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Quota 100, utile anche la contribuzione versata all'estero

Più facile raggiungere il requisito contributivo per la pensione con quota 100. Chi ha carriere all'estero potrà sommarle con i periodi versati in Italia. Le indicazioni in un documento Inps.

Il requisito contributivo utile per centrare la pensione con quota 100 può essere conseguito anche utilizzando la contribuzione estera non coincidente temporalmente, maturata cioè in paesi comunitari oppure ovvero in Paesi extracomunitari legati all’Italia da convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, che prevedono la totalizzazione internazionale. Lo rende noto l'Inps, tra l'altro, con la Circolare numero 117/2019 in cui vengono rese note ulteriori indicazioni in merito alla pensione "quota 100".

In tali casi, la totalizzazione sarà possibile solo l'assicurato ha maturato in Italia almeno 52 settimane di contribuzione (per la totalizzazione comunitaria) o il diverso requisito contributivo stabilito dalle singole convenzioni per i paesi extracomunitari. L'indicazione dell'Inps vale ad ammettere nel perimetro della novella del Dl 4/2019 anche quei lavoratori che hanno carriere di lavoro all'estero e che, pertanto, non riuscirebbero a centrare il requisito contributivo con la sola contribuzione italiana. Si pensi, ad esempio, al caso di Franco un lavoratore con 30 anni di contributi in Italia e 9 in Germania: grazie alle convenzioni di sicurezza sociale potrà accedere alla pensione all'età di 62 anni sommando la contribuzione versata nei due paesi avendo raggiunto il requisito minimo di 38 anni di contributi. Resta inteso che per conseguire il trattamento pensionistico occorrerà cessare l’attività lavorativa all’estero posto che tale condizione è richiesta, come noto, per l'erogazione della quota 100.

Il cumulo, peraltro, trova applicazione anche nel caso in cui la contribuzione italiana sia composta da quote in diverse gestioni previdenziali che vengono valorizzate tramite il cumulo dei periodi assicurativi di cui all'articolo 14, co. 2 del Dl 4/2019. Così, ad esempio, Franco potrà procedere alla sommatoria della contribuzione italiana con quella estera anche ove i 30 anni di contributi fossero la sommatoria di 20 anni nel pubblico impiego e 10 anni nel privato, oppure di 20 anni nel pubblico impiego e 10 anni di gestione separata. Nel caso di cumulo dei periodi assicurativi presso più gestioni rientranti nel campo di applicazione del regime convenzionale da applicare, i periodi esteri verranno valorizzati nella gestione previdenziale che assicura il calcolo della pensione più favorevole. La conferma era nell'aria atteso il principio generale previsto nei trattati di sicurezza sociale e già applicato, tra l'altro, con riferimento ad altre prestazioni previdenziali (es. pensione anticipata e pensione di vecchiaia).

Il documento spiega, infine, che la quota 100 è aperta ai titolari di pensione estera. Anche la contribuzione che ha dato luogo all'erogazione della pensione può essere, cioè, sommata con quella italiana al fine della concessione della pensione. Unico vincolo: la contribuzione estera non deve aver già dato luogo alla liquidazione di una pensione italiana in regime di convenzione internazionale. 

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