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Ape Sociale, Ecco le regole per il pagamento della buonuscita

La buonuscita degli statali che utilizzano l'APE Sociale, l'indennita' che accompagna alla pensione di vecchiaia, sarà pagata non prima del compimento del 68° anno di età.

Il conseguimento dell'Ape sociale non consente di anticipare il pagamento della buonuscita per i dipendenti pubblici. Gli statali che hanno risolto o che risolveranno il rapporto di lavoro per accedere all'APE sociale otterranno, infatti, la liquidazione dell'indennità di fine servizio o del trattamento di fine rapporto secondo le regole individuate dalla legge Fornero come se il rapporto di lavoro non si fosse interrotto. A questa problematica sono esposti in particolare quei lavoratori del settore pubblico che assistono il parente disabile, gli insegnanti dell'infanzia e gli infermieri che prestano attività lavorative su turni inglobati nelle cd. mansioni gravose alle quali è stato riconosciuta la facoltà di anticipare il ritiro dal lavoro tramite l'ape sociale, l'indennita' che accompagna il lavoratore alla normale pensione di vecchiaia dallo scorso anno.  

In queste situazioni la legge prevede che i termini di pagamento della buonuscita inizino a decorrere a partire dal compimento dell'età anagrafica per il pensionamento di vecchiaia. I lavoratori in questione, dunque dovranno attendere 12 mesi + 90 gg, dalla maturazione dei 66 anni e 7 mesi (al netto dei futuri adeguamenti alla speranza di vita) per ricevere la prima tranche della buonuscita. Ad esempio un lavoratore che prende l'ape sociale dai 63 anni dal 1° novembre 2017 e che matura il requisito anagrafico per il pensionamento di vecchiaia nel 2021 (quando sarà necessario avere un minimo di 67 anni) otterrà la liquidazione della buonuscita solo al raggiungimento dei 68 anni ed entro i successivi tre mesi, cioè 12 mesi dopo il raggiungimento dell'età di vecchiaia. Resta ferma, inoltre, l'erogazione rateale dell'indennità (con la seconda rata, per l'importo eccedente i 50mila euro pagata dopo 12 mesi dalla prima e la terza, per l'importo eccedente i 100mila euro pagata dopo altri 12 mesi dalla seconda). 

L'Inps ha indicato, inoltre, che nel caso in cui il lavoratore decada anticipatamente dall'APe sociale (es. per conseguimento di un trattamento pensionistico diretto, per il venir meno della residenza in Italia; o per superamento dei limiti reddituali che consentono la cumulabilità della prestazione con i redditi da lavoro) il termine di pagamento del relativo TFS o TFR inizierà a decorrere dalla data in cui si verifica la decadenza e la prestazione previdenziale sarà pagabile decorsi 24 mesi da tale data ed entro i successivi tre mesi. Nell’ipotesi in cui il destinatario dell’APE sociale deceda prima di compiere l’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia, il termine di pagamento del trattamento di fine servizio o di fine rapporto decorrerà, invece, dalla data del decesso e la prestazione dovrà essere pagata entro 105 giorni dall’evento luttuoso. I lavoratori dovranno dunque fare attenzione a queste regole che appaiono, ancora una volta, penalizzanti per il settore. 

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