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Dal 1° gennaio 2019 15 categorie professionali possono continuare ad accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi di età unitamente ad almeno 30 anni di contribuzione.


Le Agevolazioni per i lavori cd. Gravosi

Il dizionario di PensioniOggi.it

La categoria dei lavori gravosi, come noto, è stata declinata dalla legge 232/2016 (la cd. finanziaria 2017) a seguito del confronto tra governo e parti sindacali del settembre 2016 per dare un ristoro parziale a quei soggetti che svolgono lavori faticosi e pesanti in misura tale, tuttavia, non poter godere dei benefici, ben più robusti, previsti per i lavori usuranti di cui al decreto legislativo numero 67 del 2011. 

Le caratteristiche delle attività gravose

Gli allegati C ed E alla predetta legge 232/2016 come attuati dai DPCM numero 87 e dal DPCM numero 88 del 16 Giugno 2017 hanno incluso all'interno delle suddette attività "gravose" undici categorie professionali di lavoratori dipendenti tra cui: 1) gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; 2) conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; 3) conciatori di pelli e di pellicce; 4) conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; 5) conduttori di mezzi pesanti e camion; 6) personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; 7) addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza; 8) insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; 9) facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; 10) personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; 11) operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

A queste categorie dal 1° gennaio 2018 il legislatore con la legge 205/2017 (legge di bilancio 2018) ha aggiunto ulteriori quattro attività (i cui dettagli sono contenuti nel decreto del ministero del lavoro del 5 febbraio 2018). Si tratta dei: 12) siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nel perimetro dei lavori usuranti; 13) Operai dell'agricoltura, della zootecnia e pesca; 14) Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare dipendenti o soci di cooperative; 15) Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne (l'attestazione dello svolgimento dell'attività gravosa deve essere prodotta dal datore di lavoro attraverso il modulo Ap116).

La Legge di bilancio per il 2018 ha allentato, inoltre, alcuni requisiti che in origine hanno determinato il respingimento di molte istanze. Dal 1° gennaio 2018 è stato infatti stabilito che, per avere diritto ai benefici di cui a breve si dirà, il lavoratore deve aver svolto le predette attività in un periodo di tempo pari almeno a sei anni negli ultimi sette oppure per almeno sette anni negli ultimi dieci anni prima del pensionamento. Dal 1° gennaio 2018, è venuto meno il vincolo di una tariffa inail per la specificità professione svolta non inferiore al 17 per mille. Con riferimento agli operai agricoli si precisa, infine, che l'anno di lavoro intero si considera raggiunto con 156 giornate di lavoro. 

Gli anticipi pensionistici

A seguito del DL 4/2019 anche nel 2019 le categorie di lavoratori sopra indicate hanno facoltà di chiedere l'APe sociale se in possesso di almeno 63 anni e almeno 36 anni di contributi, oppure, se più favorevole, la facoltà di ritirarsi con la pensione anticipata al raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica a condizione, però, di vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. Dal 1° gennaio 2018 il requisito contributivo per l'ape sociale (36 anni) può, inoltre, essere ridotto per le donne di un anno per ogni figlio entro un massimo di due anni. 

L'accesso ai due ordini di benefici resta sempre ancorato ad un vincolo di bilancio annualmente stabilito: nel caso le risorse risultassero insufficienti all'accoglimento di tutte le domande in possesso dei requisiti previsti dalla legge l'Inps comunicherà, in esito ad una procedura di monitoraggio, il posticipo della data di decorrenza del beneficio. 

Lo sconto di cinque mesi sulla pensione

Oltre a questi benefici la legge 205/2017 aveva disposto l'esenzione dall'adeguamento alla speranza di vita previsto dal 1° gennaio 2019 per la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata a condizione di aver aggiunto un minimo di 30 anni di contribuzione e di non risultare titolare, al momento del pensionamento, dell'Ape sociale (qui le indicazioni diffuse dall'Inps per fare domanda). Sul punto merita segnalare che parte di questa novità è stata successivamente assorbita dal DL 4/2019 con il quale il legislatore ha generalizzato la sospensione degli adeguamenti alla speranza di vita per la pensione anticipata (anche alle categorie professionali non addette alle mansioni gravose) ed introdotto un meccanismo di differimento nella percezione del primo rateo di pensione (qui ulteriori dettagli).

Per effetto di tali riforme nel 2019 le predette 15 categorie professionali sopra individuate possono, quindi, accedere alla pensione di vecchiaia con: 1) 66 anni e 7 mesi di età (unitamente ad almeno 30 anni di contributi); 2) 42 anni e 10 mesi di contributi a prescindere dall'età anagrafica (41 anni e 10 mesi le donne; 41 anni di contributi i precoci). Nel primo caso la pensione decorre il primo giorno del mese successivo alla maturazione del requisito anagrafico; nel secondo caso - a causa dell'indicato meccanismo di differimento introdotto dal DL 4/2019 - la pensione decorre, di regola, il primo giorno del quarto mese a quello di maturazione del requisito contributivo (es. 42 anni e 10 mesi di contributi raggiunti il 14.5.2019, primo rateo dal 1.9.2019).

La tavola sottostante riepiloga le categorie professionali vigenti cui appartengono i cd. lavoratori addetti alle mansioni gravose.

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Documenti: Circolare Inps 100/2017; Circolare Inps 99/2017; Dm 5 Febbraio 2018

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