Riscatto della laurea agevolato per andare in pensione quota 100

Franco Rossini Giovedì, 21 Gennaio 2021

Ho 35 anni e 4 mesi di versamenti contributivi nel FPLD più un altro anno di contributi nella gestione artigiani. Ho 4 anni di laurea da riscattare. Vorrei andare in pensione quest'anno con quota 100 (ho 63 anni di età). Posso farlo?

Sì il lettore può farlo se riscatta il periodo di corso di studio universitario integrando così i requisiti contributivi richiesti dalla normativa (38 anni). Tre le strade: a) riscatta con il criterio ordinario, pagando verosimilmente un onere economico più elevato, mantenendo però il criterio di calcolo naturale della pensione (cioè sistema retributivo per le anzianità accreditate sino al 31.12.1995 e contributivo per le anzianità successive al 31.12.1995); b) riscatta con il criterio contributivo ordinario (criterio dell'aliquota percentuale); c) riscatta con il criterio cd. agevolato introdotto dall'articolo 2, co. 5-quater del dlgs n. 184/1997 (Cfr: Circolare Inps n. 6/2020).

Gli ultimi due casi sono possibili a condizione che il lettore eserciti l'opzione per il calcolo contributivo (15 anni di contributi di cui almeno 5 successivi al 1996; almeno un contributo accreditato al 31.12.1995). In questi casi, peraltro, la pensione verrà calcolata interamente con il sistema contributivo e, pertanto, è verosimile che si ottenga una rendita pensionistica inferiore a quella che si otterrebbe con il riscatto ordinario. L'onere economico per la copertura del riscatto, tuttavia, sarà inferiore soprattutto nel caso sub c).

Nel 2007 ho chiesto e ottenuto dall'INPS l'accredito del servizio civile sostitutivo del servizio militare (periodo giugno 1994 - giugno 1995). Dal 1996 ho contributi versati nell'AGO, lavoratori dipendenti. Pertanto l'accredito figurativo delle 52 settimane del servizio civile mi inquadra come "vecchio iscritto" e non mi consentirà in futuro, in quanto periodo non rinunciabile, al maturare del requisito anagrafico, di beneficiare della pensione anticipata contributiva che consente di lasciare il lavoro con tre anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia. Tenendo però conto che sono iscritto alla gestione separata dal 1996 (posso documentare di avere svolto lavori in virtù di un contratto di co.co.co) e che non ho alcun versamento (il committente ha omesso) e che ho inoltro svolto prestazioni sempre in regime di co.co.co prima del 1 aprile 1996 (documentabili con contratti, ricevute, ecc.) mi chiedo se, richiedendo ed ottenendo la possibilità di riscatto di questi periodi presso la gestione separata, riuscirei a "sterilizzare" l'impatto negativo dell'accredito del servizio civile richiedendo di esercitare l'opzione per il sistema contributivo e avere la possibilità, in tal modo, di beneficiare in futuro della pensione anticipata contributiva.

In linea generale l'esercizio dell'opzione al sistema contributivo ancorchè determini la liquidazione di una pensione interamente con le regole del sistema contributivo non consente di acquisire la qualifica di "vecchio iscritto" e di profittare della pensione anticipata di natura contributiva (64 anni di età, 20 anni di contributi effettivi e importo soglia di 2,8 volte l'assegno sociale). L'unico escamotage per il lettore è chiedere il computo nella gestione separata ai sensi dell'articolo 3 del DM 282/1996 alle condizioni esposte nella Circolare Inps 184/2015. In tal caso sarebbe possibile accedere alla pensione anticipata contributiva all'età più favorevole. 

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