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Come scegliere tra Cumulo e Ricongiunzione

Dallo scorso anno i lavoratori con carriere lavorative discontinue hanno la facoltà di cumulare i periodi assicurativi. Ma la ricongiunzione a volte può risultare più vantaggiosa.

Dallo scorso anno è possibile valorizzare i periodi assicurativi temporalmente non coincidenti accreditati in diverse gestioni previdenziali tra cui l'Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, le Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi (commercianti, artigiani e coltivatori diretti), la Gestione Separata, i Fondi sostitutivi (es. fondo volo, ex telefonici, ex elettrici, gestioni dei lavoratori dello spettacolo) ed Esclusivi (es. le gestioni ex Inpdap) ed anche quelli versati presso le Casse Professionali al fine di maturare il diritto alla pensione anticipata (con 42 anni e 10 mesi di contributi o con 41 anni e 10 mesi le donne) oppure la pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi e 20 di contributi). 

La facoltà è gratuita e coesiste con la ricongiunzione dei periodi assicurativi che, almeno di regola, è onerosa. E' quindi importante che l'assicurato con contribuzione mista scelga l'opzione più conveniente dal punto di vista della misura della pensione. Non sempre, infatti, il cumulo seppur gratuito è più vantaggioso rispetto alla ricongiunzione.

Premesso che occorrerà valutare caso per caso è tuttavia utile avere un'idea d'insieme che può guidare il lettore nell'effettuare la scelta. La prima cosa da ricordare è il cumulo non sposta la contribuzione da una cassa all'altra. Pertanto il lavoratore otterrà una pensione unica composta da due o più quote di pensione quante sono gli ordinamenti coinvolti nel cumulo. Ciascun ente liquiderà la propria quota con le regole e le retribuzioni di riferimento di ciascuna cassa. La ricongiunzione, invece, consente di trasferire la retribuzione nella gestione accentrante come se essa fosse stata da sempre acquisita in tale gestione. Quindi le regole di calcolo applicabili saranno quelle proprie della gestione accentrante.

Quando la ricongiunzione è conveniente

In linea generale la ricongiunzione dei contributi è conveniente ove l'assicurato abbia avuto una progressione di carriera negli ultimi anni prima del pensionamento. In tal caso il trasferimento consente al lavoratore di guadagnare una pensione superiore rispetto al cumulo dato che i periodi assicurativi più risalenti nel tempo saranno valorizzati sulla base della retribuzione degli ultimi anni maturata nella cassa accentrante. In questi casi l'assicurato può ottenere il massimo profitto dai primi anni di assicurazione venendo tali annualità computate nella pensione in base alle retribuzioni più succulente riferite agli ultimi anni di carriera. L'operazione, però, se effettuata al momento del pensionamento rischia di risultare costosa per via dell'alto costo della riserva matematica a meno che l'assicurato abbia parecchia contribuzione da portare in detrazione dell'onere. 

Quando il cumulo è conveniente

Di converso quando il lavoratore ha una carriera non brillante con retribuzioni decrescenti negli ultimi anni di lavoro a causa di disoccupazioni, integrazioni salariali o lavori precari il cumulo può risultare più conveniente della ricongiunzione. In tal caso, infatti, l'assicurato può salvaguardare il sistema di calcolo della gestione in cui ha contribuito quando aveva retribuzioni migliori. Evitando così una ricongiunzione che pur probabilmente gratuita risulterebbe peggiorativa dell'importo della pensione. 

Gli altri fattori da tenere a mente

Nella scelta pesa anche un altro fattore: la presenza di contribuzione nella gestione separata dell'Inps. I periodi assicurativi nella gestione dei collaboratori di cui alla legge 335/1995 non possono essere mai valorizzati tramite la ricongiunzione ma solo con il cumulo. Pertanto un lavoratore che stia tentando la strada del pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi le donne) e per farlo abbia bisogno della contribuzione versata nella gestione dei parasubordinati potrà farlo esclusivamente tramite il cumulo. 

Altra variabile da prendere in considerazione è l'erogazione del TFS/TFR per i dipendenti pubblici. Con il cumulo la data di liquidazione del trattamento di previdenza slitterà di molti anni rispetto ai termini già particolarmente penalizzanti per i dipendenti pubblici. In particolare il trattamento sarà liquidato decorsi 12 mesi + 90 giorni dal compimento dei 67 anni. Mentre nessuno slittamento è previsto in caso di ricongiunzione dei periodi assicurativi. Dunque chi effettua il cumulo per la pensione anticipata subirà una penalità occulta. 

Infine la ricongiunzione può essere presa in considerazione ove consenta di ottenere la liquidazione della pensione ad un'età o con requisiti contributivi inferiori rispetto a quelli vigenti nell'ordinamento pubblico. Dato che a seguito della Legge Fornero i requisiti di pensionamento sono ormai identici in tutte le gestioni pubbliche questa possibilità vale ormai esclusivamente per i liberi professionisti assicurati presso le casse ordinistiche. I cui regolamenti fissano talvolta requisiti di pensionamento più favorevoli rispetto a quelli vigenti nell'Inps in virtu' dell'autonomia statutaria riconosciuta dalla legge. In tal caso la ricongiunzione dei periodi assicurativi nella Cassa Professionale ai sensi della legge 45/90 può consentire un anticipo rispetto al cumulo. 

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