Aggiornato il certificato di pensione ObisM per i titolari di pensioni Inps. Lo rende noto lo stesso istituto di previdenza nel messaggio n. 1443/2026 in cui spiega che il noto modello è stato aggiornato alla perequazione scattata il 1° gennaio 2026 (+1,4%) ed è disponibile nella sezione MyINPS del sito istituzionale, al seguente percorso: “Pensione e Previdenza” > “Cedolino della pensione” > “Utilizza il servizio” > “Certificato di pensione: Modello Obis/M”, tramite SPID, CIE o CNS.
Certificato ObisM
È una sigla che risale agli anni ’70 del secolo scorso, quando i processi automatici di elaborazione dei dati e di stampa dei risultati venivano indicati con il nuovo termine “meccanizzazione”. In questo caso, “O” sta per “organizzazione” e “M”, appunto, per “meccanizzazione”.
Nel certificato di pensione è contenuta la maggior parte delle informazioni indispensabili per il controllo dell’importo della pensione in pagamento: i dati anagrafici del titolare, il tipo, la categoria e la decorrenza della pensione o delle pensioni, la gestione che le ha in carico, i dati fiscali, quelli relativi alle prestazioni accessorie legate al reddito, l’organizzazione sindacale cui eventualmente il pensionato corrisponda la quota di iscrizione, eventuali trattenute, cessioni del quinto, ecc.. Vengono, inoltre, esposti gli avvisi in merito all'incumulabilità del trattamento con altri redditi da lavoro (es. quota 100, quota 102, quota 103, precoci) e l'eventuale somma aggiuntiva, qualora corrisposta per l'anno corrente oltre alla scadenza triennale dell’assegno ordinario di invalidità. Sotto, un esempio del certificato.

I dati relativi agli importi in pagamento sono organizzati in tre colonne: la prima riguarda la mensilità di gennaio, la seconda quella di dicembre e la terza la tredicesima; sono i mesi in corrispondenza dei quali è previsto che l’importo netto di pensione cambi, nella grande maggioranza dei casi, per effetto della cessazione del prelievo per addizionali locali (dicembre) e a causa del conguaglio fiscale che grava sull’ultima mensilità in pagamento (tredicesima).
Negli altri casi, cioè nei mesi da febbraio a novembre, si presuppone che l’importo rimanga uguale a quello di gennaio. In realtà, per i residenti nei Comuni che hanno istituito l’addizionale all’Irpef, l’importo delle rate da marzo a novembre è inferiore a quello di gennaio e febbraio perché, oltre le rate a saldo, in questi mesi si applica a titolo di acconto anche la ritenuta del 30% dell’addizionale comunale dovuta per l’anno in corso.
Quando non viene emesso
Il documento è disponibile tra i servizi online al cittadino nel sito Inps accessibili agli utenti in possesso di SPID, CIE e CNS. Non viene emesso quando le prestazioni corrisposte non variano annualmente per specifiche disposizioni di legge. Si tratta, in particolare, dell'Ape sociale e degli assegni di accompagnamento alla pensione (isopensione, indennità prevista nel contratto di espansione, assegni straordinari di sostegno al reddito). L’unica eccezione è rappresentata dall’indennizzo commercianti, corrisposto annualmente in misura pari al trattamento minimo e, pertanto, conseguentemente rivalutato.
Anche in corso d'anno
Tenuto conto che, a decorrere dal 2021, il certificato di pensione, a seguito delle implementazioni effettuate, è messo a disposizione in modalità dinamica, le informazioni rese sono allineate ai dati aggiornati alla data della richiesta. Pertanto, è possibile ottenerlo anche per le prestazioni liquidate in corso d’anno e viene aggiornato in base alle informazioni disponibili in archivio alla data di richiesta del certificato stesso. Inoltre per i certificati emessi negli ultimi cinque anni è messa a disposizione una versione statica storicizzata.
Documenti: Messaggio Inps 1443/2026







