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- Roma, 2 lug. - L'Unione europea non e' una maestrina che prende a bacchettate gli alunni troppo discoli, ne' l'Italia ha intenzione di andare a Bruxelles a prendere lezioni o di presentarsi con il cappello in mano. Non usa mezzi toni Matteo Renzi illustrando le sue intenzioni nel secondo giorno si semestre italiano e da Porta a Porta avverte: ""Il tempo in cui andavamo" in Europa "a farci fare le lezioncine e' finito", "Penso che sia possibile fare gioco di squadra" in Ue. "Ho trovato - osserva - un clima di collaborazione da parte di tutti, anche dei neoeletti dei Cinque stelle. Noi finora abbiamo pensato che Bruxelles fosse il buon retiro di chi ha finito la carriera. Non e' cosi', ma dobbiamo farci sentire", sottolinea Renzi ripetendo che l'Italia "deve imparare a fare quello che fanno tutti" e cioe' a difendere l'interesse nazionale. Il premier spiega che "c'e' una grande volonta' che l'Italia faccia bella figura". "Mentre io parlavo il Senato votava le riforme. Noi le riforme le stiamo facendo e allora l'idea che ci sia una maestrina con la matita rossa e blu e che da' le bacchettate sulle mani, questo no". L'Italia viva il semestre con coraggio e orgoglio "E' fondamentale che l'Italia viva questo semestre di presidenza con coraggio e orgoglio" ha detto Renzi che ha poi assicurato che il Paese rispettera' le regole, ma ha pure ricordato che "l'ultima volta che l'Italia aveva presieduto il semestre europeo, la Germania sforo' le regole. Noi - ha ribadito - non foriamo niente ma non siamo nemmeno ad andare in Europa con il cappello in mano". .
- Roma, 2 lug. - "Tutto e' sempre possibile in Aula". E' la risposta ai giornalisti del ministro Maria Elena Boschi, di fronte all'ipotesi di modifiche all'articolo sulle immunita' dei nuovi senatori approvato in Commissione affari costituzionali in modo da lasciare intatto l'attuale art.68 della Costituzione. "Con i relatori ragioniamo sempre di tutto", ha aggiunto Boschi. Il Senato esercita con la Camera la funzione legislativa per le leggi di revisione costituzionale e per le altre leggi costituzionali, per le altre leggi costituzionali, prevede l'emendamento dei relatori approvato dalla commissione. Ma anche per le leggi di attuazione delle disposizioni della Costituzione in materia di referendum popolare, per le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati che riguardano l'appartenenza dell'Italia all'Ue, per le leggi che attuano l'art.117, secondo comma lettera P (legge elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di comuni, province e citta' metropolitane), per la legge di cui all'art.122 della nostra Carta che riguarda il sistema di elezione, il numero e i casi di ineleggibilita' e incompatibilita' del presidente e degli altri componenti della giunta elettorale, nonche' dei consiglieri regionali. Solo la Camera vota le altre leggi ordinarie che il senato puo' proporre di modificare, ma sulle quali la parola definitiva resta alla camera politica. Per i disegni di legge che riguardano le materie previste nel Titolo V della Costituzione, ora regolate da una legislazione concorrente fra Stato e Regioni, il nuovo senato che rappresenta le istituzioni territoriali,'ha piu' voce in capitolo': la Camera dei deputati puo' non conformarsi alle modifiche proposte dal senato solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei suoi componenti. I disegni di legge che riguardano il bilancio sono approvate dalla Camera dei deputati. Il senato li esamina e puo' deliberare proposte di modifica entro 15 giorni dalla data di trasmissione, deliberando a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il senato puo' svolgere attivita' conoscitive e formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati. .

La riforma della pubblica amministrazione (all'articolo 3 del Dl 90/2014) rivede le norme che disciplinano il turnover confermando il progressivo allentamento del blocco che era stato imposto in questi ultimi anni per far fronte ad esigenze di cassa. Kamsin Le amministrazioni statali nel 2014 potranno sostituire il personale cessato l'anno precedente nel limite del 20%, tetto che passa al 40% nel 2015, poi al 60% nel 2016, all'80% nel 2017, per arrivare al turnover completo nel 2018.

La vera novità è però l'eliminazione a decorrere dal 2014, per le amministrazioni centrali, del vincolo relativo alla percentuale delle unità cessate nell’anno precedente (c.d. limite capitario), mantenendo solo quello  legato alla percentuale di risparmi da cessazione. In altri termini cambiano le modalità di calcolo del limite, che dall'entrata in vigore del decreto legge fa riferimento solo alla spesa e non più alle teste.

Per gli enti di ricerca il decreto legge elimina la previsione che impedisce di calcolare, ai fini della determinazione delle risorse finanziarie da destinare a nuove assunzioni, il maturato economico delle retribuzioni del personale cessato. Anche in questo settore percentuali di copertura del turnover immutate (50% nel 2014-2015, 60% nel 2016, 80% nel 2017 e 100% dal 2018), ed una nuova condizione: potranno assumere solo gli enti la cui spesa per il personale di ruolo non supera l'80% delle entrate correnti secondo il bilancio consuntivo dell'anno precedente. Altrimenti scatta il divieto di nuove assunzioni a tempo indeterminato.

Modifiche significative riguardano invece, come ambito soggettivo, le regioni e gli enti locali sottoposti al patto di stabilità interno. La previsione è di semplificazione dell’attuale regime e di graduale aumento delle percentuali di turn-over e quindi di assunzioni a tempo indeterminato.  In loro favore è, infatti, previsto un significativo innalzamento della percentuale di copertura del turnover, che passa dal 40% al 60% già nel 2014 (articolo 3, comma 5 del Dl 90/2014). L'incremento è confermato nel 2015, arriva all'80% nel biennio 2016-2017 e arriva al 100% nel 2018. Inoltre, viene abrogato il discusso articolo 76, comma 7, del Dl 112/2008, che vietava le assunzioni agli enti con incidenza della spesa di personale sulla spesa corrente superiore al 50%, consolidando anche le aziende speciali, le istituzioni e le partecipate.

Zedde

- Strasburgo, 2 lug. - "Questo e' un grande Paese che ha dalla sua parte non solo la storia ma il futuro e se qualcuno pensa di venire qui a dare lezioni, ha sbagliato posto". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi rivolgendosi a Manfred Weber, capogruppo Ppe a Strasburgo. .
- Strasburgo, 2 lug. - Per parlare di Europa, di quella che e' e soprattutto di quella che sara', Matteo Renzi attinge a piene mani all'Odissea e, agli euro parlamentari riuniti per la sessione plenaria, spiega che, se il Vecchio Continente e' rappresentabile come uno stanco Anchise (il padre che Enea trasse in salvo portandolo sulle proprie spalle) che grava sugli Stati membri, "c'e' anche una generazione nuova che ha il dovere di riscoprirsi Telemaco, di meritare l'eredita'" dei padri dell'Europa. "Io non ero nemmeno maggiorenne quando c'e' stata Maastricht", ha aggiunto il premier: "Noi non vediamo il frutto dei nostri padri come un dono dato per sempre, ma una conquista da rinnovare ogni giorno". .
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