ufficiali e allievi marescialli (si tratta di qualifiche presenti nelle forze di polizia ad ordinamento militare: Carabinieri e Guardia di finanza);
4) personale dei gruppi sportivi (di tutte le forze di polizia).

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