Pensioni, Quanto costano i contributi volontari nel 2026

Mercoledì, 11 Marzo 2026
Circolare Inps con i valori 2026. Aumenti dell'1,4% per l’adeguamento all’inflazione registrata lo scorso anno. Spesa minima di 4.200€ per coprire un anno ai fini pensionistici.

Ancora un rialzo per i lavoratori che decidono di pagarsi di tasca propria i contributi per andare in pensione. Nel 2026 occorre una spesa minima di 4.200 euro rispetto ai 4.141 euro dello scorso anno. Lo rende noto l’Inps nella Circolare n. 27/2026 in cui sono contenute le consuete tabelle per la generalità dei lavoratori dipendenti ed autonomi iscritti all’Inps a seguito dell’adeguamento all’inflazione (+1,4%) registrata nel 2025. 

Valori 2026

Le somme da versare differiscono a seconda della decorrenza dell'autorizzazione: prima o dopo il 31 dicembre 1995. L'ammontare del contributo volontario si ottiene, infatti, applicando alla retribuzione di riferimento (quella dell'ultimo anno di lavoro), l'aliquota contributiva vigente che per gli ex dipendenti è pari al 27,87%, se autorizzati sino al 31 dicembre 1995, e al 33%, per le autorizzazioni successive. In entrambi i casi c’è un minimale di reddito settimanale (244,74€ nel 2026) a garanzia che il versamento sia sufficiente a coprire il periodo ai fini pensionistici. Il contributo minimo, pertanto, non può essere inferiore a 80,76€ a settimana che moltiplicato per 52 settimane fa 4.199,74€.

La prima fascia di retribuzione pensionabile, oltre la quale i lavoratori dipendenti devono versare l’aliquota aggiuntiva dell’1%, è pari a 56.224€. Il massimale, valido per i soggetti privi di anzianità assicurativa al 31.12.1995 o optanti al sistema contributivo ai sensi dell’articolo 1, co. 23 della legge n. 335/1995 è di 122.295€.

Artigiani e commercianti

Per le due categorie di lavoratori autonomi le regole della prosecuzione volontaria, nonostante la riforma della materia introdotta dal dlgs n. 184/1997 (uno dei provvedimenti di attuazione della riforma Dini del 1995), fanno ancora riferimento alla legge n. 233/1990. Di conseguenza, agli artigiani e commercianti deve essere tuttora attribuita una delle 8 classi di reddito previste dalla legge richiamata e, in particolare, la classe il cui reddito medio risulti pari o immediatamente inferiore al valore medio mensile dei redditi prodotti dall'interessato negli ultimi 36 mesi (tre anni) di attività. L'aliquota obbligatoria 2026 è confermata in 24% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti e dallo scorso anno è ormai allineata a quella dei collaboratori di età non superiore a 21 anni.

Parasubordinati

Ai fini della determinazione del contributo volontario deve essere presa in considerazione esclusivamente l'aliquota l'Ivs vigente per i soggetti privi di tutela previdenziale (non assicurati e non titolari di pensione) pari, per l'anno 2026 al 33% (25% per i titolari di partita Iva). Poiché il minimale per l'accredito contributivo resta fissato in 18.808 euro, l'importo minimo dovuto dai prosecutori volontari della Gestione Separata non potrà essere inferiore a 4.702,08€ su base annua e 391,84 euro su base mensile per quanto concerne i professionisti, e a 6.206,64 euro su base annua e 517,22€ su base mensile per quanto concerne tutti gli altri iscritti.

Documenti: Circolare Inps 27/2026

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