Previdenza

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Ape social : sono stato licenziato per giustificato motivo oggettivo il 18/12/2015 percepisco la Naspi dal 24/4/2016 perché ho avuto 4 mesi di preavviso dall'azienda. Il 24/4/2018 mi scadrà la Naspi ed avrò 63 anni e 9 mesi e mi mancherebbero 3 anni e 7 mesi alla pensione di vecchiaia che percepiro' il 1/11/2021. Quando potrò fare domanda di Ape social se rimarrò disoccupato? Riteniamo che il lettore possa fare domanda il prossimo anno in quanto raggiunge entro il 31 dicembre 2018 i requisiti previsti dalla norma: 63 anni di età; 30 anni di contributi; con decorso di almeno 3 mesi dal termine della disoccupazione indennizzata (che scade ad aprile 2018). L'ape sociale sarà riconosciuta a partire dal 1° agosto 2018 (cioè dopo i 3 mesi dal termine della naspi) sino al perfezionamento del requisito previsto per la pensione di vecchiaia (che dovrà essere confermato in quanto gli adeguamenti successivi al 2018 non sono noti attualmente in via ufficiale). L'indennità sarà riconosciuta per 12 mensilità annue (senza la 13^ ma con il bonus da 80 euro) e l'importo della stessa sarà pari alla misura della pensione calcolata al momento della richiesta dell'indennità entro un massimo di 1.500 euro lorde mensili non rivalutabili annualmente. 

Sono un precoce e ho tutti i requisiti per l'accesso al beneficio pensionistico anticipato per i precoci (12 mesi effettivi ante 19 anni, licenziato per riduzione organico/ lavoro nel 06 / 2012, iscritto nelle liste mobilità non indennizzata legge 236/93 dal 06/2012 al 06/2015, ottenuto la disoccupazione indennizzata per 12 mesi fino da 10/2012 al 10/2013, prosecutore versamenti volontari dal 2013 fino ad oggi. Raggiungerò i requisiti comprensivi di contributi figurativi a maggio 2018. Domanda: nel mio caso, avendo concluso interamente la prestazione della disoccupazione nel 2013, dove si colloca il trimestre successivo di inoccupazione previsto dalla circolare 2884/2017 inps ? essendo la mia disoccupazione ante la legge 150/2015 come dovrei fare ? l'iscrizione al centro per l'impiego deve essere ripetuto per lo status di disoccupato e fare la did ecc? L'Inps ha indicato che il trimestre di inoccupazione deve essere computato dal termine della fruizione della disoccupazione indennizzata. Dunque tale requisito, nel caso di specie, sarebbe ormai ampiamente perfezionato. Per accedere al beneficio si ritiene che sia sufficiente mantenere lo stato di disoccupazione derivante dalla precedente iscrizione ed attendere il raggiungimento dei 41 anni di contributi nel 2018. Lo status di disoccupazione dovrà essere verificato tramite la consultazione della permanenza nelle liste di disoccupazione presenti presso i centri per l’impiego. 

mia moglie ha fatto domanda per entrare nella 8va salvaguardia,presso le DTL tramite patronato.La domanda è stata accolta,avendo lei tutti i requisiti per accedervi. Età 64,27 anni contributi,licenziamento unilaterale al 31.5.2012,contribuzione cessata. La mia domanda è:ora che la pratica con il parere positivo della DTL è arrivato all'Inps,solitamente vengono accolte anche dall'Inps,oppure anche se il parere delle DTL è positivo,possono essere respinte? L'accoglimento positivo dell'istanza da parte della DTL è condizione necessaria ma non sufficiente per il pensionamento con la cd. ottava salvaguardia pensionistica. Nel caso di specie l'Inps dovrà verificare ora la sussistenza dei requisiti soggettivi (vale a dire l'età anagrafica e contributiva utile al perfezionamento della decorrenza della pensione, con le vecchie regole pensionistiche, entro la data stabilita dalla legge). I tempi per l'operazione non sono noti. Lo scorso anno, in occasione della settima salvaguardia, l'evasione delle pratiche è stata terminata dopo l'estate. 

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Zedde

Egr. Dottore, Premessa: Ho 58anni e posseggo tutti i requisiti per l'accesso al beneficio pensionistico dei precoci. L'iscrizione nell'elenco della…

Cosa succede al beneficiario di Ape Social per assistenza a un parente disabile (madre), se dopo il riconoscimento del diritto venissero meno la convivenza o il disabile stesso venisse ricoverato in una struttura o venisse a mancare? Gli viene revocato il diritto o questo è acquisito irreversibilmente sino alla pensione di vecchiaia? Il tema è rilevante perchè prima di inoltrare la domanda di accesso al beneficio mi dovrei dimettere dal servizio. Kamsin Secondo quanto previsto dalla legge e dalla Circolare Inps 100/2017 il beneficiario decade dall'APe sociale esclusivamente in caso divenga titolare di pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia (es. pensione a 64 anni), per perdita della residenza in Italia o per il superamento, per svolgimento di attività lavorativa subordinata, parasubordinata o autonoma del livello di reddito annuo esente da imposizione fiscale (8mila euro, 4.800 per il lavoro autonomo). Nel caso di specie si ritiene, pertanto, che il decesso del disabile assistito durante il periodo di percezione dell'ape sociale non comporti conseguenza alcuna per il beneficiario. Naturalmente il disabile deve risultare in vita al momento della domanda di accesso alla prestazione di APe sociale. 

Buongiorno. Ho fatto domanda di certificazione per il riconoscimento del beneficio derivato da lavori faticosi e pesanti (lavoro notturno) per l'anno 2017 nel quale maturerò tutti i requisiti e attualmente percepisco l'indennità di mobilità. La mia domanda è questa: la decorrenza del trattamento pensionistico, in questo caso, interrompe la prestazione degli ammortizzatori sociali o dovrò aspettare che si esaurisca l'intero periodo dell'indennità di mobilità che in tal caso scadrebbe a febbraio del 2018? Se il lettore, come si comprende, ha fatto domanda per il beneficio previsto per i lavori usuranti di cui al Dlgs 67/2011 (cioè uscita con le quote con un minimo di età anagrafica e contributiva) non è necessario attendere il termine degli ammortizzatori sociali prima di accedere al pensionamento anticipato. Naturalmente dal momento della decorrenza della pensione il lettore decadrà dall'ammortizzatore sociale spettante in quanto non cumulabile con la pensione. Se il lettore ha fatto domanda, invero, per conseguire i benefici previsti per i lavoratori precoci, cioè per uscire con il requisito contributivo ridotto a 41 anni di contributi (a cui sono ammessi anche gli addetti ai lavori usuranti e notturni), come previsto dalla legge di bilancio per il 2017, occorrerà attendere tre mesi dalla scadenza dell'ammortizzatore sociale prima di ottenere il pensionamento (sempre previo riconoscimento da parte dell'Inps di tutte le condizioni entro il prossimo 15 ottobre).  

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Zedde

Buongiorno Sono titolare di indennità di accompagnamento, ho fatto domanda naspi tramite caf. a marzo L'inps rifiuta la domanda perchè…

Sono un lavoratore con 63 anni con un contratto di collaborazione cessato il 1.6.2017 per iniziativa del mio committente. Sono iscritto alla Gestione Separata dell'Inps e ho fatto domanda per accedere alla dis-coll. Dato che ho maturato 30 anni di contributi (contribuzione in gestione separata e nel FPLD) posso chiedere l'aPE sociale al termine dei tre mesi dalla fine della dis-coll? Luigi Possono accedere all'Ape sociale, tra l'altro, i soggetti che siano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 ed abbiano concluso, da almeno tre mesi, di godere della prestazione per la disoccupazione loro spettante. E che possano vantare almeno 63 anni di età e 30 anni di contribuzione a qualsiasi titolo versata anche presso casse previdenziali diverse (con esclusione di quella versata presso le casse professionali e della contribuzione estera) (Circ. Inps 100/2017). Kamsin Nel caso di specie il lettore è un parasubordinato e pertanto la sua disoccupazione non deriva, come richiede la norma, da un licenziamento individuale o collettivo quanto piuttosto da una risoluzione unilaterale del contratto di collaborazione da parte del committente o dalla sua naturale scadenza. Pertanto una lettura della norma strettamente letterale porta ad escludere la possibilità di ottenere l'APE sociale. Sul punto tuttavia si attendono ulteriori chiarimenti da parte del ministero del Lavoro e dell'Inps che potrebbero optare per un trattamento più favorevole. Sarebbe anche opportuna una tale apertura data la progressiva convergenza delle collaborazioni verso il lavoro subordinato che è stata attuata con il Jobs Act (con la progressiva estensione delle tutele, e l'incremento dell'aliquota contributiva che ormai sfiora il 33%). Nelle more di tali indicazioni il lettore può presentare istanza di verifica delle condizioni nell'anno in cui matura tutti i requisiti per cautelarsi da eventuali successivi chiarimenti in senso favorevole. 

Sono un dipendente Telecom (per cui fondo speciale telefonici) che ha aderito ad un accordo per uscire con l'articolo4 della legge Fornero. Io dovrei andare in pensione anticipata al 01-11-2021 (con 46 e 6 mesi di contributi in base alle tabelle attuali) per cui dovrei uscire dall'azienda ed entrare in isopensione il 01-11-2017. La domanda è la seguente : se alla fine dei 4 anni di isopensione la data di pensione mi si allungherà di qualche mese causa adeguamento alla aspettativa di vita (e quindi anzichè 43 e 6 mesi ce ne vorranno 43 e 8 mesi) posso utilizzare i contrinuti volontari per pagarmi i 2 mesi mancanti ? oppure l'utilizzo della isopensione rende non piu' praticabili la contribuzione volontaria ? (e quindi non mi resterebbe che la pensione di vecchiaia?). 

In linea generale l'Inps al momento della certificazione delle condizioni per accedere all'isopensione è tenuta a verificare, anche in linea prospettica, la maturazione del diritto a pensione entro i successivi 48 mesi dal conseguimento dell'assegno di esodo anche tenendo conto dei futuri adeguamenti alla speranza di vita secondo l'ultimo scenario demografico disponibile che risulta particolarmente sfavorevole (e che quindi sarà quasi sicuramente rivisto al basso). Dunque il rischio di un periodo di vuoto economico tra la fine dell'assegno di esodo e l'accesso alla pensione anticipata appare piuttosto remoto. La Circolare Inps 119/2013 indica, peraltro, che nel caso in cui intervengano modifiche normative che innalzino i requisiti di accesso al trattamento pensionistico, nonché nel caso di incremento dell’aspettativa di vita superiore a quello - tempo per tempo - previsto dalla tabella tecnica di accompagnamento al decreto legge n. 201/2011, a favore dei soggetti già titolari di prestazione, l’erogazione di quest’ultima proseguirà per l’ulteriore necessario periodo, fermo restando il limite dei 48 mesi, a carico del datore di lavoro esodante, anche con l’eventuale rimodulazione dell’importo della garanzia fideiussoria. Ad ogni modo, nella peggiore delle ipotesi, quand'anche cioè la speranza di vita aumentasse in modo significativo rispetto a quella preventivata nel piano di esodo ed il lavoratore abbia esaurito l'intero periodo di 48 mesi non si vedono ostacoli alla facoltà di procedere con il versamento dei contributi volontari per integrare il requisito contributivo che in quel periodo temporale sarà richiesto. 

Maturerò due anni di contributi dopo il 2018 nella gestione autonomi e vorrei sapere se posso unificare gratuitamente questa contribuzione con quella della gestione dipendenti per raggiungere i fatidici requisiti per la pensione. In particolare ora che tutti sono passati al sistema contributivo, i contributi si possono sommare anche se non si raggiungono 3 anni di contributi autonomi, cioè se si hanno contributi autonomi per brevi periodi? Franco Marini Bologna

La risposta è positiva. E' ancora vigente la legge 233/1990 che consente di unificare gratuitamente i contributi maturati nella gestione dei  lavoratori dipendenti con quella dei lavoratori autonomi, con la particolarità che le regole per l'accesso sono quelle della gestione autonoma. 

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Zedde

Sono un precoce e ho tutti i requisiti previsti dal decreto appena pubblicato per i precoci (12 mesi effettivi ante 19 anni, licenziato per riduzione organico/ lavoro nel 06 / 2012, inscritto nelle liste mobilità, ottenuto la disoccupazione indennizzata per 12 mesi fino a settembre 2013, prosecutore versamenti volontari dal 2013 fino ad oggi. Raggiungerò i requisiti comprensivi di contributi figurativi a maggio 2018. Domanda: da che data potrò fare istanza di accertamento dei requisiti e domanda di accesso al beneficio ? Si possono inoltrare contestualmente? Vi ringrazio anticipatamente per la gentile risposta. Kamsin L'istanza di verifica delle condizioni va fatta nell'anno in cui si raggiungono tutti i requisiti per il pensionamento anticipato. Nel caso di specie, dato che il lettore matura i 41 anni di contributi a maggio 2018, dovrà produrre istanza entro il 1° marzo 2018. La domanda di accesso va prodotta, secondo l'Inps, invero nel momento in cui sono raggiunti tutti i requisiti per il pensionamento anticipato. Nel caso di specie, dunque, il lettore dovrà produrla non più tardi del maggio 2018 in modo da garantirsi la decorrenza dal 1° giugno 2018 (cioè dal primo giorno del mese successivo) ancorchè l'Inps acclari successivamente a tale data il diritto alla fruizione del beneficio (l'Inps potrebbe rispondere dopo il 30 giugno 2018). Si rammenta però che ove le risorse fossero insufficienti l'Inps potrebbe posticipare la decorrenza della prestazione ad una data successiva a quella appena indicata. 

quota 41, avendo a Marzo 2017 maturato 2109 settimane lavorative e assistendo mia madre che ha la 104 art. 3 c. 3 vorrei sapere se rientro nella quota 41? Specifico che al 31/12/1995 avevo più di 18 anni di servizio e precisamente 978 settimane. La lettrice vi rientra se può vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. Inoltre, per godere della pensione anticipata con 41 anni di contributi l'assistenza deve risultare convivente con la madre. 

Mi hanno concesso un grado d'invalidita pare al 75% Per usufruire del assegno mensile d'invalidita ho letto che non devo superare un reddito di euro 5000. Io sono disoccupato da quasi 2 anni ma mia moglie lavora e ha un reddito di euro 32000. Vorrei sapere se lo stesso che mia moglie ha un reddito simili ho il diritto del assegno? La risposta è positiva: per le prestazioni di invalidità civile si computano, infatti, solo i redditi personali del richiedente. Pertanto sono irrilevanti i redditi del coniuge.  

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Zedde

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