Guida ai benefici previdenziali riconosciuti a favore dei cd. lavoratori addetti a mansioni particolarmente difficoltose e rischiose dopo le modifiche contenute nella legge di bilancio per il 2022. 

Le Agevolazioni per i lavori cd. Gravosi

La categoria dei lavori gravosi, come noto, è stata declinata dalla legge 232/2016 (la cd. finanziaria 2017) a seguito del confronto tra governo e parti sindacali per dare un ristoro parziale ai soggetti che hanno svolto nelle propria vita lavorativa lavori particolarmente difficoltosi e rischiosi a partire dal 1° maggio 2017. I benefici si sono via via irrobustiti nel corso degli anni.

I profili professionali

In origine (1° maggio 2017) le attività gravose erano 11 come rappresentate negli allegati C ed E alla legge n. 232/2016 (attuate con il DPCM numero 87 e con il DPCM numero 88 del 16 Giugno 2017). Alle predette attività era riconosciuta la facoltà di conseguire l'ape sociale (dai 63 anni e 36 anni di contributi) e la pensione anticipata con 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica a condizione di vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età.

La legge n. 205/2017 dal 1° gennaio 2018 ha inserito ulteriori 4 professioni (per un totale di 15 attività) riordinando le caratteristiche di tutte le professioni con il Decreto del Ministero del Lavoro del 5 febbraio 2018. La legge n. 205 ha anche introdotto l'esenzione dall'adeguamento alla speranza di vita scattato dal 1° gennaio 2019 per la pensione di vecchiaia a condizione di aver raggiunto un minimo di 30 anni di contribuzione e di non risultare titolare, al momento del pensionamento, dell'Ape sociale.

Dal 1° gennaio 2022 l'allegato n. 3 alla legge n. 234/2021 ha introdotto, infine, ulteriori 23 attività professionali ai soli fini dell'accesso all'ape sociale (misura prorogata dalla stessa legge n. 234 anche nel 2022) per un totale di 38 professioni.

Attualmente, pertanto, i benefici previdenziali risultano differenziati a seconda dei casi: solo le prime quindici godono oltre che dell'ape sociale anche della pensione anticipata per il lavoro precoce e la dispensa dall'adeguamento all'aspettativa di vita.

In ogni caso, tutte, le attività per essere considerate «gravose» devono essere riconducibili a lavoro dipendente e devono risultare svolte per un periodo di tempo pari almeno a sei anni negli ultimi sette oppure per almeno sette anni negli ultimi dieci anni prima del pensionamento. Con riferimento agli operai agricoli l'anno di lavoro intero si considera raggiunto con 156 giornate di lavoro. 

La tabella sottostante illustra le professioni ed i benefici previdenziali riconoscibili.

Ape Social

I lavoratori che si riconoscono in una delle 38 attività sopra individuate nel 2022 possono ottenere l'APE sociale se in possesso di almeno 63 anni e almeno 36 anni di contributi. Dal 1° gennaio 2018 il requisito contributivo per l'ape sociale (36 anni) è ridotto per le donne di un anno per ogni figlio entro un massimo di due anni. Dal 1° gennaio 2022, inoltre, gli operai edili, come indicati nel contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle imprese edili ed affini, i ceramisti (classificazione Istat 6.3.2.1.2) e i conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta (classificazione Istat 7.1.3.3) conseguono la prestazione con 32 anni di contributi (anziché 36).

Pensione Precoci

I lavoratori che si riconoscono in una delle prime 15 professioni sopra individuate hanno la facoltà di fruire della pensione anticipata al raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica a condizione, però, di vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età.

Eta' Pensionabile

I lavoratori che si riconoscono in una delle prime 15 professioni sopra individuate, inoltre, possono accedere alla pensione di vecchiaia dal 1° gennaio 2019 con uno sconto di cinque mesi rispetto all'età ordinaria a condizione di vantare almeno 30 anni di contributi (che non possono formare oggetto di cumulo) e di non essere già titolari dell'ape social al momento del pensionamento (qui le indicazioni diffuse dall'Inps per fare domanda).

In sostanza è possibile accedere alla pensione di vecchiaia tra il 1° gennaio 2019 ed il 31 dicembre 2024 con un'età anagrafica di 66 anni e 7 mesi anziché 67 anni.

Documenti: Circolare Inps 100/2017; Circolare Inps 99/2017; Dm 5 Febbraio 2018; Circolare Inps 126/2018; Messaggio Inps 4804/2018; Messaggio Inps 208/2019

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